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Trattative in corso Sinochem-Pirelli per sbloccare il rischio Usa

Da marzo il ricco mercato americano potrebbe diventare off limits per i cybertire del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera a causa di un bando sulla sicurezza dell'amministrazione americana. Per evitare il danno, circa il 20% del fatturato, sono in discussione tre ipotesi, tra cui un intervento del governo italiano


08/01/2026 11:43

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli

Non hanno avuto ancora conferma ufficiale le notizie di fonte giornalistica, Financial Times e Bloomberg, circa la ripresa delle trattative tra i vertici di Pirelli e i soci di maggioranza relativa, il gruppo cinese Sinochem, per trovare una soluzione alla possibilità che il ricco mercato americano degli pneumatici di fascia alta, uno dei maggiori per gruppo milanese, possa a breve diventare off limits per Pirelli. 

L'amministrazione Trump infatti potrebbe bloccare dal prossimo marzo la vendita negli Usa dei cosidetti pneumatici intelligenti, CyberTire, per motivi di sicurezza legati al fatto che i sofisticati harware e software degli pneumatici possano raccoglire dati sensibili sul mercato americano e trasferirli a una societa formalmente controllata dai cinesi, anche se guidata da un management italiano, con Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivoe secondo azionista del gruppo al 25%.

La ripresa delle trattative sarebbe stata favorita dall'intervento del governo italiano. Le opzioni sul tavolo sono diverse. Una possibilità è che Sinochem esca dall'azionariato cedendo l'intero pacchetto in sue mani, pari al 37% del capitale del gruppo milanese. Per questo lo scorso dicembre Sinochem avrebbe incaricato Bnp Paribas di cercare un acquirente. 

Una seconda ipotesi è che Sinochem riduca al 10% la sua quota, scendendo quindi sotto il limite che definisce un investitore passivo, quindi senza nessun coinvolgimento nella gestione dell'azienda, e ipotizzando il ritocco della quota da parte degli altri azionisti di Pirelli, la Camfin di Tronchetti Provera e e Mtp, che coprirebbero un 5%.

In questo caso la quota di Pirelli da piazzare sul mercato a nuovi proprietari, sarebbe tra il 19%-20% per un valore ai corsi attuali di borsa di oltre 1,3 miliardi di euro. In entrambi questi casi c'è da considerare la volontà di Sinochem di incassare un premio per ridursi o uscire da Pirelli.

L'ultima risorsa a disposizione per evitare il blocco di un mercato che vale il 20% dei ricavi di Pirelli, è un possibile ricorso al golden power da parte del governo italiano che considera Pirelli un asset strategico. Ma quest'ultima sarebbe probabilmente la soluzione più traumatica, sia per il mercato che per le relazioni bilaterali tra Italia e Cina. (riproduzione riservata)

 

 


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