Il Ministro del Commercio estero cinese ( Mofcom), di concerto con il Governo centrale, ha comunicato negli scorsi giorni l’abbassamento dei dazi per i prodotti lattiero-caseari europei dalla media del 42% in vigore dal 23 dicembre 2025 ad un range tra il 9,50% e l’11%, provvedimento confermato da European Diary Association (Eda) e da Eurolait.
Nell’agosto del 2024 era iniziata l’istruttoria da parte del Governo cinese per presunti sussidi europei ai produttori lattiero- caseari i cui prodotti contenevano una percentuale di grasso superiore al 10%, quale ritorsione all'Ue per l’introduzione di dazi maggiorati per l’importazione di autovetture elettriche cinesi. L’indagine che si dovrebbe chiudere entro il prossimo 21 febbraio ha avuto questa svolta positiva ed inaspettata anche alla luce della disponibilità di una revisione dei dazi di autovetture elettriche cinesi da parte dell’Unione Europea.
Per le aziende europee ed in particolare per quelle italiane l’anno appena aperto dovrebbe compensare il calo delle esportazioni pari al 17%. Dopo l’era Covid, si era avuto un incremento rilevante come attestano i dati presentati a novembre scorso dall’Ice di Shanghai che attestavano una crescita del 25% (cagr) nell’arco del quinquennio.
Nel comparto lattiero-caseario, non esiste una competizione tra Italia e Cina sui prodotti di questo settore, eccetto per il mercato dello yogurt che in Cina è nelle mani dei due maggiori gruppi, Yili dell’Inner Mongolia e Mengniu, cui si affiancano Bright Diary e Junlebao.
L'export italiano in Cina è trainato essenzialmente dal Parmigiano e dal mascarpone. Secondo i dati di Assolatte delle 10.000 tonnellate esportate nella Repubblica popolare il 75% è rappresentato dal mascarpone quale ingrediente fondamentale nella preparazione del tiramisù diffuso e apprezzato dai consumatori cinesi. L’altro 25% è costituito da Parmigiano, Grana Padano, gorgonzola e mozzarella di latte vaccino.
La Cina è uno dei Paesi al mondo con la più alta percentuale di importazione di prodotti lattiero-caseari, soprattutto del latte in polvere per l’infanzia, a seguito degli scandali dell’ Infant formula di alcuni anni orsono. Nel periodo gennaio-novembre dall’Europa sono stati importate 524.000 tonnellate di cui il 14,5% costituito da formaggi.
Il mercato dei formaggi a pasta molle non ha ancora un consumo così massiccio. Il latte ed i relativi succedanei hanno altresì una presenza insignificante per la parte europea mentre dall’Australia e specialmente dalla Nuova Zelanda non solo il latte a lunga conservazione ma i formaggi hanno a quantità e a valore una presenza significativa.
La Nuova Zelanda occupa la primazia del mercato con una quota pari al 45% godendo del beneficio del China Free Trade Agreement sottoscritto nel 2008 con la condizione di duty-free. A questo si aggiunge l’Australia, beneficiaria anch’essa del FTA del 2022 con una quota di mercato del 6%. L’Europa ha una quota di mercato del 28% e l’Italia è il secondo esportatore dopo la Francia. Gli Stati Uniti hanno una quota di mercato del 13%.
Un'opportunità in più per l'Italia nell'export delle sue specialità è l'estensione in corso della catena del freddo che può favorire la distribuzione anche attraverso l’e-commerce anche in città di terza e quarta fascia. Proprio in questi giorni China Federation of Logistics & Purchasing (Cflp) ha comunicato che nel 2025 il settore della cold-chain ha avuto un’espansione anche in relazione ad una maggiore domanda di prodotti freschi e di qualità con una capacità di stoccaggio pari a 267 milioni di tonnellate con un incremento del 5,53% anno su anno.
Inoltre, con l’enfasi che i media cinesi stanno offrendo in questi giorni a riguardo delle prossime Olimpiadi invernali Milano-Cortina possono crearsi le premesse di una maggior conoscenza e diffusione non solo dei prodotti lattiero-caseari ma di tutto il comparto agro-alimentare, componente della cucina italiana, patrimonio immateriale dell’umanità, fresca della decisione Unesco. (riproduzione riservata)
* corrispondente da Shanghai, dove vive e lavora da 30 anni