La competizione nel mercato cinese dell'auto elettrica si sta rapidamento spostando sul fronte del principale componente del veicolo: la batteria. Soprattutto perché il settore sta attraversando una fase di forte evoluzione tecnologica, secondo una recente analisi di Car News China.
Se da un lato le batterie agli ioni di litio continuano a dominare il mercato grazie alla loro maturità industriale, dall’altro stanno emergendo nuove soluzioni come le batterie allo stato solido e quelle agli ioni di sodio, ciascuna con caratteristiche e ambiti applicativi differenti.
Le batterie agli ioni di litio rappresentano oggi lo standard di riferimento per l’automotive elettrico. I dati di mercato mostrano come le chimiche al litio-ferro-fosfato (LFP) e quelle ternarie continuino a garantire volumi produttivi elevati e una filiera consolidata. CATL, leader mondiale del settore, ha installato oltre 33 GWh di capacità nel solo maggio 2026, confermando la centralità di queste tecnologie nel mercato globale. La loro principale forza risiede nell’equilibrio tra costo, affidabilità, durata e densità energetica, elementi che consentono di soddisfare la domanda di massa del settore automobilistico.
Tuttavia, il futuro della mobilità ad alte prestazioni guarda con crescente interesse alle batterie allo stato solido. Questa tecnologia sostituisce l’elettrolita liquido con materiali solidi, promettendo una maggiore densità energetica, una sicurezza superiore e autonomie significativamente più elevate. Un esempio concreto arriva da Dongfeng Motor, che sta sviluppando celle ibride ossido-polimero capaci di raggiungere una densità energetica di 350 Wh/kg e autonomie superiori ai 1.000 chilometri con una singola ricarica. Inoltre, il peso complessivo del pacco batteria risulta inferiore del 30% rispetto alle tradizionali batterie al litio liquide.
Le prestazioni delle batterie allo stato solido risultano particolarmente interessanti anche in condizioni climatiche estreme. Nei test effettuati a temperature di -30 °C, i veicoli sperimentali hanno mantenuto oltre il 74% della capacità nominale, dimostrando un miglioramento superiore al 10% rispetto alle soluzioni convenzionali. Ancora più impressionanti sono le applicazioni aeronautiche, dove batterie litio-metallo allo stato solido con densità energetiche di 480 Wh/kg sono già state impiegate con successo in velivoli senza pilota.
Nonostante questi vantaggi, la tecnologia è ancora lontana dalla piena commercializzazione. CATL valuta infatti le batterie completamente allo stato solido a un livello di maturità tecnologica ancora intermedio, evidenziando come le difficoltà produttive legate alle interfacce tra materiali solidi e gli elevati costi di produzione impediscano, almeno fino al 2030, una diffusione su larga scala.
Parallelamente sta emergendo una seconda alternativa: le batterie agli ioni di sodio. Questa tecnologia si distingue soprattutto per il costo ridotto e la minore dipendenza da materie prime critiche come il litio. Chery e il gruppo Chaowei hanno recentemente avviato nuovi impianti produttivi dedicati a questa chimica, puntando ai segmenti più economici della mobilità elettrica.
Dal punto di vista tecnico, il sodio presenta però alcune limitazioni. Gli ioni sodio sono circa il 30% più grandi degli ioni litio e richiedono materiali anodici differenti, basati principalmente sul carbonio duro. Ciò comporta sfide tecnologiche e produttive ancora in fase di ottimizzazione. Tuttavia, i costi delle materie prime stanno diminuendo rapidamente e gli analisti prevedono il raggiungimento della parità economica con le batterie LFP entro il 2027.
Le batterie al sodio non si stanno sviluppando in un’unica direzione. Nel settore automobilistico vengono utilizzate per veicoli di fascia economica, mentre aziende come BYD stanno concentrando gli investimenti sulle applicazioni stazionarie per reti elettriche e sistemi di accumulo energetico. In questo ambito, le celle al sodio di tipo polianionico offrono una durata eccezionale, superiore a 10.000 cicli di carica e scarica, equivalenti a oltre 30 anni di utilizzo operativo. Inoltre, garantiscono elevati livelli di sicurezza termica, una caratteristica fondamentale per gli impianti di accumulo installati in ambienti industriali.
Il confronto tra le tre tecnologie evidenzia quindi una progressiva specializzazione del mercato. Le batterie agli ioni di litio continueranno a dominare il settore automobilistico grazie alla loro affidabilità e alla capacità produttiva già disponibile. Le batterie allo stato solido rappresentano la soluzione più promettente per le future applicazioni ad altissima autonomia e densità energetica, ma richiedono ancora importanti sviluppi industriali.
Le batterie agli ioni di sodio, infine, si candidano a diventare la scelta privilegiata per i veicoli economici e soprattutto per i sistemi di accumulo stazionario, dove costo, sicurezza e lunga durata contano più della massima densità energetica. Più che una sostituzione di una tecnologia con un’altra, il mercato sembra dunque orientarsi verso una coesistenza di diverse chimiche, ciascuna ottimizzata per specifiche esigenze applicative. (riproduzione riservata)