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Politica

Boom degli scambi tra Cina e Asean, oltre 1.000 miliardi di dollari

Grazie agli accordi di libero scambio tra i paesi del sud est asiatico e quelli aderenti all'accordo Rcep , nei primi sette mesi di quest'anno, il commercio totale ha toccato 744,41 miliardi di dollari (+24,7% su base annua), arrivando a pesare per il 21,8% sull’intero commercio estero di Pechino


01/09/2026 11:06

di Class Editori - Xinhua Ceis

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Le bandiere dei paesi aderenti all'Asean

Il commercio tra la Cina e l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean) segna un traguardo storico. Per la prima volta, l'interscambio bilaterale ha superato la soglia psicologica dei 1.000 miliardi di dollari, attestandosi a quota 1,05 miliardi con una crescita del 7,4% su base annua. I dati sono stati diffusi dal vice ministro del Commercio cinese, Yan Dong, che ha confermato una solidità geopolitica ed economica ormai strutturale.

Pechino si mantiene come il maggior partner commerciale dell'Asean da 17 anni consecutivi, mentre il blocco del Sud-est asiatico detiene lo stesso primato nei confronti della Cina da sei anni.

La tendenza espansiva non accenna a frenare. Nei primi sette mesi del 2026, il commercio totale ha toccato 744,41 miliardi di dollari (+24,7% su base annua), arrivando a pesare per il 21,8% sull’intero commercio estero di Pechino. Parallelamente corre anche il canale degli investimenti: a luglio, il valore cumulativo degli investimenti bidirezionali e dei contratti delle imprese cinesi nella regione ha superato 515 miliardi di dollari.

L'Asean, l'organizzazione regionale che unisce mercati profondamente interconnessi e in forte ascesa, è composta da 11 Stati membri: Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore e Thailandia (i cinque paesi fondatori); Brunei, Cambogia, Laos, Myanmar e Vietnam; Timor Est, l'undicesimo membro entrato più di recente nel blocco regionale.

I rapporti commerciali interni all'area sono regolati dall'AFTA (Asean Free Trade Area), l'accordo di libero scambio interno che ha progressivamente azzerato o ridotto i dazi doganali su oltre il 99% dei beni scambiati tra i paesi membri storici. Sul fronte esterno, l'integrazione con la Cina poggia su pilastri solidi: l'Acfta (Asean-China Free Trade Area) e soprattutto il mega-accordo Rcep (Regional Comprehensive Economic Partnership), la più grande area di libero scambio al mondo che unisce i paesi Asean a giganti commerciali come Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Il prossimo passo della cooperazione sarà l'entrata in vigore del Protocollo di aggiornamento 3.0 dell'accordo di libero scambio Cina-Asean, siglato a ottobre 2025, volto ad accelerare la transizione verso l'economia digitale e green.

Questo fitto intreccio normativo e commerciale troverà la sua massima espressione pratica nella 23ª edizione della China-Asean Expo, in programma dal 17 al 21 settembre a Nanning, capoluogo della regione autonoma di Guangxi Zhuang.

La fiera vedrà la partecipazione di oltre 2.200 imprese cinesi e circa 1.000 aziende dell'Asean. La novità dell'edizione sarà un'area espositiva inedita in cui i paesi del Sud-est asiatico mostreranno le necessità tecnologiche strutturali, permettendo alle aziende cinesi di strutturare un business matching mirato.

Spazio centrale sarà riservato all'Intelligenza Artificiale, con il potenziamento del padiglione dedicato alla tecnologia d'avanguardia per consumatori, imprese e governi. Il debutto più atteso è l'"AI marketplace", una vera e propria piazza commerciale in cui saranno messi a disposizione oltre 400 modelli di prodotto pronti per test sul campo e acquisto immediato.

L'obiettivo strategico di Pechino resta chiaro, come ribadito dal funzionario del Ministero del Commercio Wang Liping: espandere l'importazione di merci di alta qualità dall'ASEAN ed esplorare i nuovi confini del commercio di servizi, del digitale e delle filiere sostenibili.(riproduzioine riservata)

 


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