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Politica

Sui dazi per le auto Pechino insiste, con la Ue vertenza superata

In una nuova presa di posizione il Ministero del commercio cinese ha fatto sapere che gli incontri per risolvere la vertenza hanno dato esiti positivi e che di conseguenza si aspetta che i dazi extra sull'import in Europa di veicoli elettrici vengano tolti


15/01/2026 11:01

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale

Una nuova presa di posizione del ministero del Commercio cinese (Moc) sulla vicenda dei dazi europei sull'import di veicoli elettrici made in China indica quanto il tema sia delicato per Pechino, fortemente interessato a proteggere le proprie esportazioni nei 27 mercati dell'Unione europea.

Il Moc ha fatto sapere che un’adeguata risoluzione del caso dei veicoli elettrici (EV) tra Cina e Unione Europea (UE), nel quadro delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e in uno spirito di reciproco rispetto, riveste una grande importanza positiva nell’attuale contesto internazionale.

La presa di posizione arriva dopo che nei giorni scorsi la Commissione europea ha pubblicato una serie di remark sui criteri di valutazione sulle sovvenzioni estere in cui si conferma l'adesione al principio di non discriminazione e l'applicazione degli stessi standard giuridici a ogni richiesta, nel rispetto delle regole del Wto, l'organizzazione mondiale del commercio.

A fronte di questa presa di posizione, la Camera di commercio cinese in Europa ha parlato di una convergenza completa tra Bruxelles e Pechino in merito alla vicenda dei dazi extra, auspicando un componimento della vertenza, che come è noto ha portato la Ue a imporre, dall'ottobre scorso, dazi aggiuntivi sulle auto elettriche importate in Europa dalla Cina.

Ora arriva la nuova presa da parte della portavoce del Moc, He Yongqian, che durante un briefing con la stampa, ha detto che Cina e UE hanno entrambe annunciato il 12 gennaio esiti positivi dopo diversi cicli di consultazioni, attirando un’ampia attenzione a livello globale. In realtà da parte di Bruxelles non c'è stata alcuna affermazione di una svolta in atto sulla vicenda.

La stessa portavoce ha invece insistito che la comunità imprenditoriali sia in Cina sia nell’UE hanno accolto con grande favore e pienamente sostenuto i progressi, sottolineando che un “atterraggio morbido” del caso rafforzerebbe significativamente la fiducia del mercato e darebbe nuovo impulso alla cooperazione Cina-UE nel commercio e negli investimenti nel settore automobilistico.

La portavoce ha citato un politico dell’UE secondo cui questo sviluppo rappresenta un passo positivo verso la costruzione di un rapporto commerciale sostenibile tra Cina e UE, e dimostra che risolvere le divergenze commerciali attraverso il partenariato resta possibile.

Una soluzione adeguata del caso degli EV - ha continuato He Yongqian - agevolerà uno sviluppo sano delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e UE e contribuirà a tutelare la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento globali delle auto

E ha concluso affermando che la mossa invia al mondo un segnale chiaro e forte: Cina e UE sono desiderose di difendere congiuntamente un ordine commerciale internazionale basato su regole, di dare il buon esempio nella risoluzione delle divergenze attraverso il dialogo e la consultazione, e di immettere maggiore certezza e slancio positivo nello sviluppo economico globale.

D'altra parte queste affermazioni del Moc arrivano in contemporanea con la diffusione dei dati più recenti sul commercio con l'estero cinese che indicano un crescente surplus a favore della Cina della bilancia commerciale con l'Europa negli ultimi 3 anni, almeno.

Alla fine del 2023 quel surplus era di 220 miliardi di dollari, saliti a 247 miliardi di dollari a fine 2024, e a 267 miliardi di dollari alla fine dello scorso novembre. Cifra, quest'ultima destinata a cresce ancora, secondo le ultime proiezioni perché in dicembre scorso l'export di Pechino verso la Ue ha registrato una ulteriore crescita del 12%.

Da questi numeri si può capire la preoccupazione di Bruxelles e la cautela sul tema della barriere doganali per prodotti in cui le sovvenzioni pubbliche all'industria tendono a inquinare la competitivita tra le imprese e i prezzi finali al mercato. (riproduzione riservata) 


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