Per presentare agli investitori cinesi le opportunità offerte dalla Zes Unica italiana, favorire nuovi insediamenti produttivi e rafforzare le relazioni economiche, industriali e accademiche tra Italia e Cina, Bianco Consulting e Unido Itpo Beijing, ufficio dell'Onu per lo Sviluppo Industriale, hanno promosso una due giorni di incontri, aperta oggi presso il Senato della Repubblica. Il Forum Internazionale Italia-Cina 2026, promosso su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi, ha riunito rappresentanti del governo italiano, della diplomazia cinese, delle istituzioni internazionali e del mondo economico, finanziario, imprenditoriale e accademico.
«La Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno (Zes Unica) rappresenta una piattaforma di particolare interesse per gli investimenti internazionali e la cooperazione industriale», ha sottolineato Xin Wang, Capo del Centro di Coordinamento Regionale Settentrionale dell'Unido Itpo Pechino, in videocollegamento, « si potrebbe esplorare la possibilità di instaurare collegamenti più diretti tra le piattaforme industriali territoriali cinesi e i parchi industriali, gli organismi di promozione degli investimenti e le reti imprenditoriali presenti in Italia»
«Per esempio, si potrebbe valutare la creazione di uno spazio di incontro e dialogo dedicato alla cooperazione industriale tra Italia e Cina, oppure l'istituzione di sportelli congiunti per la promozione degli investimenti e l'incontro tra progetti, in modo da consentire alle imprese dei due Paesi di conoscere più agevolmente le rispettive esigenze industriali, i contesti di investimento e le opportunità di collaborazione», ha suggerito Wang, «le piattaforme industriali locali cinesi potrebbero mettere a disposizione risorse imprenditoriali, capacità manifatturiere ed esigenze progettuali; gli organismi italiani competenti potrebbero invece presentare le caratteristiche del tessuto industriale locale, le condizioni per gli investimenti e le misure di sostegno previste dalle politiche applicabili».
Su queste basi, sarebbe inoltre possibile coinvolgere professionisti e organizzazioni specializzate nei settori legale, fiscale e del lavoro, al fine di aiutare le imprese a valutare in modo più approfondito la fattibilità dei progetti di investimento transfrontaliero. «Ciò che intendiamo esplorare è un meccanismo di cooperazione più concreto e sostenibile, che vada oltre il semplice scambio occasionale tra imprese» ha proseguito Wang, invitando a concentrarsi su progetti congiunti in settori industriali strategici e di specializzazione quali le energie rinnovabili, l'industria digitale, le biotecnologie, il settore automobilistico e l'agricoltura sostenibile.
In particolare, nel contesto della transizione ecologica e dello sviluppo digitale, la cooperazione tra imprese si sta progressivamente estendendo dal commercio tradizionale alla collaborazione tecnologica, alla cooperazione lungo le catene di fornitura e agli investimenti congiunti. "Auspichiamo che, attraverso progetti concreti, sia possibile integrare in modo più efficace le capacità manifatturiere e le risorse di mercato delle imprese cinesi con le competenze tecnologiche specialistiche e l'esperienza industriale delle imprese italiane", ha concluso.
«La Zes Unica può rappresentare una leva strategica per attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico, favorire nuovi insediamenti produttivi e rafforzare le filiere industriali nei settori dell'aerospazio, dell'energia e dell'intelligenza artificiale», ha concordato Raimondo Carlo Maria Grassi, presidente di Tea Aerospace, holding di riferimento di Ase Aerospace Electrical Systems, che ha evidenziato la necessità di costruire collaborazioni internazionali fondate su progettualità industriali di lungo periodo, capaci di integrare ricerca, sviluppo tecnologico e competitività.
«Il futuro dell'industria aerospaziale sarà sempre più legato all'integrazione tra energia, digitalizzazione e intelligenza artificiale. In questo scenario l'Italia ha tutte le capacità per svolgere un ruolo da protagonista. La cooperazione con la Cina può aprire nuove opportunità, purché sia orientata a progetti industriali concreti, al trasferimento reciproco di conoscenze e alla creazione di valore sul nostro territorio», ha sottolineato Grassi.
«Attrarre capitali significa soprattutto trasformarli in ricerca, produzione, occupazione qualificata e opportunità per le nuove generazioni di ingegneri e ricercatori. L'Italia non deve proporsi soltanto come destinazione degli investimenti internazionali, ma come partner tecnologico e industriale capace di contribuire all'innovazione mondiale», ha poi concluso.
Il senatore Trevisi ha richiamato l'attenzione su alcune aree del Mezzogiorno d'Italia, Brindisi, Taranto o Termoli, che grazie alla semplificazione delle regole ad autorizzazioni veloci possono alzare diversi investimenti da tutte le parti del mondo. «Cerchiamo di attrarre investitori cinesi proprio per aumentare l'occupazione e lo sviluppo economico nei territori del Mezzogiorno: una grande opportunità per l'Italia sia per rafforzare la nostra bilancia dei pagamenti producendo in Italia, ma anche per richiamare una potenza come la Cina al suo ruolo che deve avere che deve essere quello di mediatore e di garante della pace mondiale nell'interesse di tutti i Paesi», ha auspicato.
Domani si replica alla Link Campus University di Roma. (riproduzione riservata)