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Politica

Bankitalia choc sull' auto cinese: hanno costi inferiori del 45%

Il controllo della catena delle batterie consente ai produttori cinesi costi fino al 45% inferiori rispetto ai concorrenti europei. A questo si aggiunge un vantaggio in due-tre anni nel software. I costruttori occidentali devono finanziare piattaforme elettriche, mantenere redditizi i motori tradizionali e recuperare il ritardo digitale. Byd traina l'espansione sul mercato europeo


23/07/2026 12:32

di Andrea Boeris - Class Editori

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Stella Li, executive vice president di Byd

La crisi dell'auto europea non è una fase ciclica, ma il risultato di un cambiamento strutturale. È la conclusione del nuovo studio di Banca d'Italia 'The global automotive sector after the pandemic', che individua nell'ascesa della Cina il principale fattore di trasformazione.

Secondo Via Nazionale, elettrificazione, batterie, software hanno creato uno scenario nel quale Stellantis, Volkswagen, Mercedes, Bmw e Renault sono costrette a rincorrere. Mentre la Cina ha già superato i livelli di vendita pre-Covid, l'Europa registra immatricolazioni inferiori del 17%.

A frenare la domanda europea sono prezzi, tassi d'interesse, norme più stringenti e la scomparsa dei modelli d'ingresso. Pechino ha invece costruito il proprio vantaggio con incentivi, credito agevolato, energia a basso costo e investimenti nella filiera. Nel 2025 in Cina sono state vendute circa 14 milioni di auto elettriche, contro 1,3 milioni nel 2020: il Paese vale due terzi del mercato globale.

L'elemento dirompente è che il controllo della catena delle batterie consente ai produttori cinesi costi fino al 45% inferiori rispetto ai concorrenti europei. A questo si aggiunge un vantaggio in due-tre anni nel software. I costruttori occidentali devono finanziare piattaforme elettriche, mantenere redditizi i motori tradizionali e recuperare il ritardo digitale.

Da qui le alleanze con gruppi cinesi: Volkswagen con Saic, Stellantis con Leapmotor e Renault con Geely. Toyota e Honda restano invece molto forti nelle ibride ma indietro nelle elettriche pure, mentre Hyundai-Kia viene indicata come il costruttore che ha gestito meglio la transizione.

Nel 2025 la Cina è diventata il primo esportatore mondiale di auto: da meno di un milione di vetture nel 2019 a oltre 7 milioni, mentre il mercato globale si frammenta in ecosistemi regionali distinti, con costi più elevati e nuovi rapporti di forza.

I riflessi dell'analisi di Bankitalia sono evidenti nei dati i diffusi dall’Acea, l'associazione dei costruttori d'auto europea, sul mercato del primo semestre. Il dato più significativo arriva ancora una volta dai marchi cinesi, che continuano a guadagnare terreno mese dopo mese. Sommando Geely, Byd, Saic, Chery e Leapmotor (partner di Stellantis), la quota di mercato raggiunge il 9,3% nell’Unione Europea nel solo mese di giugno, mentre sale a circa l’11% nell’Europa allargata (Ue più Regno Unito ed Efta). L'espansione è trainata soprattutto da Byd, ormai uno dei protagonisti assoluti del mercato europeo. A giugno il gruppo cinese ha quasi triplicato le vendite rispetto a un anno fa (+199%), arrivando a oltre 30.700 immatricolazioni e conquistando il 2,7% del mercato europeo. Il bilancio del semestre parla di quasi 131 mila auto vendute e una crescita del 168%.

 Anche Saic continua la propria espansione grazie soprattutto al marchio MG, con oltre 127 mila vetture immatricolate nel semestre (+19%), mentre Geely mantiene una crescita più graduale (+4,1%), sostenuta da Volvo, Polestar, Zeekr, Smart e Lynk & Co. Sorprendente anche il dato di Chery. Il gruppo, arrivato in Europa con i marchi Omoda e Jaecoo, ha quasi quadruplicato le immatricolazioni, raggiungendo quasi 85 mila auto nel semestre e una crescita superiore al 268%.

Tra i protagonisti della crescita cinese c'è anche Leapmotor, il costruttore di Hangzhou che in Europa opera attraverso Leapmotor International, la joint venture controllata al 51% da Stellantis. Le vendite sono aumentate di oltre il 500% sia nel mese sia nel semestre, arrivando a oltre 48 mila immatricolazioni nei primi sei mesi dell’anno. Non a caso Acea evidenzia che, includendo Leapmotor, la quota di mercato combinata di Stellantis sale al 17,2% nell’Unione Europea nel primo semestre. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)


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