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Digitale e e-commerce, delegazione Ue a Pechino e Shanghai

È la prima volta da otto anni che gli europarlamentari hanno un rapporto diretto con i ministri cinesi per verificare il rispetto della normativa Ue sulla regolamentazione del commercio digitale. Nel mirino l'inondazione in Europa di prodotti cinesi a prezzi stracciati alimentata dalle piattaforme di Shein, Temu e Alibaba piattaforma


31/03/2026 12:27

di Franco Canevesio - Class Editori

settimanale
Anna Cavazzini, presidente della Commissione Mercato interno e tutela dei consumatori

Una delegazione di nove europarlamentari è in Cina fino al 2 aprile per approfondire la conoscenza del settore tecnologico innovativo e del predominio dell'e-commerce della Repubblica popolare, valutando al contempo come le norme Ue vengano rispettate nella pratica. La delegazione, la prima dell'europarlamento da otto anni, è guidata dalla presidente della commissione Mercato interno e tutela dei consumatori, Anna Cavazzini, parlamentare tedesca del partito Ambientalista, e visiterà Pechino e Shanghai.

I deputati europei illustreranno la posizione dell'UE in merito alla regolamentazione del digitale, all'autonomia strategica e alla sicurezza dei mercati digitali, con particolare attenzione al rafforzamento della tutela dei consumatori e della sicurezza dei prodotti.

Una delle principali preoccupazioni della commissione Mercato interno riguarda le violazioni sistematiche delle leggi Ue e l'elevato volume di piccoli pacchi non conformi provenienti da piattaforme online extra-Ue, soprattutto in partenza dalla Cina. Ci si aspetta che i deputati sottolineino la necessità che tutti gli operatori commerciali, indipendentemente dalla loro sede, rispettino le norme Ue in materia di sicurezza dei prodotti.

A Pechino, la delegazione ha in programma l'incontro con Shen Chunyao, presidente della Commissione permanente del Congresso nazionale del popolo, e Luo Wen, ministro dell'amministrazione statale per la regolamentazione del mercato. Gli eurodeputati visiteranno anche la Camera di commercio dell'Ue per discutere del commercio online e delle sfide di accesso al mercato che le aziende europee affrontano in Cina.

Uno dei temi in discussione riguarda gli standard di sicurezza per i consumatori e i prodotti con i colossi dell'e-commerce Shein e Alibaba. A Shanghai, gli eurodeputati dovrebbero incontrare i rappresentanti di Temu, la piattaforma di ultra fast fashion che sta inondando il mondo di prodotti a prezzi stracciati, in merito al rispetto delle norme Ue sul mercato digitale e alla concorrenza leale.

Avranno, inoltre, l'opportunità di conoscere da vicino i controlli doganali cinesi e le attività di import/export presso lo strategico aeroporto internazionale di Pudong, insieme all'amministrazione doganale cinese e a un'azienda di logistica locale. 

Insieme al presidente Cavazzini (Verdi/ALE, Germania) fanno parte della delegazione Andreas Schwab (PPE, Germania), Dirk Gotink (PPE, Paesi Bassi); Christel Schaldemose (S&D, Danimarca); Pierre Jouvet (S&D, Francia); Virginie Joron (Pfe, Francia); Piotr Muller (ECR, Polonia); Stephanie Yon-Courtin (Renew, Francia) ed Engin Eroglu (Renew, Germania), presidente della delegazione del Parlamento in Cina.

La Cina è il terzo partner commerciale dell'Ue (dopo Stati Uniti e Regno Unito) con 828 miliardi di dollari di scambi nel 2025, e un deficit commerciale dell'Ue che ha raggiunto un record di 292 miliardi di dollari, con importazioni costituite principalmente da macchinari, veicoli e prodotti manifatturieri. 

Il rapporto economico tra Unione europea e Cina è percepito come squilibrato, a causa di una significativa asimmetria nelle rispettive aperture di mercato. Secondo la Commissione, le importazioni di prodotti tramite e-commerce sono aumentate vertiginosamente nell'UE attraverso le piattaforme di vendita online (Temu, Shein, Alibaba), con 4,6 miliardi di piccoli pacchi entrati nel mercato UE nel 2024, il 91% dei quali provenienti dalla Cina. Nel 2025, il sistema Safety Gate ha registrato 4.671 segnalazioni di prodotti pericolosi, 2.006 delle quali riguardavano prodotti originari della Cina. (riproduzione riservata)


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