Le riserve valutarie della Cina sono salite al livello più alto da oltre dieci anni, secondo i dati diffusi dalla State Administration of Foreign Exchange (Safe).
Le più grandi riserve valutarie al mondo sono aumentate dello 0,93% a maggio, un incremento pari a 31,7 miliardi di dollari, raggiungendo quota 3.442 miliardi di dollari. Il dato ha superato la previsione di 3.420 mld usd degli economisti e rappresenta il livello più elevato dalla fine del 2015.
Safe ha attribuito il miglioramento a fattori quali il contesto macroeconomico globale, le aspettative riguardanti le politiche monetarie delle principali economie, la forza del dollaro e l'aumento dei prezzi delle principali attività finanziarie mondiali.
«L'effetto combinato della conversione dei tassi di cambio e delle variazioni dei prezzi degli asset ha portato a un aumento delle riserve valutarie nel corso del mese», ha puntualizzato Safe. «L'economia cinese ha mantenuto una traiettoria di sviluppo stabile e progressiva, con solidi progressi nello sviluppo di alta qualità, fornendo sostegno al mantenimento della stabilità di base delle riserve valutarie».
Anche le riserve auree della Cina sono aumentate di 320.000 once troy rispetto al mese precedente, raggiungendo 74,96 milioni di once troy alla fine di maggio, sempre secondo i dati di Safe. Si è quindi estesa a 19 mesi consecutivi la serie di acquisti d'oro da parte della People's Bank of China, la più lunga dal 2015.
Per l'analista finanziario Zhao Qingming gli acquisti costanti di oro da parte della Cina contribuiscono a rafforzare la struttura delle riserve del Paese e, allo stesso tempo, a proteggersi dai rischi derivanti dalle oscillazioni delle principali valute. L'esperto osserva in che l'aumento delle riserve auree rafforzerà la credibilità dello yuan e getterà le basi per una sua maggiore internazionalizzazione. (riproduzione riservata)