L'industria continua a sostenere fortemente la crescita dell'economia cinese che con un pil al 5%, conferma le previsioni del governo di Pechino. Il dato di dicembre sulla produzione industriale evidenzia una crescita del 5,2%, che ha superato il consenso degli economisti (5%) e accelerando rispetto alla crescita del 4,8% del mese precedente.
Ma indirettamente la forza dell'industria cinese è confermata anche daidati sui consumi elettrici che, secondo l'Amministrazione Nazionale dell'Energia, hanno toccato l'anno scorso un record storico a 10.400 miliardi di kWh, pari a un incremento del 5% rispetto all'anno precedente. Il dati significa il consumo di elettricità in Cina è stato il doppio del consumo elettrico annuo degli Stati Uniti e superiore alla somma dei consumi annuali di Ue, Russia, India e Giappone.
Meno positivo, invece, il dato dei consumi interni che in dicembre sono rimasti deboli: le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento dello 0,9% su base annua, mancando le stime degli economisti che avevano previsto una crescita dell'1,2% e rallentando rispetto al +1,3% registrato nel mese precedente. Si tratta della crescita più debole dal dicembre del 2022, quando l'indice aveva registrato un calo dell'1,8%.
Anche gli investimenti in attività fisse sono risultati in calo del 3,8% nel 2025, peggio delle stime degli economisti (3%), condizionati soprattutto dagli investimenti nel settore immobiliare calati del 17,2% nei 12 mesi, in peggioramento rispetto al -10,6% del 2024.
Sul fronte del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione urbana è rimasto stabile al 5,1% a dicembre. Il prodotto interno lordo è cresciuto del 4,5% nel periodo ottobre-dicembre, secondo l'Ufficio nazionale di statistica, in leggero rallentamento rispetto al 4,8% del terzo trimestre.
«Dobbiamo adottare politiche macroeconomiche più proattive ed efficaci e continuare ad espandere la domanda interna», ha commentato, l'ufficio nazionale di statistica, tradendo le preoccupazioni del governo. «Pur avendo raggiunto formalmente il target di crescita al 5% nel 2025, l'economia cinese rimane frenata da domanda interna debole, pressione deflattiva e un settore immobiliare strutturalmente in difficoltà. Nel breve periodo è difficile attendersi stimoli fiscali significativi e lo scenario macro potrebbe restare mediocre anche nei prossimi trimestri», ha avvertito Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. (riproduzione riservata)