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Industria

Debutta in Spagna l'auto cinese di Stellantis-Leapmotor

E' incominciata nello stabilimento di Saragozza la produzione del suv B10 frutto della jv tra il costruttore italo-francese e il gruppo cinese, per gli analisti un esempio virtuoso di come superare l'impasse dei costruttori europei. Sullo stesso piano si muove l'accordo tra Vw e Gotion per le batterie


27/10/2026 17:30

di Class Editori - Xinhua/Ceis

settimanale
Silvia Vernetti, JV & Strategic plan implementation, Stellantis

Questo mese Stellantis ha avviato la produzione della Leapmotor B10 nel suo stabilimento di Saragozza, in Spagna, nell’ambito della partnership con il produttore cinese di veicoli elettrici (EV) Leapmotor.

Ultimamente lo stabilimento operava a circa metà della propria capacità produttiva, ben lontano dal picco di circa 470.000 veicoli raggiunto nel 2019. Stellantis aveva bisogno di saturare le proprie linee produttive, mentre Leapmotor necessitava di una base industriale in Europa. Nessuna delle due parti ha presentato l’accordo come un favore all’altra.

L’intesa rappresenta un esempio della crescente cooperazione tra Cina ed Europa nell’industria automobilistica, alimentata sia dalla domanda dei consumatori sia dalle valutazioni commerciali dei costruttori. Secondo gli analisti, questa partnership industriale è molto più di una soluzione temporanea e presenta un notevole potenziale in termini di benefici reciproci.

Le automobili cinesi, infatti, stanno guadagnando popolarità in tutta Europa, grazie a caratteristiche tecniche competitive e prezzi interessanti. I marchi cinesi hanno puntato su un segmento di mercato che le case automobilistiche tradizionali hanno tardato a soddisfare: quello degli automobilisti che in precedenza possedevano vetture BMW, Mercedes-Benz o Range Rover. Secondo un concessionario della zona ovest di Londra, circa tre acquirenti di auto cinesi su cinque possedevano precedentemente un veicolo di un marchio premium.

Luis Murias, direttore generale della piattaforma spagnola di dati automobilistici DAT, attribuisce il successo delle auto cinesi a diversi fattori, tra cui «la ristrutturazione industriale, l’impegno, il miglioramento complessivo della qualità, le dotazioni competitive e le garanzie offerte, oltre ai progressi negli standard di sicurezza».

Un’indagine condotta a maggio tra i giovani consumatori italiani dalla società di consulenza e ricerche di mercato Arete Methodos ha rilevato che il 53% degli intervistati considera particolarmente attraente la combinazione tra contenuti tecnologici e qualità dei prodotti delle auto cinesi, una percentuale superiore al 43% di coloro che indicano nei prezzi competitivi il fattore decisivo.

Negli ultimi anni, i costruttori automobilistici cinesi hanno accelerato il processo di localizzazione della produzione. Secondo la società di consulenza AutoMotion, dal settembre 2023 sono stati annunciati dieci progetti produttivi in Europa, tra cui il primo stabilimento europeo di Byd a Szeged, in Ungheria, e la fabbrica da 200 milioni di euro (222,7 milioni di dollari) di Saic nella regione spagnola della Galizia

Le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), una tecnologia meno costosa e più durevole che costituisce la base della maggior parte dei veicoli elettrici accessibili, dovrebbero passare dall’attuale quota di circa il 10% del mercato europeo delle batterie a una percentuale compresa tra il 40% e il 60% entro il 2030. Tuttavia, in Europa non sono ancora operativi stabilimenti per la loro produzione.

A settembre, il produttore cinese di batterie Gotion High-tech ha raggiunto un accordo per investire circa 1,1 miliardi di euro (circa 1,23 miliardi di dollari) e acquisire una partecipazione del 49% nello stabilimento Volkswagen per la produzione di celle per batterie a Sagunto, in Spagna.

La partnership riflette una suddivisione complementare dei ruoli. Gotion mette a disposizione la propria tecnologia LFP, i processi produttivi e le catene di approvvigionamento delle materie prime. PowerCo, la controllata di Volkswagen specializzata nelle batterie, contribuisce invece con la propria presenza industriale in Europa, le competenze logistiche e la conoscenza del quadro normativo.

Javier Rivera, direttore finanziario di PowerCo Battery Spain, ha descritto il rapporto tra le due aziende come un’evoluzione «da fornitore a partner tecnologico e ora a partner industriale».

Michael Schumann, presidente del consiglio direttivo dell’Associazione federale tedesca per lo sviluppo economico e il commercio estero, ha dichiarato a Xinhua che le aziende tedesche continuano a essere attive in Cina. Un sondaggio rapido condotto nel maggio 2026 dalla Camera di commercio tedesca in Cina ha rilevato che la quota di imprese intenzionate ad aumentare i propri investimenti nel Paese nei due anni successivi ha raggiunto il livello più alto dal 2023.

Schumann ha inoltre evidenziato un cambiamento significativo: le sedi centrali tedesche stanno imparando sempre più dalle proprie attività in Cina, anziché il contrario.

«Oggi la trasformazione dell’industria automobilistica, in particolare la transizione verso la mobilità elettrica e i veicoli definiti dal software, sta creando nuove forme di competizione e cooperazione tra le aziende tedesche e quelle cinesi», ha aggiunto Schumann.

«Nessun Paese è mai stato in grado di dominare o conquistare l’intero mercato. In quanto azienda leader nel settore tecnologico, Byd porterà in Europa tecnologie rilevanti», ha dichiarato Li Ke, vicepresidente esecutiva di Byd. «Cresceremo qui e aiuteremo la filiera locale a compiere la transizione verso una nuova generazione di fornitori, apportando un contributo importante all’economia del territorio».

Nel 2025 il settore automobilistico ha attirato più investimenti diretti esteri cinesi in Europa rispetto a qualsiasi altro comparto industriale. Secondo un rapporto di Rhodium Group e Merics, gli investimenti nel settore hanno raggiunto complessivamente 7,6 miliardi di euro (8,5 miliardi di dollari), il 93% dei quali destinato alla filiera dei veicoli elettrici.

«L’Europa vanta una grande tradizione nel design», ha dichiarato a Xinhua Andrea Levy, presidente del Salone dell’Auto di Torino, aggiungendo che la cooperazione può consentire di combinare competenze e punti di forza differenti, contribuendo alla realizzazione di automobili migliori.

Gli operatori del settore ritengono che questa collaborazione non sia destinata a essere una soluzione temporanea.

«La cosiddetta China Speed, ovvero la rapidità operativa dell’industria cinese, non è un fenomeno culturale, ma il risultato di decisioni precise riguardanti la progettazione dei prodotti, la complessità della gamma e la struttura della rete dei fornitori», ha affermato Oliver Knapp, partner della società internazionale di consulenza strategica Roland Berger. «Ed è proprio per questo che alcuni di questi elementi possono essere adottati anche in Europa».

Alexandre Marian, partner di AlixPartners, ha descritto l’accordo tra Stellantis e Leapmotor come una «joint venture inversa», nella quale sono i costruttori europei a ricercare alleanze per acquisire le competenze e il know-how cinesi nel settore dei veicoli elettrici.

«Se la nostra partnership tra Stellantis e Leapmotor rappresenta la strategia, Saragozza è la dimostrazione concreta che possiamo combinare tecnologia globale, competitività e capacità industriali europee», ha dichiarato Silvia Vernetti, rappresentante di Stellantis. (riproduzione riservata)


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