Nonostante l'opposizione di Sinochem, ormai socio di minoranza (20%), Pirelli si appresta a scalare un ulteriore gradino nel mercato cinese. Approvati, con il voto contrario dei consiglieri cinesi, i conti dei primi nove mesi di quest'anno che segnano un leggero incremento del fatturato cresciuto organicamente del 2,7% a 5,28 miliardi di euro, grazie soprattutto al peso in aumento degli pneumatici High Value (sopra i 18 pollici), Pirelli ha annunciato di avere avviato due operazioni in Cina che portano a un rafforzamento delle attività nel paese.
La prima è finalizzata alla rimodulazione delle partecipazioni con il gruppo Hixih della famiglia Niu, partner storico del fronte italiano anche dal punto di vista azionario. Pirelli aumenterà la propria partecipazione nello stabilimento di Shenzhou, passando dal 70% al 75%. Contestualmente il gruppo Hixih acquisterà il 15% detenuto da Pirelli nello stabilimento di Yanzhou. In questo modo entrambe le fabbriche saranno detenute al 75% da Pirelli e al 25% dal gruppo Hixih. L’operazione sarà completata tra fine 2026 e primo trimestre 2027.
La seconda operazione, invece, consente a Pirelli di ottimizzare la liquidità detenuta in Cina anche alla luce della crescente volatilità valutaria e delle incertezze geopolitiche: viene prevista la distribuzione degli utili pregressi di Yanzhou. Se entrambe le operazioni si concluderanno nel 2026 ci sarà un beneficio di 71 milioni sulla pfn di Pirelli.
Nel frattempo si rafforza l'attività nella joint venture cinese con Xushen Tyre Co. Ltd, un’operazione che ha contribuito al forte miglioramento complessivo della redditività. Pirelli aveva annunciato lo scorso febbraio di aver esercitato i propri diritti di opzione e di voler consolidare Xushen Tyre nel bilancio del gruppo a partire dal 1° gennaio 2026.
Secondo Pirelli, l’acquisizione dell’azienda cinese mira a rafforzare la presenza nel segmento cinese dei veicoli premium e a nuova energia (NEV), un mercato che il gruppo ha identificato come fondamentale per la propria strategia di crescita ad alto valore aggiunto. Nel primo trimestre di quest'anno, circa il 65% delle 116 nuove omologazioni di primo equipaggiamento (OE) di Pirelli riguardava modelli elettrici (BEV e PHEV), con i veicoli NEV premium cinesi citati esplicitamente, insieme ai produttori di auto di prestigio e premium tradizionali, come partner chiave.
Il segmento High Value di Pirelli rappresenta ora l’82% dei ricavi del gruppo. Si prevede che Xushen favorirà un’ulteriore passo avanti nei programmi OE relativi ai veicoli elettrici (NEV) e al segmento Premium in Cina, dato che la società vanta sia vicinanza geografica che competenze specifiche nel settore di riferimento.
La storia di Xushen Tyre affonda le sue radici nella relazione di lunga data di Pirelli con l’Hixih Rubber Industry Group, un conglomerato industriale cinese fondato nel 1989, che opera nei settori dei nastri trasportatori, dei cavi d’acciaio, del settore immobiliare e della produzione di energia, oltre che nella produzione di pneumatici.
Le due realtà avevano già collaborato in passato attraverso la Tongli Tire Co.Ltd., un produttore di gomme per veicoli commerciali che opera con il marchio Roadone dal 2003, gettando le basi per una partnership più ambiziosa incentrata sugli pneumatici premium per autovetture. Del resto Pirelli è presente in Cina dal 2005 e gestisce tre stabilimenti locali: gli impianti di Yanzhou e Shenzhou si trovano entrambi all’interno del Parco Industriale di Hixih, nella provincia dello Shandong, lo stesso complesso che ospita anche il Centro di Ricerca, Sviluppo e Innovazione di Pirelli per la regione APAC.
La costituzione ufficiale di quella che sarebbe diventata la joint venture è stata annunciata nell’agosto 2018. Pirelli ha raggiunto un accordo con il Gruppo Hixih attraverso la società Jining Shenzhou Tyre Co., che possiede un nuovo stabilimento di produzione di pneumatici per il mercato consumer in Cina.
L’investimento è stato concepito per garantire a Pirelli la necessaria flessibilità produttiva nel segmento High Value, tenendo conto dell’evoluzione del mercato cinese, dei previsti sviluppi nel settore dei veicoli elettrici e della quota crescente di omologazioni ottenute nel segmento del primo equipaggiamento in Cina, Giappone e Corea.
In base ai termini dell’accordo, Pirelli avrebbe gestito l’attività dello stabilimento e acquisito una quota del 49% nella joint venture per circa 65 milioni di euro, con il diritto di aumentare la propria partecipazione fino al 70% nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il dicembre 2025.
L’operazione ha rivestito un’importanza strategica sotto diversi aspetti. Pirelli si è assicurata il controllo operativo sin dal primo giorno, il che ha consentito di applicare immediatamente i propri standard produttivi, i protocolli di qualità e il mix di prodotti ad alto valore aggiunto, nonostante detenesse una partecipazione azionaria di minoranza. L’ubicazione dello stabilimento all’interno del Parco Industriale di Hixih, in prossimità dell’attuale polo produttivo cinese dell’azienda milanese, mirava inoltre a concentrare le attività locali di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di implementare le innovazioni tecnologiche più recenti. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)