MENU
Politica

I giovani cinesi alla prova del gaokao, ma quale lavoro li attende?

I candidati all'esame di Stato sono 12,9 milioni e a luglio ci saranno 12,7 milioni di nuovi laureati. Il governo centrale con l’ausilio di otto divisioni che includono il Ministry of Human Resources and Social Security, sta spingendo affinché le Soe, le imprese di stato, possano assumere i laureati del 2026 e quelli degli ultimi due anni precedenti. Basterà?


11/06/2026 10:31

di Marco Leporati*

settimanale
Gli studenti festeggiano dopo l’esame nazionale di ammissione all’università a Changsha, nella provincia dello Hunan

La Cina è impegnata in questi giorni nel rituale del gaokao ovvero la prova di esame per l’ammissione universitaria dei giovani diplomati. Ne sono coinvolti 12,9 milioni di candidati. Per il secondo anno consecutivo il numero di partecipanti al gaokao è diminuito di 450.000 unità, segno di minor interesse per una pratica che, nata nel VI secolo d.c. durante la dinastia Sui come selezione attraverso gli esami di funzionari imperiali, è proseguita nel corso dei secoli sino a giungere al Novecento con un paio di interruzioni e la sua ripresa definitiva a partire dal 1977.

Le prove di esame richiedono una diligente e approfondita preparazione e solo nel recente passato era un prestigio per la famiglia avere un figlio che poteva sventolare il diploma del Gaokao. Nel prossimo mese di luglio usciranno dalle università cinesi 12,7 milioni di laureati.

Pura casualità nei numeri? No di certo perché la curva di denatalità negli anni passati ha portato ad una regolare decrescita della Generazione Z. In questo contesto rimane comunque alto il livello di disoccupazione giovanile tra i 16 e 24 anni che, includendo quindi i laureati, si è attestato ad aprile al 16,3%.

In confronto, nel giugno 2023, all’uscita dal Covid, il dato sulla disoccupazione giovanile era del 21,3%, ma la diminuzione in questo lasso di tempo non è stata così significativa, considerando la forte ripresa economica.

Nel prossimo futuro come giocherà su questo aspetto la svolta evolutiva, avvenuta in Cina nel campo dell’innovazione tecnologica orientata prevalentemente verso l’AI, che ha portato il Paese alla primazia mondiale? Se di frequente gli osservatori ammirano con soddisfazione un robot o un umanoide, di contro ci si dimentica degli umani con le loro necessità e i loro bisogni di cui il lavoro è una componente essenziale per la crescita e la dignità personale e il contributo al proprio Paese.

In questo senso lo scarto sul binario dello sviluppo che si distingue nell’accezione dal progresso, è una delle cause della criticità del mondo del lavoro. Per affrontare il problema, Pechino, con l’ausilio di otto divisioni che includono il Ministry of Human Resources and Social Security, sta spingendo affinché le Soe, le imprese di stato, possano assumere i laureati del 2026 e quelli degli ultimi due anni precedenti.

L’invito è stato rivolto anche a società tecnologiche e per questo action plan sono stati creati sistemi centralizzati con piattaforme per le assunzioni e portali collegati alle università. Pare ovvio che gli skill richiesti, se necessari, saranno esclusivamente STEM. Ed il resto della potenziale forza lavoro?

Lo scorso dicembre 3,7 milioni di laureati hanno partecipato a concorsi nel settore pubblico amministrativo avendo dato anche l’opportunità a candidati di oltre 35 anni anni per assicurare ai vincitori l’immancabile “iron rice bowls”, la ciotola di riso. In questo contesto molti diplomati hanno deciso di tuffarsi direttamente nel mercato del lavoro. Ma come?

Un altro campanello di allarme è quello rappresentato da 200 milioni di giovani appartenenti a quella che viene definita la Gig economy con un rapporto di lavoro flessibile, caratterizzato da instabilità retributiva ed sistema contributivo precario. Le professioni sono quelle di basso profilo come i delivery, i couriers, i digital content creators che potrebbero essere falcidiate in futuro, come è già è stato sperimentato da droni e umanoidi che con il magico algoritmo hanno in dote il problem solving

Come leggere questi numeri e quale è il paradigma comune che come una marea attraversa altre parti del mondo in conseguenza dell’introduzione della AI? Per rimanere in quella che ormai viene definita l’Asia Occidentale, secondo una nuova prospettiva di cui non si fa uso necessariamente del cannocchiale europeo, è l’India.

Questo Paese ha una popolazione giovanile del 50% della popolazione totale, 1,4 miliardi di individui, la più vasta del mondo. Nel mese di marzo il 40% di età 15-25 anni e il 20% di età 25-29 anni risultava senza lavoro.

L’economia cinese ha conseguito su base annua un 15,5% nelle esportazione con un picco a maggio del 19,4% ma i consumi continuano a risultare stagnanti. Nell’immediato la Silver economy spende poco e continua a risparmiare ed i giovani nella situazione sopra illustrata non hanno grandi possibilità.

Specularmente come può crescere la Gen Z senza avere delle prospettive lavorative e retributive che permettano loro di sognare un futuro e di seguire nella Piramide di Maslow il gradino superiore ai bisogni fisiologici: quello della protezione economica e abitativa ma soprattutto quello della stabilità nell’ambiente sociale e lavorativo? (riproduzione riservata)

* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni


Chiudi finestra
Accedi