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Politica

Cina, contrazione della manifattura in luglio, hitech in controtendenza

L'indice ufficiale Pmi manifatturiero è sceso a 49,2 punti dai 50,3 di giugno, secondo i dati diffusi dal National Bureau of Statistics, scendendo quindi sotto la soglia dei 50 punti, che separa espansione e contrazione. Stagionalità e bassi consumi interni alla radice del trend, mentre sembra in calo anche la spinta dell'export. Si attendono misure di contrasto da parte del governo


31/07/2026 15:25

di Alberto Chimenti - Class Editori

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Li Qiang, primo ministro cinese

La manifattura cinese si è contratta inaspettatamente a luglio per la prima volta da febbraio, a causa del calo degli ordini interni e dei tifoni che hanno interrotto la produzione, mentre ha iniziato ad attenuarsi anche l'effetto positivo dell'anticipo delle esportazioni, alimentando la pressione su Pechino affinché sostenga la domanda interna.

L'indice ufficiale Pmi manifatturiero è sceso a 49,2 punti dai 50,3 di giugno, secondo i dati diffusi dal National Bureau of Statistics, scendendo quindi sotto la soglia dei 50 punti, che separa espansione e contrazione. Gli economisti avevano previsto una lettura a 50 punti.

L'indice, il più debole da febbraio, interrompe una serie di quattro mesi sopra quota 50, sostenuta in gran parte dalle aziende esportatrici che avevano accelerato le spedizioni prima dell'aumento dei dazi statunitensi. Il dato complessivo è stato penalizzato soprattutto dal sottoindice dei nuovi ordini, sceso a 48,5 punti, il livello più basso degli ultimi 38 mesi.

Lo stesso Huo Lihui, capo analista del National Bureau of Statistic (Nbs) che ha rilasciato gli ultimi dati, ha attribuito il calo del Pmi manifatturiero sia alla base di confronto molto elevata sia al periodo di bassa stagione che attraversano molte industrie.

In controtendenza, invece, i sotto-indici che misurano l'attività nel segmento attrezzature e hitech che hanno registrato quota 51,4 and 53,3, rispettivamente, un livello significativamente superiore all'indice generale.

General equipment, computer e componenti elettronici per il settore tlc hanno segnato indici di produzione e nuovi ordini superiori a quota 53, che denota una domanda di mercato sostenuta.

"La debolezza della domanda interna sembra essere la causa principale, mentre l'indice dei nuovi ordini dall'estero si è solo leggermente indebolito", afferma Julian Evans-Pritchard, responsabile dell'economia cinese di Capital Economics, secondo cui i governi locali dovrebbero dare seguito agli impegni di Pechino per sostenere la domanda interna.

Anche il sottoindice dei prezzi alla produzione ha proseguito la sua discesa dopo il temporaneo rialzo legato alla guerra e ai prezzi dell'energia registrato nei mesi precedenti, confermando la persistente debolezza dei prezzi alla produzione.

La debolezza si è estesa ben oltre il settore manifatturiero. Il Pmi delle costruzioni è sceso al minimo storico di 47 punti, l'indice dei servizi è sceso al livello più basso dal primo lockdown per il Covid-19 e il Pmi composito è calato a 49,3 punti, il minimo dalla fine della pandemia nel 2022. Un portavoce dell'ufficio nazionale di statistica ha attribuito parte del peggioramento dei dati ai recenti tifoni, che hanno costretto alla sospensione dei lavori in numerosi cantieri.

Nonostante il peggioramento dell'attività, gli indicatori relativi alle aspettative di produzione futura hanno tenuto su tutti gli indici Pmi ufficiali di luglio, con un miglioramento persino nel comparto delle costruzioni. "Le imprese ritengono che l'attuale rallentamento sarà temporaneo, probabilmente perché si aspettano un maggiore sostegno dalla politica fiscale nella seconda parte dell'anno", aggiunge Evans-Pritchard.

I dati arrivano all'indomani della riunione di metà anno dei vertici politici cinesi, durante la quale è stato riconosciuto che l'economia sta affrontando "difficoltà e sfide".

Pechino ha promesso di accelerare la spesa fiscale e introdurre "misure aggiuntive" per sostenere la crescita nella seconda metà dell'anno. Nel secondo trimestre, l'economia cinese è cresciuta del 4,3% su base annua, il ritmo più lento da oltre tre anni, al di sotto dell'estremità inferiore del range target di crescita annuale fissato tra il 4,5% e il 5%.

Le esportazioni sono state finora uno dei pochi motori affidabili della crescita cinese, ma anche questo sostegno sta mostrando segni di indebolimento. Secondo un'indagine condotta da China Beige Book, "le spedizioni verso gli Stati Uniti sono diminuite per la prima volta dopo diversi mesi".

La società di ricerca ha inoltre rilevato un rallentamento dell'attività industriale a luglio, con il settore manifatturiero che ha registrato il peggior andamento sul fronte dell'occupazione: la crescita dei posti di lavoro è peggiorata in tutti i comparti analizzati rispetto all'anno precedente.

Si tratta di un netto cambio di rotta rispetto a giugno, quando le esportazioni verso gli Stati Uniti erano aumentate del 14%, contribuendo a far balzare le esportazioni complessive del 27%, il ritmo più elevato da quasi cinque anni, grazie all'anticipo degli ordini prima dell'entrata in vigore di nuovi dazi americani.

Le aziende manifatturiere si erano infatti preparate a ulteriori tariffe previste dalle indagini Section 301 dell'amministrazione del presidente americano, Donald Trump, dopo la scadenza del dazio generalizzato del 10% il 24 luglio.

Secondo China Beige Book, anche le vendite al dettaglio sono diminuite a luglio sia rispetto al mese precedente sia rispetto a un anno fa, con un marcato peggioramento nei settori del turismo e della ristorazione. Questi dati deludenti potrebbero rafforzare le aspettative di nuove misure di stimolo, anche se il comunicato del Politburo non ha indicato interventi concreti. (riproduzione riservata)


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