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Singapore sbarca a Genova con 1 miliardo per farlo diventare porto 2.0

Psa International, la principale società terminalistica del mondo, investirà nello scalo ligure per l'ammodernamento tecnologico. Gli interventi consentiranno di incrementare la capacità di movimentazione dei container, ottimizzare i flussi logistici e accogliere le grandi navi senza limitazioni operative, anche grazie alle attività di dragaggio previste


27/02/2026 11:50

di Franco Canevesio - Class Editori

settimanale
Matteo Paroli, presidente del Porto di Genova

Si è conclusa la missione istituzionale a Singapore del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, e del viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, durante la quale è stato firmato un accordo quadro per l'investimento di un miliardo di dollari da parte di Psa International per l'ammodernamento tecnologico dello scalo di Pra', che insiema a Vado Ligure, Savona e Genova, costituisce il principale sistema portuale italiano. 

Psa International, che fa capo all'amministrazione della città di Singapore, è il principale operatore terminalistico del mondo con 100 milioni di teu movimentati nel 2024, attività in 45 paesi e due centri principali, a Singapore e nel porto di Antwerp, in Belgio. 

«L’investimento previsto, un miliardo di dollari, rappresenta un impegno privato di dimensioni mai registrate in precedenza in un porto italiano e conferma la capacità del sistema di attrarre capitali di lungo periodo, anche grazie ai 3,6 miliardi di euro di investimenti pubblici già stanziati», ha sottolineato Paroli, «dopo lo sviluppo a Vado (con i cinesi di Cosco, ndr.), il potenziamento di un altro terminal integrato nel sistema migliorerà le performance operative e la competitività internazionale dello scalo, garantendo al contempo la continuità occupazionale e la valorizzazione delle professionalità esistenti». 

L’intesa avvia una prima fase di investimenti focalizzata sull’implementazione tecnologica e sull’adeguamento infrastrutturale del terminal PSA Genova Pra’ di PSA Italy, che ha attività anche nel porto di Venezia, con particolare riferimento all’introduzione di Automated Stacking Cranes (ASC) e di sistemi tecnologici avanzati: gli interventi consentiranno di incrementare la capacità di movimentazione dei container, ottimizzare i flussi logistici e accogliere le grandi navi senza limitazioni operative, anche grazie alle attività di dragaggio previste.

L’investimento mira a dotare l’Italia e il Mediterraneo di un terminal portuale ad alto contenuto tecnologico, in grado di competere efficacemente con i grandi scali del Nord Europa e di intercettare una quota crescente dei flussi commerciali internazionali.

Il progetto prevede l’impiego di mezzi totalmente elettrici, a impatto zero in termini di emissione acustiche e di CO2 per la movimentazione delle merci, in coerenza con gli obiettivi nazionali ed europei di transizione ecologica.

«Il Mediterraneo è tornato ad essere un’area strategica centrale per i traffici globali e l’Italia ha il dovere di giocare un ruolo da protagonista. Il nostro obiettivo è mettere i porti italiani nelle condizioni di competere alla pari con i grandi hub globali, governando i processi di trasformazione tecnologica con una visione strategica, nell’interesse del sistema Paese e del lavoro. La missione a Singapore conferma la scelta del Governo di rafforzare una politica industriale dei porti fondata su investimenti, innovazione e competitività internazionale», ha dichiarato Rixi.

Lo scopo della missione è stata anche la visita al terminal container PSA di Tuas, uno dei più avanzati progetti portuali al mondo in termini di automazione, digitalizzazione e sostenibilità, a cui ispirarsi per gli investimenti in corso del porto di Genova.

La delegazione italiana ha approfondito il funzionamento del centro di controllo operativo e dei sistemi automatizzati di movimentazione dei container, basati su mezzi elettrici, gestione digitale integrata e pianificazione centralizzata delle operazioni. Il terminal rappresenta un modello di riferimento per l’evoluzione dei grandi hub portuali internazionali.

«Il terminal di Tuas mostra con grande concretezza cosa richiede oggi e per il futuro il mercato mondiale della logistica e ci indica chiaramente quale sarà la direzione di sviluppo dei porti nei prossimi decenni, l’integrazione tra infrastrutture, automazione e sistemi digitali è la condizione per aumentare l’efficienza operativa e migliorare la sostenibilità delle attività portuali», ha spiegato Paroli.

«Anche nei nostri porti stiamo costruendo le condizioni per una crescita fondata sulla qualità degli investimenti e sull’innovazione tecnologica», ha proseguito Paroli, «la competitività non dipende soltanto dagli spazi disponibili ma dalla capacità di organizzare meglio quelli esistenti, attraverso infrastrutture moderne, connessioni efficienti e sistemi operativi più avanzati. Nei porti di Genova, Pra’ e Savona operiamo in un contesto urbano complesso e questo richiede un modello di sviluppo basato sull’efficienza e sull’innovazione, sempre in assoluta sinergia con gli imprenditori privati e gli armatori», ha aggiunto Paroli. «Le nuove tecnologie permettono contemporaneamente di aumentare i volumi movimentati, migliorare l’organizzazione dei flussi e ridurre le emissioni e le interferenze con la città, a tutto benefico del contenimento dell’impatto ambientale». (riproduzione riservata)



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