Le case automobilistiche cinesi si contendono le future quote per esportare auto ibride nell’Unione Europea. Mentre le spedizioni dalla Cina verso i Ventisette quasi raddoppiano e raggiungono 1,83 milioni di vetture nei primi nove mesi del 2026, in crescita dell’87%, diversi costruttori si sono recati a Pechino per discutere con le autorità la ripartizione dei volumi previsti dall’intesa commerciale tra Cina e Ue. Una competizione che si aggiunge a quella sui prezzi e sui nuovi modelli, proprio mentre le ibride ricaricabili sono diventate il principale motore della crescita cinese sul mercato europeo.
Secondo quanto riferisce l’agenzia cinese Cailian, che cita diverse persone a conoscenza del dossier, i gruppi stanno cercando di assicurarsi la maggiore disponibilità possibile. Il contingente complessivo sarebbe limitato, con l’Ue che dovrebbe fissare un limite massimo di 350 mila auto ibride all'anno provenienti dalla Cina, lasciando a ciascun produttore uno spazio contenuto: da qui la corsa a negoziare con i dipartimenti competenti, anche se l’agenzia di stampa cinese non indica i nomi delle aziende coinvolte né le quantità richieste.
Il confronto segue l’intesa raggiunta durante la seconda riunione del meccanismo di consultazione su commercio e investimenti tra Cina e Ue, tenuta a Pechino l’8 e il 9 ottobre. Il ministero del Commercio cinese ha spiegato il 12 ottobre che l’accordo sulle ibride prevede un ampliamento rispetto alle 302 mila vetture importate dall’Ue dalla Cina nel 2025, a fronte delle 107 mila del 2024, secondo i dati Eurostat citati da Pechino.
La comunicazione ufficiale non aveva però precisato il nuovo tetto complessivo né i criteri di ripartizione tra costruttori. Per i produttori cinesi il problema è quanto spazio resterà per sostenere l’espansione, ancor di più alla luce del fatto che le strategie commerciali europee si sono spostati sempre più sulle ibride, soprattutto ricaricabili, dopo l’introduzione nel 2024 dei dazi aggiuntivi sulle elettriche prodotte in Cina.
I numeri spiegano perché l’assegnazione delle quote sia diventata così importante. Secondo l’ultima analisi pubblicata da Cui Dongshu, segretario generale della China Passenger Car Association, nei primi nove mesi del 2026 le esportazioni automobilistiche dalla Cina verso l’Unione Europea hanno raggiunto 1,83 milioni di unità, già oltre il totale dell’intero 2025. A settembre la crescita è stata del 128% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, contro il +87% del dato cumulato.
L’accelerazione più forte riguarda proprio le ibirde plug-in (Phev), in aumento del 372%. Anche le ibride non ricaricabili avanzano, con un +91%, mentre le elettriche pure continuano a crescere nonostante le barriere commerciali. Nell’analisi di Cui, Byd guida l’espansione, affiancata dalla rapida crescita di Geely, Chery e Leapmotor, il partner cinese di Stellantis. Il dato di 1,83 milioni riguarda le auto esportate dalla Cina verso l’Ue e misura quindi i flussi commerciali, che hanno tempi diversi dalle immatricolazioni ai clienti finali.
La pressione commerciale sta intanto accelerando un’altra trasformazione: il passaggio dall’esportazione delle vetture alla produzione sul territorio europeo. Gruppi come Byd, Gac, Saic, Xpeng e la stessa Leapmotor stanno ampliando la presenza industriale attraverso fabbriche proprie, joint venture e accordi di produzione. Geely ha indicato, durante la presentazione dei conti trimestrali, che sono in corso le verifiche sui prodotti, gli adeguamenti degli impianti e la costruzione delle catene di fornitura locali, con nuovi progetti industriali nell’Ue attesi nel 2027. Chery punta a sua volta sull’introduzione di modelli nelle fabbriche locali, anche per ridurre l’esposizione ai cambi e avvicinare costi e ricavi nella stessa valuta.
Per quanto riguarda Leapmotor, a metà ottobre è uscita dalla fabbrica Stellantis di Saragozza la prima B10 di serie prodotta localmente, accompagnata dallo sviluppo dell’assemblaggio delle batterie. Secondo quanto dichiarato da un dirigente della società all’agenzia, nello stesso impianto un nuovo suv elettrico Opel di segmento C sarà costruito sulla stessa linea dei modelli Leapmotor basati sulla piattaforma B. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)