L'avvio dello studio di fattibilità per un collegamento marittimo del porto di Genova con Xiamen, grande scalo della provincia cinese del Fujian, arriva in una fase di profonda riorganizzazione delle rotte fra Asia e Mediterraneo: così Genova cerca di consolidare il proprio ruolo di gateway per il Nord Italia e l'Europa centro-meridionale.
Lo studio è uno degli obiettivi principali del Memorandum d'intesa siglato da Federlogistica e Xiamen Port Holding Group, prima applicazione concreta dell'accordo sottoscritto il 22 giugno 2026 fra Federlogistica e China Council for the Promotion of International Trade-Fujian Provincial Council nell'ambito della missione promossa dalla Regione Liguria.
«Xiamen è uno dei grandi porti strategici dell'Asia-Pacifico e costituisce un nodo fondamentale per i futuri rapporti commerciali fra Cina e Italia», ha sottolineato il presidente di Federlogistica Davide Falteri, ricordando il ruolo svolto da Nicola Di Mascio nella firma dell'intesa.
A dare una misura della posta in gioco sono innanzitutto i numeri dei container che transitano dal sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, che comprende anche gli scali di Vado e Savona.
Nel 2025 l'intero sistema ha raggiunto il record di 2.999.486 TEU, +6,3% sul 2024, sfiorando per la prima volta quota tre milioni con la crescita è stata trainata soprattutto da Savona-Vado, arrivata a circa 590 mila TEU (+58,4%). Genova ha invece chiuso l'anno intorno a 2,4 milioni di TEU, con una flessione dell'1,6%, dovuta soprattutto alla riduzione del transhipment, mentre il traffico gateway ha sostanzialmente tenuto.
I primi sei mesi di quest'anno Genova ha movimentato circa 1,19 milioni di TEU, l'1,5% in meno rispetto al primo semestre 2025. Il dato più interessante è però la tenuta dei traffici legati direttamente al mercato: nell'intero sistema portuale i flussi gateway sono cresciuti dell'1,6% nel semestre, mentre il transhipment è diminuito del 21,3%. I container pieni in import sono inoltre aumentati del 6,3%.
È in questo scenario che assume particolare valore il rafforzamento dei rapporti con la Cina. Genova è già inserita nei principali network che collegano l'Estremo Oriente al Mediterraneo. MSC, primo vettore container mondiale, nel 2026 ha potenziato il servizio Dragon: la rotazione comprende Ningbo, Shanghai, Yantian e Singapore prima di raggiungere Malaga, Genova e La Spezia. La compagnia ha annunciato anche una riduzione di sette giorni del transit time Shanghai-Genova.
Un ruolo altrettanto importante è svolto dalla Ocean Alliance, che riunisce COSCO Shipping, CMA CGM, Evergreen e OOCL. La configurazione 2026 del network conferma due toccate a Genova. Il servizio Asia-Mediterraneo AEM1 di COSCO, per esempio, collega Qingdao, Shanghai, Ningbo, Kaohsiung, Hong Kong, Yantian e Singapore con Pireo, La Spezia e Genova.
Ed è proprio qui che Xiamen può diventare strategica. Il porto cinese compare già nelle reti asiatiche dei grandi carrier, ma non nella rotazione AEM1di Cosco, la più importante shipping company cinese, che raggiunge direttamente Genova. L'eventuale costruzione di un collegamento più diretto permetterebbe quindi di intercettare nuovi flussi provenienti dal Fujian e dalle aree produttive circostanti, con particolare attenzione alle filiere individuate dall'accordo: automotive, batterie, elettronica, agroalimentare ed e-commerce.
Il Memorandum non riguarda, infatti, soltanto le navi. Prevede collaborazione sulle procedure doganali, piattaforme digitali, magazzini internazionali, smart port, tecnologie verdi e sostenibilità. L'obiettivo è costruire una catena logistica più integrata fra Cina e Italia.
La sfida, adesso, sarà trasformare la cooperazione istituzionale in volumi aggiuntivi. I dati 2024-2026 raccontano infatti un porto di Genova che mantiene una base di circa 2,4 milioni di TEU annui ma fatica ancora a compiere un nuovo salto dimensionale. In questo quadro la Cina, e in particolare l'apertura verso Xiamen, può rappresentare non soltanto un nuovo mercato, ma uno dei terreni sui quali Genova proverà a giocare la partita per la crescita dei prossimi anni. (riproduzione riservata)