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Politica

Effetto Xi-Trump, meno dazi su 60 miliardi di merci tra Cina e Usa

Trenta miliardi di dollari di scambi di beni non sensibili per ciascuna delle due parti potrebbero beneficiare in futuro di un trattamento tariffario più favorevole, annunciano gli americani come risultato delle relazioni tra i due presidenti. L'obiettivo degli americani è dimezzare il saldo negativo della bilancia commerciale con il Dragone


28/09/2026 13:52

di Elena Dal Maso - Class Editori

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Cina e Stati Uniti hanno concordato di ridurre i dazi imposti sulle importazioni di merci - che vanno dal mais statunitense ai cosmetici, dagli elettrodomestici cinesi ai giocattoli - per un valore di 60 miliardi di dollari.

Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti e il ministero del Commercio cinese hanno spiegato che il cosiddetto "30-for-30 framework", definito da un board of trade, consentirà a ciascun Paese di importare dall'altro beni per 30 miliardi di dollari beneficiando di aliquote tariffarie più basse.

L'annuncio, arrivato ieri sera, è stato diffuso due giorni dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha ospitato a Washington il presidente cinese, Xi Jinping, per una visita di Stato. "Come risultato diretto delle solide relazioni tra il presidente Trump e il presidente Xi, gli Stati Uniti e la Cina hanno raccomandato 30 miliardi di dollari di scambi di beni non sensibili per ciascuna delle due parti che potrebbero beneficiare in futuro di un trattamento tariffario più favorevole", ha dichiarato il rappresentante commerciale Usa, Jamieson Greer.

Greer ha aggiunto che gli Stati Uniti continueranno "a perseguire un commercio equo, equilibrato e reciproco con la Cina", garantendo il rispetto degli impegni sugli acquisti di prodotti agricoli ed energetici, promuovendo scambi equilibrati di beni non sensibili e assicurando l'accesso al mercato per agricoltori, produttori, imprese e lavoratori americani. Il ministero cinese del Commercio ha dichiarato che il meccanismo contribuirà a "mantenere la stabilità" delle relazioni economiche e a creare "condizioni favorevoli" per l'export di alcuni prodotti cinesi verso gli Stati Uniti.

La lista cinese dei prodotti statunitensi che beneficeranno del trattamento agevolato comprende 1.619 voci, tra cui numerosi prodotti agricoli come foie gras refrigerato, pelo di coniglio e cammelli, oltre a balene e delfini destinati all'allevamento. Sono inclusi anche diversi prodotti a base di carbone e dispositivi medici per ecografie. La lista americana delle importazioni cinesi comprende invece 77 prodotti, dai seggiolini per bambini e rasoi elettrici agli ami da pesca e ai piattelli di argilla per il tiro a segno.

L'accordo arriva dopo che i due Paesi avevano concordato, prima della visita di Xi, di estendere di due mesi, fino al 10 gennaio, la tregua nella guerra commerciale sui dazi in corso da un anno. Dopo la visita di tre giorni di Xi a Washington, i due leader dovrebbero incontrarsi nuovamente due volte quest'anno: al forum della Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) di Shenzhen, a novembre, e al G20 di Miami, a dicembre.

Trump punta a continuare a ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina. Greer ha dichiarato che il deficit è diminuito di circa il 40% da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, nel gennaio 2025, scendendo a 140 miliardi di dollari. Secondo lo US Census Bureau, il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina nel 2024, poco prima dell'inizio del secondo mandato di Trump, era pari a 297 miliardi di dollari.

Restano tuttavia divergenze in altri ambiti, in particolare sull'accesso alle terre rare. Washington chiede a Pechino di accelerare le forniture di terre rare agli Stati Uniti e ai loro alleati, compreso il Giappone, verso il quale la Cina ha limitato le esportazioni. Gli Stati Uniti si erano opposti alla proposta cinese di estendere per un periodo molto più lungo la tregua commerciale concordata da Trump e Xi durante l'incontro dello scorso anno a Busan, in Corea del Sud, perché ritengono che Pechino non ne stia rispettando pienamente i termini, soprattutto per quanto riguarda le terre rare.

"L'estensione di 60 giorni della tregua USA-Cina ha di per sé ridotto potenziali rischi alla crescita economica, mentre un segnale ancora più concreto è arrivato dall'accordo di eliminare tariffe su scambi commerciali pari circa a 60 miliardi di dollari. La lista di prodotti su cui vengono eliminate le tariffe è piuttosto ristretta rispetto al totale della disputa, ma è un segnale concreto dell'incontro Trump-Xi e che lascia spazio ad ulteriori passi in avanti per i prossimi summit già programmati, anche se il nodo cruciale dell'interferenza su Taiwan rimane del tutto irrisolto", afferma Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)


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