Si è chiuso ieri in Asia il Top italian Wines Roadshow, tour del Gambero Rosso, la piattaforma italiana leader per contenuti, formazione, promozione e consulenza nel settore del Wine Travel Food, con quattro tappe: Tokyo, Seul e, in Cina, Shanghai e Shenzhen. La presenza di Gambero Rosso in Cina, come alfiere della cucina e della cantine italiane, non è episodica: era arrivato per la prima volta a Shanghai quindici anni orsono al Peace Hotel per presentare la Guida ai vini d’Italia, curata instancabilmente da Marco Sabellico.
Tradizionalmente, la presentazione della Guida va di pari passo con le assegnazioni valutative delle forchette per i ristoranti e i tranci per le pizzerie. Questo anno a Shanghai la premiazione si è tenuta al W Hotel ed è stata su due livelli che ne differenziano lo stile e la fascia di prezzo.
Eccetto la pizzeria Capri di Bottega, azienda già premiata lo scorso anno per la sua tipica pizza napoletana, la fascia alta della ristorazione è stata quella prevalente per l’assegnazione delle forchette. Alcuni nomi già comparivano nella assegnazione dell’anno scorso: Da Vittorio, Niko Romito di Bulgari Hotel, 8% di Bombana e Scena di Angelo di Ritz Carlton di Pudong.
Si è aggiunto a questa lista di eccellenze Mr Shang Prada Rong Zhai un nuovo ristorante nella villa Rong Zhai, sede abituale di eventi museali e manifestazioni di Prada, inaugurata, dopo un acurato restauro, una decina di anni fa.
Nel livello medio sono stati premiati La bella vita, Scarpetta e Scilla legato dalla stessa gestione ad una delle poche, forse l’unica oggi pasticceria italiana: Madre.
Riguardo alle presenze di cantine italiane a Shanghai ne sono arrivate 25 in cerca di importatori mentre a Shenzhen ne erano presenti 40. Dagli ultimi dati le esportazioni di vino in Cina sono cresciute del 18,8% ma a livello di prodotto riguardano vini spumanti e prosecchi non escludendo vini rossi con gradazione alcolica inferiore ai 13°, ma a parte la fascia alta i consumi ristagnano nella classe media cinese.
Per quanto riguarda la ristorazione si fanno avanti ristoranti o trattorie con cucina italiana ma gestiti da cuochi cinesi, mentre allargando lo sguardo verso altre città la ristorazione italiana sta vivendo un buon momento in quella fascia culturale denominata “Jiangnan“ ovvero il territorio situato nella parte meridionale del fiume Yangtze che è stata culla di cultura ma anche di impresa.
Ad Hangzhou, luogo di memoria per il soggiorno di Marco Polo, da sempre centro culturale e oggi capitale, insieme a Shenzhen, dell’innovazione con Alibaba e la robotica, sono stati aperti, nel giro di poco tempo, Enrico Bartolini, quarto ristorante all’estero per questo chef pluristellato e Nel Blu by Umberto Bombana, bergamasco come il pluripremiato Vittorio Cerea da molti anni ad Hong Kong e successivamente nella Cina continentale. Questa vicinanza tra il campus di Alibaba ed il fiume Qiantang River, ricco di storia, sembra far collimare passato e futuro. (riproduzione riservata)
* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni