Si è conclusa la missione istituzionale a Singapore del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, e del viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, durante la quale è stato firmato un accordo quadro per l'investimento di un miliardo di dollari da parte di Psa International per l'ammodernamento tecnologico dello scalo di Pra', che insiema a Vado Ligure, Savona e Genova, costituisce il principale sistema portuale italiano.
Psa International, che fa capo all'amministrazione della città di Singapore, è il principale operatore terminalistico del mondo con 100 milioni di teu movimentati nel 2024, attività in 45 paesi e due centri principali, a Singapore e nel porto di Antwerp, in Belgio.
«L’investimento previsto, un miliardo di dollari, rappresenta un impegno privato di dimensioni mai registrate in precedenza in un porto italiano e conferma la capacità del sistema di attrarre capitali di lungo periodo, anche grazie ai 3,6 miliardi di euro di investimenti pubblici già stanziati», ha sottolineato Paroli, «dopo lo sviluppo a Vado (con i cinesi di Cosco, ndr.), il potenziamento di un altro terminal integrato nel sistema migliorerà le performance operative e la competitività internazionale dello scalo, garantendo al contempo la continuità occupazionale e la valorizzazione delle professionalità esistenti».
L’intesa avvia una prima fase di investimenti focalizzata sull’implementazione tecnologica e sull’adeguamento infrastrutturale del terminal PSA Genova Pra’ di PSA Italy, che ha attività anche nel porto di Venezia, con particolare riferimento all’introduzione di Automated Stacking Cranes (ASC) e di sistemi tecnologici avanzati: gli interventi consentiranno di incrementare la capacità di movimentazione dei container, ottimizzare i flussi logistici e accogliere le grandi navi senza limitazioni operative, anche grazie alle attività di dragaggio previste.
L’investimento mira a dotare l’Italia e il Mediterraneo di un terminal portuale ad alto contenuto tecnologico, in grado di competere efficacemente con i grandi scali del Nord Europa e di intercettare una quota crescente dei flussi commerciali internazionali.
Il progetto prevede l’impiego di mezzi totalmente elettrici, a impatto zero in termini di emissione acustiche e di CO2 per la movimentazione delle merci, in coerenza con gli obiettivi nazionali ed europei di transizione ecologica.
«Il Mediterraneo è tornato ad essere un’area strategica centrale per i traffici globali e l’Italia ha il dovere di giocare un ruolo da protagonista. Il nostro obiettivo è mettere i porti italiani nelle condizioni di competere alla pari con i grandi hub globali, governando i processi di trasformazione tecnologica con una visione strategica, nell’interesse del sistema Paese e del lavoro. La missione a Singapore conferma la scelta del Governo di rafforzare una politica industriale dei porti fondata su investimenti, innovazione e competitività internazionale», ha dichiarato Rixi.
Lo scopo della missione è stata anche la visita al terminal container PSA di Tuas, uno dei più avanzati progetti portuali al mondo in termini di automazione, digitalizzazione e sostenibilità, a cui ispirarsi per gli investimenti in corso del porto di Genova.
La delegazione italiana ha approfondito il funzionamento del centro di controllo operativo e dei sistemi automatizzati di movimentazione dei container, basati su mezzi elettrici, gestione digitale integrata e pianificazione centralizzata delle operazioni. Il terminal rappresenta un modello di riferimento per l’evoluzione dei grandi hub portuali internazionali.
«Il terminal di Tuas mostra con grande concretezza cosa richiede oggi e per il futuro il mercato mondiale della logistica e ci indica chiaramente quale sarà la direzione di sviluppo dei porti nei prossimi decenni, l’integrazione tra infrastrutture, automazione e sistemi digitali è la condizione per aumentare l’efficienza operativa e migliorare la sostenibilità delle attività portuali», ha spiegato Paroli.
«Anche nei nostri porti stiamo costruendo le condizioni per una crescita fondata sulla qualità degli investimenti e sull’innovazione tecnologica», ha proseguito Paroli, «la competitività non dipende soltanto dagli spazi disponibili ma dalla capacità di organizzare meglio quelli esistenti, attraverso infrastrutture moderne, connessioni efficienti e sistemi operativi più avanzati. Nei porti di Genova, Pra’ e Savona operiamo in un contesto urbano complesso e questo richiede un modello di sviluppo basato sull’efficienza e sull’innovazione, sempre in assoluta sinergia con gli imprenditori privati e gli armatori», ha aggiunto Paroli. «Le nuove tecnologie permettono contemporaneamente di aumentare i volumi movimentati, migliorare l’organizzazione dei flussi e ridurre le emissioni e le interferenze con la città, a tutto benefico del contenimento dell’impatto ambientale». (riproduzione riservata)