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Politica

Chip, farma e robot: così la tecnologia trascina il pil in Cina

Pechino sta operando, con incentivi e aiuti diretti, in modo che entro il 2030 il valore della produzione dei settori avanzati superi 10.000 miliardi di yuan, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Semiconduttori, aerospazio, biomedicina, robotica intelligente, i sistemi avanzati di accumulo dell'energia sono i settori trainanti


03/11/2026 12:36

di Class Editori - Xinhua/Ceis

settimanale

La Cina punta a rafforzare il sostegno ai settori industriali emergenti e strategici per dare nuovo slancio all’economia e favorire una crescita di qualità. Lo ha annunciato martedì la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC).

Secondo le previsioni ufficiali, entro il 2030, alla fine del 15° Piano quinquennale (2026-2030), il valore della produzione di questi settori supererà i 10.000 miliardi di yuan (circa 1.400 miliardi di dollari), quasi il doppio rispetto ai circa 6.000 miliardi registrati lo scorso anno. A fornire queste stime è stato Ren Zhongbao, funzionario della NDRC, durante una conferenza stampa.

I primi nove mesi del 2026 mostrano già una forte crescita in alcuni comparti strategici. La produzione cinese di circuiti integrati ha raggiunto i 442,8 miliardi di unità, con un aumento del 23,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche il settore farmaceutico ha registrato risultati importanti: il valore degli accordi per la concessione all'estero delle licenze di farmaci innovativi sviluppati in Cina ha sfiorato i 130 miliardi di dollari, avvicinandosi al totale dell'intero 2025.

Per sostenere questa espansione, Pechino intende aumentare gli incentivi fiscali e gli strumenti di finanziamento, incoraggiando anche gli investimenti privati nei settori emergenti. Le imprese saranno inoltre chiamate a svolgere un ruolo più importante nei grandi progetti nazionali di ricerca e sviluppo e nella creazione di nuove piattaforme per l'innovazione.

Tra i settori su cui la Cina vuole puntare figurano i semiconduttori, l'aerospazio, la biomedicina, la robotica intelligente, i sistemi avanzati di accumulo dell'energia e la cosiddetta economia a bassa quota, che comprende attività come il trasporto e i servizi effettuati con droni e altri velivoli a bassa altitudine.

Guardando più avanti, il governo vuole investire anche in tecnologie considerate decisive per il futuro, tra cui il calcolo quantistico, la bioproduzione, l'idrogeno, la fusione nucleare, le interfacce cervello-computer, l'intelligenza artificiale integrata nei sistemi robotici e le reti 6G. Le diverse regioni del Paese saranno incoraggiate a concentrarsi sulle attività in cui possono contare su maggiori competenze e vantaggi competitivi.

Un ruolo centrale sarà affidato all'intelligenza artificiale, un settore in cui la Cina ha compiuto grandi progressi negli ultimi anni, distinguendosi a livello internazionale sia per la rapidità dello sviluppo tecnologico sia per la diffusione delle applicazioni pratiche.

Come ha spiegato Wang Ruomeng della NDRC, nel periodo 2026-2030 il governo intende ampliare l'iniziativa «AI Plus», pensata per integrare sempre di più l'intelligenza artificiale nelle attività economiche e produttive.

L'attenzione si concentrerà soprattutto su applicazioni concrete, dalle operazioni minerarie ai lavori aerei, fino alla gestione delle emergenze e delle calamità naturali. L'obiettivo è utilizzare l'IA per risolvere problemi operativi, migliorare l'efficienza e rendere più sicure attività particolarmente complesse.

Proseguirà anche la creazione di centri pilota nazionali dedicati all'impiego dell'intelligenza artificiale nell'industria manifatturiera, nell'energia, nei trasporti e nella sanità. Parallelamente, Pechino punta a rafforzare le regole che disciplinano l'uso dell'IA e a intensificare la cooperazione internazionale in questo campo.

Un altro settore strategico è quello dell'economia marittima. Secondo Ma Weichen (NDRC), il valore complessivo delle attività economiche legate al mare dovrebbe superare i 13.000 miliardi di yuan entro il 2030.

I prossimi cinque anni saranno particolarmente importanti per l'ambizione cinese di trasformarsi da grande Paese marittimo in una vera e propria potenza del settore.

Per raggiungere questo obiettivo, la Cina intende rafforzare le attività già consolidate, come la costruzione di attrezzature navali, il trasporto marittimo e la pesca, affiancandole a nuovi comparti ad alto contenuto tecnologico, tra cui la biomedicina marina, i materiali innovativi e le tecnologie elettroniche e informatiche applicate al mare.

Anche in questo caso, i dati più recenti indicano una crescita sostenuta: nei primi nove mesi del 2026, l'economia marittima cinese ha raggiunto un valore di 8.500 miliardi di yuan, in aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo il Ministero delle Risorse naturali.

Questi sviluppi si inseriscono in una trasformazione più ampia dell'economia cinese. L'innovazione sta diventando un motore sempre più importante della crescita, mentre nuovi settori attirano investimenti e contribuiscono a ridurre la dipendenza dalle attività economiche tradizionali.

Nei primi nove mesi del 2026, i nuovi motori di sviluppo hanno contribuito per oltre il 40% alla crescita economica del Paese. Nello stesso periodo, il valore aggiunto della produzione industriale è aumentato del 5,3% su base annua, con risultati particolarmente positivi nella produzione di macchinari e attrezzature (+10,2%) e nella manifattura ad alta tecnologia (+14,3%).

Il risultato è che nel terzo trimestre di quest'anno il pil cinese è cresciuto del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, accelerando rispetto al 4,3% del secondo trimestre. (riproduzione riservata)


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