Nella tarda serata di venerdì 10 Pirelli ha reso noto la decisione del governo italiano, in base alla legge sul goden power, che tutela l'interesse nazionale nella società a partecipazione estera, di ridurre i consiglieri di nomina Sinochem, azionista di maggioranza relativa, a un massimo di tre all’interno del consiglio di amministrazione del gruppo, di cui due indipendenti, e con l’impossibilità di assumere cariche di vertice.
Attualmente sui 15 membri del cda, i consiglieri di nomina Sinochem sono sei, tra cui il presidente del consiglio, tutti senza incarichi esecutivi. Il controllo e l’indirizzo del gruppo, quindi, vengono lasciati in mano agli azionisti italiani guidati dal vicepresidente esecutivo e secondo azionista, Marco Tronchetti Provera.
Nel weekend Pirelli ha poi comunicato i punti salienti del Dpcm ricevuto dal governo nella tarda serata del 10 aprile. Le misure su Sinochem, primo azionista al 34,1% del capitale, varranno fino a quando non scenderà al di sotto della soglia del 10%. Si tratta di un livello che lo renderebbe un semplice investitore anche agli occhi della normativa Usa sul Cyber Tyre, tutelata dall’intervento dell’esecutivo.
I tre amministratori indicati da Sinochem non potranno avere deleghe gestionali, poteri esecutivi o attribuzioni idonee a incidere sulle decisioni strategiche, industriali o finanziarie di Pirelli. Anche in caso di ottenimento della maggioranza dei voti all’assemblea in calendario il 25 giugno, Sinochem non potrà completare il cda. All’interno dei comitati endoconsiliari, inoltre, potrà essere presente un solo membro della lista cinese. Limitata la presenza anche nel collegio sindacale: massimo un membro effettivo e un membro supplente.
Ai soggetti tramite cui il colosso statale cinese controlla la quota in Pirelli, inoltre, viene imposto un divieto di «esercitare attività di direzione e coordinamento», limitando in modo netto le possibilità di intervento e orientamento del socio cinese nella gestione del gruppo della Bicocca.
Anche a Pirelli vengono imposti degli obblighi con il golden power. Il gruppo dei pneumatici, a eccezione delle richieste legittime ai sensi di legge, dovrà rifiutare ogni richiesta che esuli dal normale esercizio delle prerogative dei soci o «attuare qualsiasi iniziativa gestionale o organizzativa che provenga da soggetti riconducibili allo State-owned Assets Supervision and Administration Commission of the State Council cinese».
Per fare qualche esempio, si parla di non condividere informazioni sensibili della società, inclusa l’attività di ricerca e sviluppo; non consentire l’accesso diretto ai sistemi informativi, gestionali e amministrativi di Pirelli; non trasferire beni, sistemi e servizi Ict fuori dal territorio europeo o gestite da soggetti riconducibili al governo cinese; impedire il trasferimento di dati derivanti da Cyber Tyre.
Ogni anno, entro 30 giorni dalla redazione del bilancio, Pirelli dovrà inviare al Ministero dell'industria una relazione sulle misure adottate in osservanza delle determinazioni del golden power. Sinochem è tenuta infine a comunicare ogni trasferimento di azioni. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi su milanofinanza)