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Politica

Una rarità mondiale, in mostra i tappeti del Catai di Marco Polo

Sono 40 pezzi estratti dalla più importante collezione privata, a livello mondiale, quella raccolta dall'imprenditore bresciano Romain Zaleski, ed esposti a cura della Fondazione Tassara, a Brescia. “Le trame del Dragone. Tappeti cinesi delle Dinastie imperiali” accompagnano a riscoprire i tesori descritti nel Milione


28/05/2026 13:06

di Marco Leporati*

settimanale
Un'immagine della mostra di Brescia

I tappeti descritti da Marco Polo nei palazzi imperiali del Catai, il nome che il Veneziano aveva dato alla Cina,  si possono ora quasi toccare con mano, con un salto di 700 anni, nella mostra che la Fondazione Tassara propone a Brescia, fino al 6 luglio, con il titolo accattivante “Le trame del Dragone. Tappeti cinesi delle Dinastie imperiali”. Sono esposti 40 esemplari tessuti a partire dal XVI secolo sino al XIX che hanno accompagnato le diverse dinastie imperiali succedutesi nel Regno di Mezzo.

Si tratta di un gruppo di esemplari estratto tra i 1330 capolavori datati dal XV al XIX secolo, raggruppati nel Mita (Museo Internazionale tappeto antico) che costituiscono la collezione Zaleski, la più completa e importante collezione privata di tappeti di altre epoche.

«Il gruppo di tappeti della Cina costituisce una rarità mondiale, i 40 pezzi comprendono tappeti della Cina centrale, Xinjiang e poi Kansu, Ningxia e pochi rarissimi Ming», ha spiegato Giovanni Valagussa, docente di Museologia all’Università Cattolica di Brescia e Storia dell’Arte medioevale moderna al nuovo corso di Laurea in Restauro presso MIND a Milano, che ha curato la rassegna bresciana. 

«Questa selezione racconta la specificità di ciascuna area e che dalle regioni dell’Asia Centrale, l’antico Turkestan orientale con i deserti punteggiati da oasi che sono città antiche come Khotan fino alle regioni di produzioni più propriamente cinesi che hanno i loro centri nelle due capitali della dinastia Ming e Qing, Nanchino capitale del sud e Pechino capitale del nord».

La storia sembra avere origini ben più antiche perché una parte dei soggetti rappresentati nei tappeti esposti è a sfondo religioso. Infatti la simbologia presente, derivata dal buddismo, risale alla diffusione della religione stessa in Cina attorno al 460 a.c., proveniente dall’India e Kashgar, Kucha e Turfan erano i luoghi dove il buddismo si era radicato inizialmente competendo con l’insorgente confucianesimo.

Ma non solo: nell’antica città di Hami, uno degli snodi principali della Via della seta,  provincia di Tangut, nella regione di Ningxia, oggi come allora ricca di vigneti ed eccellenza dell’enologia cinese, si dice che dopo il creatore Pangu da cui ebbero origine gli esseri umani, (la tradizione vuole la nascita dell’homo sapiens) era nata una delle prime dinastie, la Xia a partire dal 2205 a.c. e dal quel momento nasce la storiografia cinese negli alvei del Fiume Giallo, culla di civiltà.

In particolare nei tappeti esposti provenienti dall’area di Kasghar si possono notare le trame della simbologia buddista perpetuata successivamente e fatta propria dalle grandi dinastie cinesi che l’avevano poi arricchita con soggetti imperiali sia nel disegno che nel colore. La conferma viene dagli estesi tappeti imperiali con disegni geometrici essenziali ed una prevalenza di colori del giallo e del blu con simbologie animali propiziatorie di buon auspicio.

 

La Fondazione Tassara, fondata nel 2008 è un punto di riferimento territoriale per lo sviluppo, nell’ambito culturale, dell’educazione, dell’istruzione e della formazione. L’intuizione nasce da Romain Zaleski, imprenditore franco italiano il quale ha consolidato il proprio controllo finanziario della Metalcam di Breno, in Val Camonica, azienda costituita nel 1907 e specializzata in forgiati di acciaio di alta qualità con un prodotto destinato soprattutto al settore navale e petrolchimico. (riproduzione riservata)

* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni

 


 

 


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