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Politica

Occhi puntati in Cina sulle Due Sessioni, si deciderà la crescita

Nelle riunioni al via il 5 marzo prossimo verranno presentati i target macro-economici dei prossimi 5 anni, mentre per il 2026 le previsione sono di una crescita del pil tra il 4,5% e il 5%. In febbraio tassi fermi, ma gli economisti si aspettano un allentamento per contrastare la debolezza della domanda interna


02/03/2026 13:02

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

settimanale
La sede dove si svolgerà il Congresso del Popolo

In Cina gli investitori hanno gli occhi puntati sulle riunioni parlamentari annuali di questa settimana, durante le quali Pechino dovrebbe fissare gli obiettivi economici per l'anno in corso. 

Nelle riunioni delle cosiddete 'Due Sessioni', che si terranno a partire da giovedì 5 fino all'11 marzo, il governo presenterà il 15° Piano Quinquennale con gli obiettivi politici per il 2026-2030.

Saranno circa 3.000 i rappresentanti del Congresso Nazionale del Popolo che discuteranno e approveranno i principali obiettivi economici della seconda economia mondiale per il 2026 e per i prossimi cinque anni.

Le Due Sessioni sono state precedute, alla fine della settimana scorsa, da una riunione del Politburo del Partito comunista, massimo organo decisionale della Repubblica, che, durante la riunione preparatoria per la sessione legislativa di marzo, ha ribadito la politica a favore della crescita.

I funzionari presenti hanno riaffermato il loro impegno per una politica fiscale più proattiva e una politica monetaria moderatamente accomodante nel 2026 e hanno inoltre promesso di continuare ad espandere la domanda interna e a ottimizzare l'offerta.

L'ipotesi più probabile secondo gli economisti è che verrà fissato per quest'anno un obiettivo di crescita annuale tra il 4,5% e il 5%, leggermente al ribasso rispetto a quello del 2025, "intorno al 5%", dato che la domanda interna rimane debole.

Gli economisti ritengono che l'eventuale approvazione di questo nuovo target renderebbe molto meno probabile l'adozione di misure di stimolo aggressive nel corso dell'anno.

In ogni caso le banche cinesi hanno mantenuto stabili in febbraio i loro tassi di riferimento sui prestiti, dopo che la People's Bank of China aveva ridotto a gennaio i tassi sugli strumenti strutturali di politica monetaria di 25 punti base  su alcune delle sue linee di rifinanziamento e di sconto,  un segnale, secondo gli addetti ai lavori, per incentivare le banche ad aumentare i prestiti alle piccole imprese, nonché ai settori agricolo e tecnologico avanzato.

Il tasso primario sui prestiti (loan prime rate, Lpr) a un anno è ora al 3%, mentre quello a cinque anni è al 3,5%.

La conferma dei tassi di riferimento era ampiamente prevista, dato che la PBoC aveva tenuto stabili i principali tassi di politica negli ultimi mesi, nonostante un lieve allentamento monetario a sostegno della crescita.

Tuttaviamolti economisti si aspettano che la PBoC effettui almeno un giro di tagli sui suoi principali tassi di politica o sulla liquidità che le banche devono detenere come riserve entro la fine dell'anno, se si intensificheranno i venti contrari alla crescita. (riproduzione riservata)


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