Nei primi nove mesi di quest'anno in Italia sono cresciute le vendite di auto solo grazie alle vetture prodotte in Cina. "Si stima un totale annuo a 1.656.000 auto immatricolate in Italia, con una crescita di circa l'8,6% rispetto al 2025", ha dichiarato Roberto Vavassori, presidente di Anfia, l'associazione nazionale dell'industria automobilistica, "la quasi totalità di questo incremento è ad appannaggio di vetture prodotte in Cina che pesano il 15,1% dell'immatricolato nel periodo gennaio-settembre, con prezzi ovviamente inarrivabili da parte dei costruttori europei, contribuendo così all'aggravamento della crisi del settore in Italia e in Europa, con i licenziamenti conseguenti".
"Mentre il mercato negli ultimi mesi ha perso parte della spinta positiva del primo semestre, chiediamo con forza e urgenza al governo di prendere atto della situazione che in Italia e in Europa sta vanificando gli importanti sforzi messi in atto dalla filiera dell'auto per mantenersi vitale", ha continuato Vavassori, precisando che "l'inarrestabile ondata di importazioni di veicoli dalla Cina, in assenza di qualunque misura che riporti la concorrenza a livelli di equità, sta causando massicci licenziamenti e chiusure di stabilimenti, che riguardano sia i produttori di autoveicoli che di componenti, che del veicolo rappresentano l'80% del valore".
"È una situazione insostenibile", ha proseguito Vavassori, "l'Ocse ha certificato che il sistema produttivo cinese beneficia di sussidi complessivamente dalle 3 alle 8 volte superiori a quanto fatto dai governi europe ed è quindi necessario adottare immediatamente, a livello europeo, misure concrete che ripristinino una condizione di parità e reciprocità in una filiera, quella dell'automotive, essenziale per l'autonomia strategica europea. Non possiamo certo attendere le lungaggini, le storture e le timidezze dell'IAA attualmente in discussione a Bruxelles", ha aggiunto.
"Sul fronte nazionale, dopo la pubblicazione dei decreti attuativi per le misure a sostegno della filiera produttiva - mini-contratti di sviluppo e accordi di innovazione - e a seguito dei recenti provvedimenti a vantaggio degli automobilisti introdotti dal governo, auspichiamo che nella prossima Legge di Bilancio possa trovare spazio la proposta avanzata da Anfia insieme alle altre associazioni dell'automotive sull'adeguamento della fiscalità delle auto aziendali, in grado di dare ulteriore slancio agli acquisti di veicoli a zero e a basse emissioni da parte delle imprese", ha precisato Vavassori.
Per quanto riguarda le alimentazioni, a settembre le vetture elettriche pure (Bev) registrano una quota del 7,6%, in recupero rispetto al 6,4% di agosto e in crescita rispetto al 5,6% di settembre 2025. Oltre il 52% dei volumi Bev si concentra nel segmento dei clienti privati, con una presenza del canale corporate che sarebbe certo più forte se fosse finalmente accompagnata da un adeguato regime fiscale. Le ibride plug-in (Phev) consolidano la propria posizione di rilievo collocandosi all'11,1% di quota - di poco inferiore al 12% di agosto 2026 e superiore rispetto all'8,5% del settembre 2025 - trainate dal noleggio a lungo termine che origina oltre il 40% delle immatricolazioni del canale. (riproduzione riservata)