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Industria

Byd, incentivi fino a 11.000 euro per spingere le vendite in Italia

La casa automobilistica cinese ha lanciato un'aggressiva campagna promozionale per sostenere l'espansione sul mercato della Penisola, dove attualmente ha una quota del 3,7%. E i dati di agosto segnano che ha triplicato le vendite in un anno. Gli incentivi riguardano soprattutto i modelli plug-in che sfruttano un vantaggio di prezzo che arriva al 21%


07/09/2026 13:30

di Sara Bichicchi - Class Editori

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Alessandro Grosso, country manager Byd in Italia

Byd, la casa automobilistica cinese, ha deciso di lanciare in autonomia una nuova campagna di bonus - un «decreto Byd» - per spingere l’acquisto di una delle sue vetture elettriche da parte degli italiani. ll beneficio massimo arriva fino a 11.600 euro nel mese di settembre 2026. 

Il «decreto Byd» - così la casa automobilistica cinese ha denominato la sua nuova campagna di comunicazione - riguarda la gamma Super Ibrida DM-i, la serie di auto ibride plug-in del gruppo. L’offerta è legata alla permuta o rottamazione di un veicolo usato. 

«Il futuro della mobilità non aspetta i decreti. Byd nemmeno», chiosa la réclame della società. Il riferimento è al quadro normativo italiano, che al momento non prevede nuovi bonus dopo la scadenza il 30 giugno 2026 dell’ultima tornata di incentivi. In quel caso chi rottamava un’auto a motore termico poteva avere fino a 11.000? euro di incentivo sull’acquisto di un’auto elettrica. 

Gli ultimi dati sulle immatricolazioni mostrano l’avanzata di Byd in Italia. Con 2.580 vetture immatricolate ad agosto 2026 e un incremento del 194,9% rispetto ad agosto 2025, il brand cinese ha raggiunto il 3,7% del mercato italiano. Con questi numeri Byd si conferma nella top ten dei marchi più venduti nella Penisola. 

 In generale i gruppi cinesi (Byd, Leapmotor, Mg Motor, Saic Motor, Chery) continuano a guadagnare terreno in Italia e in Europa, avvantaggiate soprattutto dal prezzo. Secondo una stima di Transport & Environment (T&E), infatti, le auto elettriche cinesi costano ancora il 21% in meno in media delle analoghe europee. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)


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