Alla 139esima edizione della Fiera di Canton, Francesco Crippa e Pierfrancesco Novati, esponenti della seconda generazione del gruppo Krino, fondato dai rispettivi genitori nel 1982 in provincia di Lecco, andavano di fretta. La puntata a Canton non era finalizzato solo a incontrare i loro partner cinesi, ma anche a scegliere e introdurre sul mercato europeo una vasta gamma di utensili di precisione cinesi.
Dagli anni dell’adolescenza, in cui accompagnavano i rispettivi padri alla fiera, fino a oggi, dove si occupano loro degli acquisti per l'azienda, leader in Europa negli utensili per il taglio, punte e trapani, il loro legame quarantennale con l’evento di Canton, il più longevo (è stata lanciata nel 1957) evento commerciale internazionale della Cina dedicato al commercio, che si svolge due volte l'anno, ha permesso di osservare da vicino la crescita della manifattura cinese e l’apertura del mercaro al mondo.
L’azienda nota in Europa per il suo marchio di punte per trapani Krino, oggi raggruppa cinque realtà, tutte specializzate negli utensili per il taglio. Il 90% dei prodotti proviene dalla Cina, con circa 6.000-7.000 tipologie diverse e un volume annuo di acquisti pari a circa 13 milioni di euro.
È proprio la Fiera di Canton il punto di partenza di tutte queste collaborazioni. «Non esiste un altro luogo, oltre alla fiera, in cui possiamo acquistare in una sola volta tutti i prodotti richiesti, con qualità e quantità garantite e trovare al tempo stesso un pacchetto completo di soluzioni», ha spiegato Crippa.
Da quando sono arrivati per la prima volta in Cina, nel 1989, Crippa e Novati hanno assistito in prima persona alla trasformazione della manifattura cinese. «Quando Krino fu fondata, l’azienda acquistava soprattutto dalla Germania. Non passò molto tempo, tuttavia, prima che scoprisse come molti prodotti venduti sul mercato tedesco erano in realtà realizzati in Cina», ha spiegato Crippa.
All’epoca, sebbene gli utensili prodotti in Cina fossero ancora in una fase iniziale di sviluppo, disponevano già delle basi per stare al passo con l’evoluzione dell’industria moderna. «Dopo averlo compreso, uno dei fondatori dell’azienda si recò in Cina, iniziò a partecipare alla Fiera di Canton e avviò collaborazioni con le imprese cinesi», ha aggiunto Crippa.
«Non ci aspettavamo una velocità di sviluppo così sorprendente da parte della Cina. In 30 anni, le imprese cinesi sono passate dalla produzione di articoli di fascia bassa allo sviluppo di prodotti ad alta tecnologia riconosciuti a livello globale», ha osservato Novati.
Durante l'ultima edizione della fiera, che si è conclusa il 5 maggio, i due imprenditori sono rimasti particolarmente colpiti da prodotti innovativi come strumenti di misura con display digitale e apparecchiature intelligenti per il collaudo.
«Ho visto strumenti di misura in grado di trasferire dati e collegarsi a computer o dispositivi mobili per registrare i risultati delle ispezioni e supportare la tracciabilità della qualità. Per molte piccole e medie fabbriche europee, prodotti di questo tipo sono molto pratici: non richiedono sistemi complessi e costosi, e possono aiutare a migliorare l’efficienza dei controlli e la gestione», ha dichiarato Novati.
Secondo Novati, i prodotti europei mantengono ancora punti di forza nella tradizione dei marchi, nelle applicazioni professionali e nella manifattura di fascia alta. Nel segmento professionale di fascia media, tuttavia, la produzione cinese offre un rapporto qualità-prezzo molto competitivo. «Per un responsabile degli acquisti, il punto decisivo non è il prezzo più basso, ma l’equilibrio tra qualità, prezzo, consegna e servizio. Da questo punto di vista, i fornitori cinesi stanno diventando sempre più efficienti», ha aggiunto.
Secondo i dati ufficiali, alla chiusura della Fiera di Canton, avevano partecipato all’evento 314.000 acquirenti stranieri provenienti da 220 Paesi e regioni, con un incremento dell’1,1% rispetto all’edizione precedente.
Secondo i due dirigenti del gruppo Krino, il motivo principale per cui sempre più acquirenti stranieri si stanno impegnando attivamente nel mercato cinese è che il Paese offre una catena di approvvigionamento completa ed efficiente, insieme a un’ampia gamma di prodotti tra cui scegliere.
La Cina può contare anche su solide capacità di supporto industriale. Per ogni prodotto, dai componenti agli stampi, dal packaging ai test fino alla produzione su larga scala, è generalmente possibile trovare risorse complete lungo l’intera filiera. «Per chi si occupa di acquisti, questo significa cicli di sviluppo più rapidi, maggiori opzioni di prodotto e un migliore controllo dei rischi», ha spiegato Novati, «anche per questo, ha aggiunto, gli acquirenti stranieri continuano a partecipare alla Fiera di Canton, che offre non solo efficienza, ma anche opportunità di lungo periodo nella catena di approvvigionamento».
«Dal punto di vista di un’azienda italiana, attribuiamo grande valore ai rapporti di lungo periodo. Ci auguriamo che i fornitori non si limitino a venderci prodotti, ma siano disposti a collaborare con noi nel tempo e a crescere insieme. Se i fornitori cinesi sapranno mantenere un atteggiamento aperto, professionale e affidabile, questa rappresenterà un’opportunità concreta e importante per le aziende europee, in particolare per le piccole e medie imprese», ha concluso Novati. (riproduzione riservata)