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Italia-Cina, firmato un accordo per coproduzioni cinematografiche

Il presidente di China Media Group e Il ministro della Cultura Giuli hanno rinnovato l'impegno a sviluppare una collaborazione tra le industrie cinematografiche dei due paesi, un'intesa che potrebbe aprire ampi spazi alle opere italiane, documentari e film, nel box office più grande del mondo


03/02/2026 11:43

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

accordo
Il ministro Giuli e Shen Haixiong, presidente di China Media Group

Un nuovo accordo di coproduzione cinematografica tra Italia e Cina è stato firmato ieri a Pechino dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e Shen Haixiong, responsabile del Governo cinese per il settore cinema e audiovisivo e presidente di China Media Group, il principale gruppo cinese di produzioni audiovisive e piattaforme digitali.

«Il cinema è un’arte straordinaria che parla un linguaggio universale. Nasce dall’incontro tra memoria e visione, tra radici e futuro, e diventa uno spazio di conoscenza condivisa. In questo orizzonte, le coproduzioni cinematografiche internazionali, sostenute da un quadro di incentivi chiaro, sono uno strumento concreto per avvicinare i popoli e creare sviluppo. Da oggi, il cinema italiano e quello cinese potranno collaborare più facilmente a progetti comuni», ha dichiarato Giuli.

«La relazione tra Italia e Cina in ambito cinematografico si è rafforzata negli anni grazie a un lavoro strutturato e a una collaborazione costante tra istituzioni e industrie dei due Paesi. Iniziative come 'Italy–Country in Focus' nei principali festival cinesi e 'Italian Screens' hanno contribuito in modo determinante ad accrescere l’attenzione del pubblico e della critica cinesi verso il cinema italiano, aprendo importanti opportunità di mercato ai nostri professionisti», ha affermato il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni. 

L’accordo che permetterà di rilanciare la cooperazione con una delle principali industrie cinematografiche al mondo, dopo che il precedente accordo bilaterale era scaduto nel 2021, riguarda le sinergie nella produzione e nella distribuzione di film sui rispettivi mercati, la promozione del patrimonio culturale italiano sui media cinesi e la realizzazione di documentari dedicati alle esperienze di gemellaggio italo-cinesi di siti Unesco.

 

Nonostante le coproduzioni cinematografiche italo-cinesi siano state pochissime negli ultimi anni, un’analisi relativa alla collaborazione cinematografica tra la Cina e i paesi lungo l’iniziativa Belt and Road, ha messo in evidenza che dal 2013 al 2023 sono stati realizzati circa 92 film in coproduzione tra Cina e paesi BRI (non tutti con l’Italia) che hanno generato circa 830 milioni di dollari di incassi solo nella Cina continentale, e circa 1,1 miliardi di dollari a livello mondiale.

Questi dati forniscono un ordine di grandezza importante: i film co-finanziati (anche con contributi italiani) operano nel contesto di un mercato di centinaia di milioni di dollari di incassi potenziali.

Un esempio specifico riguara una delle pochissime coproduzioni italo-cinesi degli ultimi anni: "La ricetta italiana" (2022) diretto da Zuxin Hou, coprodotto da Rai Cinema, Beijing WD Pictures e altri soggetti cinesi con la partecipazione della Germania. Presentato in anteprima al Far East Film Festival e distribuito anche in Cina dove ha avuto un buon successo al botteghino locale. 

Un altro esempio indiretto – sebbene non una coproduzione formale – è stato il film C’è ancora domani (2025) di Paola Cortellesi che in Cina ha incassato oltre 6 milioni di dollari di box office locale in circa quattro settimane, un dato che mostra il potenziale di mercato cinese per i film italiani distribuiti ufficialmente, elemento rilevante per il valore economico in termini di distribuzione rispetto al solo mercato italiano o europeo. 

 

D'altra parte il mercato cinematografico cinese è tra i più grandi al mondo: nel primo semestre del 2025 ha raggiunto circa 4,07 miliardi di dollari di incassi al botteghino, con forte crescita rispetto all’anno prima, il che significa che qualsiasi film – anche co-prodotto o solo distribuito – può generare ricavi molto ampi in Cina, se riesce ad entrare nel circuito autorizzato delle sale. (riproduzione riservata)

 

 

 

 


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