Con China wave, Pitti uomo torna a dialogare con il fashion globale. Grazie al supporto della China national garment association, il piano di espansione all’estero dei marchi di moda cinesi non è solo una mossa commerciale, ma anche un export di valori che porta con sé l’estetica del design contemporaneo e lo spirito culturale della Cina.
Il meglio del menswear cinese arriva in Fortezza da Basso alle costruzioni Lorenesi con una selezione di otto collezioni a cura di Chic-China international fashion fair che promuove brand per qualità ed estetica. Dalla prima apparizione a Pitti uomo 106, il fashion cinese si è affacciato con continuità nelle vetrine internazionali. Il brand Valleyouth, co-fondato dalla stilista Li Wenjie e dalla paesaggista Geng Hualiang, propone un menswear giovane che combina i concetti di valley e youth. Il design guarda agli elementi naturali, tra attitudine indipendente e ricerca della libertà.
Christopher Raxxy si posiziona come luxury brand di piumini proiettato al futuro per un’ampia influenza globale. Intreccia la cultura tradizionale cinese con l’artigianato innovativo e un design logico-matematico. Tra gli altri, Jdv acronimo di J-different view punta al messaggio che «vestirsi non è solo indossare un abito, ma un modo di vivere». Ha collaborato con l’artista cinese Wan Heng per lanciare una collezione co-branded a tema Pino, permettendo agli acquirenti di fare ordini sul posto. Poi, sono presenti altri marchi come Keyone by Hattershub, Kb Hong by K-boking, Blackhead e Typetail. (riproduzione riservata)