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Politica

Gli Usa tornano a comprare cinese, boom dell'export del Dragone

La forte domanda estera di prodotti ad alta tecnologia e legati all'intelligenza artificiale ha spinto l'export cinese anche in agosto che segna +25% su base annua. In particolare le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate del 34,4%, confermando una crescita a doppia cifra per gran parte dell'anno. Si attenuano i flussi verso l'Europa


08/09/2026 12:06

di Mauro Romano - Class Editori

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L'export cinese accelera ad agosto, sostenuto dalla forte domanda estera di prodotti ad alta tecnologia e legati all'intelligenza artificiale, fornendo così un supporto vitale a un'economia appesantita dalla debole domanda interna.

Le esportazioni cinesi sono aumentate del 25% in dollari ad agosto rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, in linea con le attese degli analisti e in crescita rispetto al +23,9% registrato a luglio, secondo i dati doganali ufficiali. Le importazioni hanno segnato un incremento del 28,2%, al di sotto delle previsioni degli economisti (+30%), ma in ulteriore accelerazione rispetto al +27,5% del mese precedente. Il surplus commerciale è così salito a 119,09 miliardi di dollari, dai 112,5 mld di luglio.

Nel solo mese di agosto, il commercio di beni della Cina ha totalizzato 4,65 mila miliardi di yuan, in crescita del 19,8% rispetto a un anno prima e rimanendo sopra la soglia dei 4 mila miliardi di yuan per il sesto mese consecutivo. Sia le esportazioni che le importazioni hanno registrato una crescita a doppia cifra per il quarto mese consecutivo, e la crescita delle importazioni ha superato quella delle esportazioni per il sesto mese di fila.

Sul fronte geografico, le esportazioni della Cina verso gli Stati Uniti, primo partner commerciale a livello globale, sono aumentate del 34,4% ad agosto, confermando una crescita a doppia cifra per gran parte dell'anno, mentre le importazioni sono cresciute del 17,8%. Le esportazioni verso l'Unione europea hanno registrato un aumento del 6,6%, a fronte di un incremento dello 0,7% delle importazioni. Particolarmente marcati i flussi commerciali con la Corea del Sud, da cui le importazioni cinesi sono più che raddoppiate, mentre le esportazioni sono aumentate di quasi il 50%.

Le esportazioni si confermano uno dei principali motori della crescita cinese: nei primi otto mesi del 2026, esportazioni e importazioni hanno registrato solidi guadagni, e l'aumento delle importazioni continua a superare quello delle esportazioni, come mostrato dai dati ufficiali pubblicati martedì.

L'interscambio commerciale totale di beni è aumentato del 17,6% su base annua, raggiungendo i 34,78 mila miliardi di yuan (circa 5,13 mila miliardi di dollari) nel periodo gennaio-agosto, secondo l'Amministrazione Generale delle Dogane. Il tasso di crescita è stato superiore di 0,3 punti percentuali rispetto a quello registrato nei primi sette mesi dell'anno.

Le esportazioni sono aumentate del 14,6% su base annua arrivando a 20,17 mila miliardi di yuan, mentre le importazioni sono cresciute del 22% a 14,61 mila miliardi di yuan.

La domanda di componenti ad alta tecnologia, sostenuta dallo sviluppo globale delle infrastrutture legate all'intelligenza artificiale, sta contribuendo a compensare gli effetti degli shock geopolitici, della debolezza della domanda interna e della contrazione degli investimenti.

La spinta della Cina a conquistare una posizione di leadership nelle tecnologie strategiche ha inoltre alimentato l'interesse degli investitori per i titoli tecnologici, mentre la crescente domanda legata all'intelligenza artificiale sta sostenendo una nuova generazione di produttori. Il produttore di chip Cxmt ha registrato un utile nel primo semestre, nel suo primo bilancio dopo la quotazione in Borsa, grazie all'impennata dei prezzi dei chip di memoria e alla forte domanda di soluzioni informatiche basate sull'intelligenza artificiale.

"La Cina continua a fare affidamento sugli esportatori per sostenere l'economia", osserva Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, sottolineando al contempo la crescente opposizione dei governi di tutto il mondo agli squilibri commerciali cinesi.



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