Possibile svolta nei negoziati tra Cina e Unione Europea sul dossier dei dazi alle auto elettriche made in China. Il ministero del Commercio di Pechino ha annunciato che Bruxelles pubblicherà un "documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi", un passaggio che segna un cambio di passo nel confronto avviato negli ultimi mesi.
Secondo la nota diffusa dalle autorità cinesi, l'Unione Europea conferma l'adesione al principio di non discriminazione e l'applicazione degli stessi standard giuridici a ogni richiesta, nel rispetto delle regole del Wto, l'organizzazione mondiale del commercio. Le valutazioni, viene sottolineato, saranno condotte in modo obiettivo e imparziale, tenendo conto dello spirito del dialogo e dei risultati delle consultazioni tra Bruxelles e Pechino.
In sostanza il documento della Ue riguarda le condizioni con cui i produttori cinesi di auto elettriche possono presentare impegni di prezzo minimo (Minimum Import Price — MIP) per esportare nell’UE senza incorrere nei dazi extra, che dall'ottobre scorso la Ue ha stabilito in aggiunta ai dazi base del 10%, che possono variare dal 15% al 35%, a seconda dei produttori.
Queste linee guida dettagliano come i produttori possono fare offerte di prezzi minimi “sufficienti a eliminare l’effetto dannoso dei sussidi” e saranno valutate dalla Commissione europea secondo criteri oggettivi e conformi alle regole WTO.
Il nuovo stato del negoziato, definito dalla Camera di Commercio cinese presso l'Ue come un vero e proprio "accordo sui prezzi delle e-car", rientra negli sforzi dei leader di Cina e Ue per risolvere in modo appropriato il contenzioso sui dazi, basandosi sul rispetto reciproco. Le parti hanno già condotto diversi cicli di consultazioni e hanno concordato sulla necessità di fornire agli esportatori cinesi di veicoli elettrici linee guida generali sugli impegni sui prezzi.
L'obiettivo è permettere alle aziende di affrontare le proprie criticità in maniera più pratica e mirata, sempre in linea con le norme del Wto, e al tempo stesso preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell'industria automobilistica tra Cina e Unione Europea, con effetti anche a livello globale.
Per Pechino la convergenza dimostra che esistono "capacità e volontà" da entrambe le parti di risolvere le divergenze che hanno portato l'Ue all'applicazione di dazi attraverso il dialogo, con l'obiettivo di uno sviluppo equilibrato delle relazioni economiche e commerciali bilaterali, ma anche del mantenimento di un ordine commerciale internazionale basato su regole. (riproduzione riservata)