Geely, uno dei maggiori produttori di auto in Cina, festeggia il suo primo anno di attività in Italia con oltre 3.000 contratti firmati, una rete cresciuta da zero a circa 70 punti vendita e assistenza, un modello — la Starray EM-i Super Hybrid — che da solo vale circa il 90% degli ordini e ha portato la casa automobilistica cinese ai vertici del segmento dei C-Suv plug-in hybrid tra i clienti privati.
Geely, distribuita in Italia da Jameel Motors, ha scelto di festeggiare questo primo anniversario tornando a Napoli, la città del debutto, con un progetto che trasforma la mobilità elettrica in servizio sociale per i Quartieri Spagnoli. Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, Jameel Motors e Geely hanno infatti donato alla Fondazione Foqus — realtà che da anni promuove formazione, inclusione e servizi alla persona per migliaia di cittadini — una Geely EX5 100% elettrica e una wallbox di ricarica A2A installata presso la Fondazione. La vettura sarà utilizzata per accompagnare le persone più fragili verso l'Ospedale del Mare.
Nell'autunno 2026 arriverà la Geely E2, city car compatta 100% elettrica tra le vetture più vendute in Cina. La fase di prevendita della vettura è stata aperta ieri, a un prezzo di lancio esclusivo a partire da 19.900 euro. Tra fine 2026 e inizio 2027 debutterà il Suv plug-in hybrid Geely Monjaro, mentre nel 2027 è previsto un nuovo Suv di segmento B sviluppato specificamente per l'Europa.
Sul fronte tecnologico farà il suo esordio la nuova generazione del sistema full hybrid Geely i-HEV, con un motore che ha raggiunto un'efficienza termica certificata del 48,41%, tra i migliori risultati mai ottenuti nel settore. Anche Zeekr, marchio controllato da Geely, accelera in Italia: ad arricchire l'attuale gamma di lancio è in arrivo la nuova 7GT, seguita dai Suv premium 9X e 8X, con una motorizzazione Phev di ultima generazione.
E mentre a Napoli si celebra, a Bruxelles, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Prosperità e la Strategia industriale, Stephane Sejourne, ha tenuto un drammatico discorso, sostenendo che «il settore automobilistico europeo è in pericolo di vita».
«Oggi i costruttori di componenti e tutta la catena del valore è sotto pressione. Sono migliaia i posti di lavoro in pericolo. E dietro a questi posti di lavoro sta la prosperità e la coesione di molti dei nostri territori e soprattutto della zona euro. Il settore affronta anche un ritardo tecnologico, catene di approvvigionamento fragili a causa dell'instabilità geopolitica, bilanci finanziari ridotti a causa dei dazi, un accesso al mercato sempre più difficile, la strategia predatoria della Cina con le sue sovracapacità che inondano l'Europa» ha spiegato Sejourné.
«Perdita di mercato per i costruttori, arrivo massiccio di modelli cinesi che rappresentano più del 15% del settore dell'elettrico in Europa, fabbriche europee che vanno al rallentatore e la prospettiva di licenziamenti di massa. Questo è il risultato. E la Commissione europea percepisce chiaramente l'urgenza della situazione dall'inizio del mandato».
La sua concluione è che «con il pacchetto automotive, completato con la proposta per l'accelerazione industriale di marzo, dispieghiamo una strategia sull'intera catena del valore del settore automotive. Con le regole per la riduzione delle emissioni di CO2 introduciamo delle flessibilità mantenendo coerenza per i nostri obiettivi e con il regolamento sulla decarbonizzazione delle flotte garantiamo disponibilità di veicoli elettrici di seconda mano per le famiglie europee».
«L'obiettivo è chiaro: spezzare il ciclo mortale del triplo declino europeo, ovvero calo della produzione, calo delle quote di mercato per i costruttori e calo del valore aggiunto in Europa», ha concluso. (riproduzione riservata)