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Moncler, cresce in Cina di oltre il 20% e l'Asia trascina i conti

Nei primi sei mesi dell'anno la regione Apac, Cina, Corea e Giappone, ha generato ricavi per 592,9 milioni di euro, in crescita del 19% a cambi costanti., oltre il 50% del fatturato di gruppo, cresciuto del 9%. Al 30 giugno scorso la rete di negozi monomarca del marchio Moncler contava su 298 punti vendita diretti retail. Stone Island apre in Cina a Changsha


23/07/2026 11:43

di Tommaso Palazzi - Class Editori

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Remo Ruffini, presidente esecutivo di Moncler

Il motore continua a parlare una lingua asiatica. È infatti la forte accelerazione registrata in Cina, Giappone e Corea a trainare i conti del Gruppo Moncler, che archivia il primo semestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 1,3 miliardi di euro, in crescita del 9% a cambi costanti (+5% a cambi correnti). Una performance accompagnata anche da un miglioramento della redditività, con un ebit salito a 245,4 milioni di euro e un margine del 19%, mentre l'utile netto è cresciuto a 164,7 milioni.

Il marchio Moncler ha realizzato ricavi per 1,1 miliardi di euro nel semestre, in aumento del 9% a cambi costanti (+5% a cambi correnti), mentre Stone Island ha accelerato ancora di più, mettendo a segno un incremento dell'11% a cambi costanti (+7% a cambi correnti) a 200,3 milioni di euro.

La vera spinta è arrivata dall'Asia, che comprende Apac, Giappone e Corea. Nei primi sei mesi dell'anno la regione ha generato ricavi per 592,9 milioni di euro, in crescita del 19% a cambi costanti. Nel solo secondo trimestre l'aumento è stato del 12%, con tutti i mercati in territorio positivo e Cina e Corea capaci di fare meglio del resto dell'area. Più complesso, invece, il quadro in Europa, Medio Oriente e Africa. Le Americhe hanno invece mantenuto un andamento positivo, con ricavi in crescita del 6% nel semestre.

«In uno scenario caratterizzato da cambiamenti rapidi e di forte impatto, ciò che rende il nostro gruppo resiliente non è solo la capacità di reagire tempestivamente, ma anche la coerenza con la nostra identità e il legame che continuiamo a coltivare con le community con cui dialoghiamo», ha commentato Remo Ruffini, presidente esecutivo di Moncler.

«Nella prima metà dell'anno abbiamo registrato una crescita e una redditività solide in entrambi i nostri marchi, restando concentrati su ciò che conta davvero: i prodotti, la creatività che rende unici i nostri brand e l'energia che condividiamo con la nostra audience». Guardando ai prossimi mesi, Ruffini ha sottolineato come il contesto resti «complesso e difficile da prevedere», aggiungendo che «sono proprio questi i momenti in cui dimostrare la nostra capacità di essere più incisivi e determinati, rimanendo disciplinati e concreti». Il manager ha quindi ribadito che il gruppo affronterà la seconda parte dell'anno «con una direzione chiara» e con l'obiettivo di cogliere le opportunità che si presenteranno. 

Parlando per la prima volta agli analisti, il group ceo Leo Rongone ha detto: «L’attenzione è ora rivolta a un ulteriore salto di qualità nell’esecuzione, assicurandoci che ciascuna di queste priorità si traduca in risultati concreti e costanti nel tempo».

Al 30 giugno scorso la rete di negozi monomarca del marchio Moncler contava su 298 punti vendita diretti retail (Dos), un aumento netto di 3 unità rispetto al 31 marzo. Tra i progetti più rilevanti figurano l'apertura del negozio di Sydney Chatswood in Australia e la relocation del negozio di Ginevra. Inoltre, il marchio Moncler gestisce 44 negozi monomarca wholesale, una riduzione netta di 3 unità rispetto al 31 marzo.

Alla stessa data la rete di negozi monomarca del marchio Stone Island contava su 95 Dos, un aumento netto di 1 unità rispetto al 31 marzo. Durante il trimestre, un elemento di rilievo è stata l'apertura dello store di Changsha, in Cina. Inoltre, il marchio Stone Island conta 11 negozi monomarca wholesale. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)

 




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