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La cinese Luxshare insieme a Invitalia nel rilancio della Siae

La società della famiglia Mascetti, un'eccellenza del made in Italy nel campo delle telecomunicazioni, sta negoziando un aumento di capitale con l'ingresso dei due partner per finanziare lo sviluppo nel campo delle reti aziendali 5G. La trattativa è soggetta al golden power del governo


15/01/2026 12:10

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Stefano Poli, managing director di Siae Microelettronica

L'annuncio era stato fatto il 17 settembre scorso, dal managing director Stefano Poli. «Con l'ingresso nel capitale di un primario investitore industriale Siae Microeletronica ha fatto un passo avanti per il rilancio della produzione e della consegne, al tempo stesso dimostrando di attrarre nuovi capitali» aveva detto Poli, senza tuttavia identificare il nome del nuovo socio che affianca la famiglia Mascetti e il suo presidente Enrico, esponente della famiglia fondatrice e finora proprietaria dell'azienda, ne specificare i termini dell'accordo.

Pochi giorni fa Milano Finanza ha rivelato che la cinese Luxshare, produttore di componenti elettronici con sede a Bao'an (Shenzhen), quotata dal 2010, si candida a essere, golden power permettendo, il cavaliere bianco che in tandem con Invitalia può salvare l'azienda milanese in forte crisi.

Fondata nel 1952, Siae è specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni di rete, in particolare ponti radio a microonde: è attiva con 26 società all'estero, occupa 572 addetti ed è entrata in crisi anche per la carenza di reperibilità di chip e semiconduttori e per le problematiche globali della logistica e della supply chain. Tra l'altro lo scorso marzo, lo stesso Poli aveva presentato un accordo con Blue Arcus, un operatore della Silicon Valley, per potenziare l'offerta nella creazione di reti indipendenti nella tecnologia 5G.

L'intervento di Luxshare di 31 milioni di euro, oltre a quello di 20,5 milioni di Invitalia, l'Agenzia per lo sviluppo che fa capo al Mef e guidata da Bernardo Mattarella, è rivelato dal verbale del cda di Siae tenutosi qualche settimana fa. Il cda ha predisposto la domanda al tribunale di Milano di accesso alla procedura di regolazione della crisi che lo stesso tribunale, con Maria Ricci quale giudice relatore, ha concesso l'8 gennaio nominando commissari Luca Minetto e Salvatore Sanzo e dando due mesi di tempo a Siae per la presentazione del piano di salvataggio.

L'intervento di Luxshare e Invitalia avverrà mediante un aumento di capitale: Mascetti al consiglio ha spiegato che il prospetto dei flussi di cassa fino al 30 giugno evidenzia un fabbisogno finanziario funzionale alla continuità dell'impresa pari a 9,1 milioni.

Il bilancio di Siae del 2024, a fronte di 68 milioni di ricavi (-16% sull'anno prima), s'è chiuso con una perdita di 61,7 milioni, mentre il patrimonio netto, in base alla situazione patrimoniale allo scorso settembre, è diventato negativo. I Mascetti (i fratelli Alberto, Enrico e Giovanni e la sorella Silvia, titolari rispettivamente i primi tre del 25,1% e la quarta del 21,8%) si diluiranno ma parteciperanno al salvataggio tramite utilizzo dei versamenti da loro già effettuati in conto futuro aumento di capitale.

Mascetti ha sottolineato che «l'investimento di Luxshare in Siae è condizionato al nulla osta golden power da parte del governo». Nello scorso settembre, in una riunione al Mimit sulla situazione dell'azienda, Siae aveva fatto presente di aver avviato un piano di rilancio volto al rafforzamento patrimoniale e alla stabilizzazione finanziaria nel triennio 2026-2028. (riproduzione riservata)


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