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Industria

Vendite in calo e crolla l'import nel mercato cinese dell'auto

Nei primi 11 mesi del 2025 le importazioni soprattutto da Europa e Stati Uniti, hanno subito un calo del 30% mentre c'è un rallentamento delle vendite, che proseguirà per quest'anno, sul mercato interno, anche a causa delle modifiche del programma di sussidi del governo


08/01/2026 12:11

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale

Il mercato automobilistico cinese si avvia verso una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un rallentamento delle vendite, un forte calo delle importazioni e un’intensificazione della competizione interna. Secondo S&P Global Ratings, le vendite di auto in Cina continueranno a indebolirsi anche nel 2026, nonostante l’eventuale introduzione di ulteriori misure di sostegno governative.

Per il 2025, il governo cinese ha modificato il proprio programma di sussidi per le autovetture, passando da un incentivo fisso a uno calcolato come percentuale del prezzo del veicolo nuovo. Questa revisione viene interpretata da S&P come un chiaro segnale di politica industriale: l’obiettivo è spingere il settore verso una produzione a maggior valore aggiunto, riducendo la dipendenza dai modelli di fascia bassa e a basso margine.

Tuttavia, questa strategia rischia di aumentare ulteriormente la pressione competitiva, soprattutto tra i consumatori più sensibili al prezzo. L’effetto è amplificato dall’aumento dell’imposta di acquisto sui veicoli elettrici al 5%, che contribuisce a comprimere i margini in un contesto già altamente concorrenziale. Secondo l’agenzia di rating, il risultato sarà un’accelerazione del consolidamento del settore, con un numero crescente di produttori costretti a uscire dal mercato.

Le conseguenze negative in termini di redditività e flussi di cassa colpiranno anche alcuni dei principali gruppi automobilistici cinesi, in particolare quelli maggiormente esposti ai segmenti più competitivi. S&P ritiene che i policymaker punteranno progressivamente a un’industria più snella e profittevole, nella quale le aziende sopravvissute adotteranno modelli produttivi più sofisticati. Tuttavia, il processo di consolidamento e di eliminazione dell’eccesso di capacità produttiva richiederà almeno tre anni per completarsi.

In parallelo al rallentamento delle vendite domestiche, emerge un forte ridimensionamento delle importazioni di automobili. Secondo Nikkei Asia, che cita la China Association of Automobile Manufacturers, le importazioni di auto in Cina sono crollate del 30% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Nei primi undici mesi dell’anno, gli arrivi dall’estero sono diminuiti del 30% su base annua, fermandosi a 447.000 unità, mentre il totale annuo è stimato intorno alle 500.000 unità, il livello più basso degli ultimi 16 anni.

Nonostante il calo, i veicoli prodotti in Giappone hanno mantenuto la leadership tra le auto importate nei primi dieci mesi del 2025, con una flessione contenuta rispetto ad altri Paesi. Al contrario, le importazioni dagli Stati Uniti e dalla Germania hanno registrato contrazioni molto più marcate, riflettendo sia il rafforzamento dell’offerta domestica cinese sia una minore competitività dei modelli esteri in termini di prezzo e posizionamento.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un mercato in cui le performance delle aziende tenderanno a divergere sempre di più. I produttori con maggiori volumi e capacità finanziaria saranno in grado di adottare strategie mirate e di investire in segmenti a più alto valore, mentre i costruttori più piccoli e meno efficienti rischiano una progressiva marginalizzazione. Per il settore automobilistico cinese, si apre dunque una fase di selezione naturale che potrebbe ridefinire in modo strutturale gli equilibri competitivi nei prossimi anni. (riproduzione riservata)


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