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A Tianjin i robot fanno a pugni, la Cina mostra i muscoli dell'IA fisica

Alla World Intelligence Expo 2026 di Tianjin, oltre 700 espositori e 200 nuovi prodotti, l'attenzione è tutta concentrata sull'accelerazione dell'intelligenza artificiale incarnata, dai robot umanoidi ai veicoli autonomi e i velivoli a bassa quota. L'obiettivo del Dragone: diventare il laboratorio del mondo


28/05/2026 17:16

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

settimanale
L'immagine è stata scattata a Tianjin, oggi 28 maggio

Due robot si fronteggiano su un ring, guardinghi, i pugni alzati in guardia. Intorno a loro, una folla che stringe gli smartphone, occhi spalancati, come davanti a uno spettacolo che ancora fatica a sembrare reale. La foto scattata oggi a Tianjin, nella Cina settentrionale, vale più di qualsiasi comunicato stampa: i robot umanoidi di Unitree Robotics se le danno di santa ragione davanti a centinaia di spettatori, e nessuno sembra scandalizzato. Anzi. È esattamente quello che tutti erano venuti a vedere.

Alla World Intelligence Expo 2026, la fiera dedicata all'intelligenza artificiale ha aperto i battenti oggi nella municipalità di Tianjin, co-organizzata dai governi municipali di Tianjin e Chongqing. Quattro giorni di esibizioni, annunci e dimostrazioni su 130.000 metri quadrati, con oltre 700 espositori — tra cui numerose aziende della Fortune Global 500 — e più di 200 nuovi prodotti, tecnologie e ricerche da presentare al mondo. Il tema scelto dagli organizzatori, «Intelligenza: ampio spazio di sviluppo, motore per una crescita sostenibile», suona quasi come un manifesto politico oltre che industriale.

Il concetto chiave attorno a cui ruota l'intera manifestazione è quello di embodied AI, l'intelligenza artificiale incarnata: non più algoritmi confinati nei server, ma IA integrata in dispositivi fisici capaci di percepire e interagire con il mondo reale. Robot umanoidi, veicoli autonomi, bracci industriali intelligenti: sono questi i protagonisti della fiera, e tutti raccontano la stessa storia — quella di un paese che ha deciso di scommettere in grande sull'automazione fisica.

Ne è un esempio plastico il T1, il nuovo robot umanoide su ruote presentato da Astribot, azienda di Shenzhen. Alto 1,55 metri, 66 chilogrammi di peso, 23 gradi di libertà esclusi gli effettori finali e un carico utile per singolo braccio di 5 chilogrammi. Compatto, trasportabile, pensato per operare in ambienti domestici, commerciali, di ricerca e industriali. Il prezzo di partenza, appena sopra i 14.000 dollari, lo colloca già in una fascia di mercato potenzialmente di massa.

UBTech, Pony AI e Dobot incarnano tre declinazioni diverse dello stesso fenomeno. La prima integra l'IA nei robot umanoidi, la seconda nei veicoli autonomi, la terza nell'automazione industriale. «Il filo conduttore è l'incarnazione», spiega Baoqi Zhu, esperto di WisdomTree: «l'IA è collegata a dispositivi hardware in grado di interagire con il mondo fisico». E la Cina, aggiunge, è oggi il terreno più fertile per questa transizione: ecosistema manifatturiero maturo, rapidissima iterazione dei prodotti, domanda interna di automazione in forte crescita.

I vertici istituzionali presenti alla fiera hanno confermato la direzione. Il vice ministro dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione, Ke Jixin, ha annunciato che il ministero lavorerà per promuovere l'iniziativa «IA + manifattura», puntando su innovazione e qualità dell'ambiente industriale. Liu Liehong, a capo dell'Amministrazione nazionale dei dati, ha insistito sul valore strategico dei dataset industriali di alta qualità — in settori come l'automotive, la cantieristica navale, il trasporto ferroviario e il petrolchimico — come «motore di innovazione per l'aggiornamento intelligente della manifattura avanzata».

Tornando ai due robot di Unitree che si fronteggiano sotto i riflettori: al di là dell'effetto spettacolo, la scena ha qualcosa di emblematico. Non è solo una dimostrazione di destrezza motoria — è la prova che questi sistemi hanno raggiunto un livello di coordinazione, equilibrio e reattività che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza. E la platea assiepata intorno al ring, smartphone alzati, ne è la testimonianza involontaria: la Cina non sta solo costruendo robot. Sta costruendo il pubblico che imparerà a viverci accanto. (riproduzione riservata)



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