Debutto difficile per Shein in Borsa. Il colosso del fast fashion cinese ha archiviato la sua prima seduta alla Borsa di Hong Kong poco sotto la parità, a seguito di lungo processo di Ipo che ha valutato la società a una frazione del suo valore iniziale.
Il titolo aveva perso fino al 10% nei primi scambi, scendendo fino a toccare i 43,72 dollari di Hong Kong, prima di recuperare terreno e chiudere la seduta a 48,5 hkd (-0,1%), quasi in linea con il prezzo di Ipo fissato a 48,56 hkd (circa 5,33 euro).
Shein ha collocato circa 280 milioni di azioni nella sua offerta pubblica iniziale, raccogliendo circa 13,6 miliardi di dollari di Hong Kong (1,74 miliardi di dollari) e raggiungendo una capitalizzazione di mercato di poco superiore ai 26 miliardi di dollari, ben lontana dalla sua ultima valutazione a 100 miliardi di dollari nel 2022.
Fondata in Cina e ora con sede a Singapore, Shein ha costruito un gigante globale del fast fashion grazie a una catena di approvvigionamento basata sui dati, in grado di produrre e spedire rapidamente abbigliamento a basso costo direttamente ai consumatori. L'azienda si è affermata come una delle maggiori beneficiarie del boom dell'e-commerce durante la pandemia, con una valutazione che ha raggiunto quasi i 100 miliardi di dollari nel 2022.
Il debutto di Shein a Hong Kong arriva a seguito di due precedenti tentativi falliti della società di quotarsi a New York e a Londra. Nel 2023, Shein aveva presentato la richiesta confidenziale per quotarsi negli Usa prima di puntare, nel giugno 2024, su Londra. Pechino, tuttavia, non ha mai concesso il via libera citando rischi legati alla sua catena di approvvigionamento in Cina, e bloccando di fatto la quotazione.
Tra l'altro il gruppo fondato da Chris Xu, a Nanchino nel 2008, è sotto procedimento formale da parte della Commissione europea ai sensi del Digital Services Act, per la sua progettazione che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico.
La decisione fa seguito alle analisi preliminari delle relazioni di valutazione del rischio fornite da Shein, alle risposte alle richieste formali di informazioni della Commissione e alle informazioni condivise da terze parti. La Commissione ha inviato tre richieste di informazioni a Shein il 28 giugno 2024, il 6 febbraio 2025 e il 26 novembre 2025, chiedendo maggiori informazioni sulla conformità dell'azienda al Dsa, il Digital service act, in particolare in relazione alla tutela dei consumatori e delle minoranze, e sulla trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione.
Anche dal punto di vista del business, l'andamento di Shein è sotto la lente degli analisti: nel primo trimestre di quest'anno, Shein ha registrato una perdita netta di 99 milioni di dollari, un dato in forte contrasto rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, chiuso in utile per 395 milioni di dollari. Il fatturato annualizzato del gruppo, prima della frenata del 2026, ha toccato un picco di circa 41,85 miliardi di dollari, secondo i dati storici aggregati su MarketScreener. (riproduzione riservata)