La strada per la quotazione di Shein resta in salita. Continua a scendere la valutazione del rivenditore cinese online di ultra fast fashion che ora punta ai 30 e 40 miliardi di dollari per la prima offerta pubblica a Hong Kong che prevede di lanciare già a metà agosto. Il colosso cinese ha iniziato gli incontri pre-deal con gli investitori la scorsa settimana.
Con questa valutazione, l'ipo di Shein si attesterebbe in linea con quella del competitor di moda low cost H&M quotato alla borsa di Stoccolma che vale circa 26 miliardi di dollari, ma sarà ben al di sotto di Fast retailing, proprietaria di Uniqlo, che ha un valore di 161 miliardi di dollari (140 miliardi di euro circa) e della società madre di Zara, Inditex con una valutazione di 208 miliardi di dollari (circa 180 miliardi di euro).
L'obiettivo di valutazione rappresenta un reset drammatico per la società, il cui valore è sceso al ribasso di oltre il 60% dopo che ha raggiunto il picco di 98,2 miliardi di dollari nel 2022 prima di scendere a 64 miliardi nel 2023 e aprile 2024 durante i round di raccolta fondi privati, a causa del rallentamento della crescita e dell'aumento delle pressioni esterne.
La tempistica di lancio dell'ipo non sono ancora definitive e soggette a modifiche dopo i feedback degli incontri con gli investitori secondo alcune fonti che preferiscono restare anonime. Shein non ha reso pubblici l'entità dell'ipo, il prezzo dell'offerta e il calendario della quotazione. L'azienda con sede a Singapore, fondata in Cina, ha subito una perdita trimestrale di 99 milioni di dollari a causa del rallentamento delle vendite dopo che gli Stati Uniti hanno rimosso l'esenzione da dazi all'importazione sui piccoli pacchetti.
Sebbene la perdita rifletta in parte un carico di fair value di 328 milioni di dollari (285 milioni di euro) su azioni preferenziali riscattabili convertibili a seguito di una modifica contabile, il rallentamento della crescita dei ricavi e l'indebolimento degli utili fondamentali evidenziano crescenti pressioni sul business.
I margini in calo hanno anche sollevato preoccupazioni che l'espansione vertiginosa di Shein stia incontrando venti contrari dovuti all'aumento dei costi commerciali, a un controllo regolatorio più rigoroso e a una concorrenza sempre più intensa nell'e-commerce globale. La società cinese, nota per vendere abiti a bassissimo costo a clienti in circa 160 Paesi, sta dando priorità a un prezzo che possa sostenere le azioni dopo la quotazione piuttosto che massimizzare la valutazione, hanno detto alcune fonti. Potenziali investitori pilastri dell'ipo stanno spingendo per una valutazione più vicina a 30/32 miliardi di dollari.
Shein potrebbe offrire pagamenti ai primi investitori, oltre a più azioni con un prezzo di conversione più basso per le loro partecipazioni, secondo quanto riportato da Reuters lunedì citando i documenti pubblici della società alla borsa di Hong Kong. La strada per la quotazione, dopo tentativi falliti a New York e Londra, è ancora tortuosa. L'azienda ha dichiarato che intende utilizzare i proventi dell'offerta per finanziare investimenti tecnologici, costruzione globale del marchio e iniziative di responsabilità aziendale. (riproduzione riservata)