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Industria

Stellantis accelera con le alleanze cinesi, ora tocca a Maserati

Dopo l'avvio della produzione di modelli Leapmotor in Spagna, indiscrezioni indicano il partner cinese come possibile protagonista anche del progetto e-car di Pomigliano. Avviata anche una nuova joint venture con Dongfeng per assemblare in Francia le vetture elettriche premium del marchio Voyah


08/06/2026 12:01

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Santo Ficili, ceo di Maserati e Alfa Romeo

Se fino a pochi anni fa le case automobilistiche europee guardavano alla Cina soprattutto come a un mercato di sbocco, oggi il rapporto si è ribaltato. Tecnologie per l'elettrico, software e competitività industriale oggi arrivano da Pechino. E nessun grande costruttore europeo sembra aver aperto a questa trasformazione quanto Stellantis.

Il caso più evidente è quello di Leapmotor. La joint venture creata dal gruppo oggi guidato da Antonio Filosa con il costruttore cinese dell'elettrico è diventata in poco tempo un modello di successo. Come ha rivelato recentemente MF-Milano Finanza basandosi su documenti societari, nel 2025 l'alleanza ha superato il miliardo di euro di fatturato e ha chiuso con 44 milioni di utile netto. Un risultato significativo perché ottenuto in una fase ancora iniziale di sviluppo internazionale.

L'aspetto più interessante per l'Italia è che la cabina di regia operativa dell'intera operazione si trova a Torino, all'interno del polo di Mirafiori, dove ha sede la società che gestisce le attività industriali, commerciali e distributive del marchio cinese fuori dalla Cina. Non solo. Dopo l'avvio della produzione di modelli Leapmotor in Spagna, indiscrezioni indicano il partner cinese come possibile protagonista anche del progetto e-car di Pomigliano, il programma con cui Stellantis punta a produrre dal 2028 piccole elettriche low cost destinate al mercato europeo.

L'apertura verso la Cina non si ferma però a Leapmotor. Nelle scorse settimane Stellantis, nell'ambito del nuovo piano industriale Fastlane 2030, ha annunciato una nuova joint venture con Dongfeng per assemblare in Francia le vetture elettriche premium del marchio Voyah. L'operazione consentirà al costruttore cinese di aggirare i dazi europei e a Stellantis di valorizzare capacità produttiva inutilizzata. In questo caso però a beneficiare dell'accordo sarà lo stabilimento francese di Rennes e non quello italiano di Cassino, che pure era stato indicato tra i siti in valutazione.

La nuova tendenza potrebbe toccare anche Maserati. Negli ultimi mesi sono circolate indiscrezioni su possibili collaborazioni con Huawei e Jac Motors per lo sviluppo di nuovi modelli elettrici e piattaforme software, su cui le trattative sarebbero in fase avanzata secondo la stampa cinese. Nessun accordo è stato confermato, ma il tema è ormai sul tavolo. Del resto lo stesso chief operating officer del Tridente, Santo Ficili, ha recentemente ammesso che, nella ricerca di partnership industriali e tecnologiche, "non escludiamo la Cina".

Per Stellantis le alleanze cinesi non sono più iniziative isolate ma diventano ora un vero e proprio pilastro della nuova strategia. Per l'Italia e la sua industria automotive sono una chiara occasione, almeno in parte. Ma la sfida sarà trasformare questa nuova stagione di collaborazioni in investimenti, aumento della produzione e mantenimento dell'occupazione sul territorio, evitando che i benefici siano solo per le realtà cinesi che arrivano. (riproduzione riservata)


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