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BolognaFiere porta a Guangzhou il Made in Italy delle private label

Dieci aziende italiane protagoniste a MARCA China 2026, nel cuore economico della Cina meridionale. Dopo Guangzhou, a settembre il calendario del Made in Italy prosegue a Shanghai con la meccanica di Wire China e con una missione dedicata ad architettura e design


10/09/2026 16:44

di Mauro Romano - Class Editori

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Antonio Bruzzone, ceo di Bologna Fiere

Il Made in Italy, in cerca di nuove strade per crescere sul mercato cinese, guarda con crescente attenzione anche alla marca del distributore. È questo il terreno su cui si è mossa MARCA China 2026, la manifestazione organizzata l’8 e 9 settembre al Poly World Trade Expo Centre di Guangzhou da BolognaFiere China, in collaborazione con la Guangdong Chain Operation Association.

Giunta alla quinta edizione, MARCA China è l'estensione asiatica di MARCA by BolognaFiere & ADM e punta a mettere direttamente in contatto produttori e retailer interessati allo sviluppo delle private label. L'edizione 2026 ha occupato 10 mila metri quadrati e ha rafforzato il programma con forum, aree tematiche e attività di incontro fra domanda e offerta rivolte a buyer e operatori professionali asiatici. 

Per BolognaFiere, l'iniziativa si inserisce in una presenza ormai strutturale sul mercato cinese. Il gruppo fieristico bolognese è stato, nel 2005, il primo operatore fieristico internazionale a stabilire una presenza diretta in Cina e oggi organizza manifestazioni in diversi hub asiatici. 

Al centro della partecipazione italiana a Guangzhou c'è stata la collettiva realizzata con il sostegno di ICE-Agenzia, che ha riunito dieci imprese del food e del non-food: Compagnia Alimentare Italiana-C.A.I., La Gioia Bella, Raff, Mediterranea Foods, Roncadin, Coind, Trufleat, Cerreto, La Reinese e Chemical Flacer.

Un piccolo spaccato della capacità produttiva italiana applicata alla marca privata: dagli oli d'oliva ai prodotti caseari e biologici, dal caffè alla pizza e ai surgelati, fino ai condimenti, ai prodotti freschi e alle soluzioni per la cura della casa. 

La formula è interessante perché propone alle aziende italiane una modalità di ingresso in Cina diversa dalla costruzione di un proprio marchio sul mercato locale. La private label permette infatti ai produttori di mettere capacità industriale, ricette, qualità e know-how Made in Italy al servizio di retailer e distributori asiatici, sviluppando prodotti destinati alle loro insegne.

È un modello che assume particolare interesse in una fase in cui la distribuzione cinese sta cercando di differenziare maggiormente l'offerta e di aumentare il valore dei prodotti a marchio proprio. Secondo BolognaFiere, la quota a valore della MDD sul mercato cinese si colloca attualmente intorno al 5%, lasciando quindi un significativo spazio di sviluppo.

Secondo i dati riportati da MARCA/BolognaFiere, nel 2025 le vendite private label di supermercati e catene retail in Cina avrebbero superato 380 miliardi di yuan (circa 57 miliardi di dollari), +17% sull'anno precedente, arrivando al 9,2% delle vendite retail considerate; la China Chain Store & Franchise Association prevede inoltre una crescita annua delle vendite private label nell'ordine del 15% nei prossimi cinque anni.

Nel programma è stata inserita anche una visita al METRO Guangzhou Tianhe Store, riservata agli espositori italiani, con l'obiettivo di osservare direttamente come la private label viene presentata, gestita e valorizzata nella distribuzione cinese, con un'attenzione specifica al prodotto italiano. 

È un elemento non secondario della strategia. Per un'impresa che vuole lavorare con il retail cinese non basta infatti esportare un prodotto già pensato per il mercato europeo: occorre comprenderne posizionamento, confezionamento, assortimenti, fasce di prezzo e modalità di presentazione al consumatore locale.

La scelta di Guangzhou, inoltre, colloca MARCA China in uno dei principali poli economici e commerciali della Cina meridionale e al centro della Greater Bay Area. La fiera diventa così per BolognaFiere uno strumento non soltanto di promozione del Made in Italy, ma di costruzione di rapporti B2B tra industria italiana e sistema distributivo asiatico.

MARCA China è soltanto il primo di una serie di appuntamenti italiani in Cina nel mese di settembre. Il calendario ufficiale ICE indica infatti altre due iniziative in programma entro la fine del mese. 

Dal 21 al 24 settembre, a Shanghai, sarà la volta del Padiglione Nazionale Italiano a Wire China 2026, organizzato da ICE-Agenzia in collaborazione con ACIMAF, l'associazione italiana dei costruttori di macchine per filo. La collettiva italiana avrà a disposizione un'area di 264 metri quadrati nella Hall E1 dello Shanghai New International Expo Centre. 

Wire China, giunta alla dodicesima edizione, è uno degli appuntamenti asiatici di riferimento per l'industria del filo e del cavo. Si svolgerà insieme a Tube China e le due manifestazioni occuperanno complessivamente oltre 115 mila metri quadrati, con più di 1.600 espositori internazionali attesi. 

Per l'Italia si tratta di un comparto particolarmente significativo: macchinari, impianti e tecnologie per la lavorazione di fili e cavi sono una componente ad alto contenuto tecnologico della meccanica strumentale italiana. La domanda cinese è alimentata, fra l'altro, dagli investimenti nelle infrastrutture, nella mobilità elettrica, nelle energie rinnovabili, nella digitalizzazione e nella manifattura avanzata. 

L'ultimo appuntamento cinese di settembre sposterà invece l'attenzione dall'industria al mondo della creatività. Dal 26 al 30 settembre, sempre a Shanghai, ICE-Agenzia ha programmato la prima partecipazione organizzata di studi italiani di architettura, interior design, product design e fashion design alla World Design Cities Conference. 

All'interno del China State Shipbuilding Corporation Pavilion verrà realizzato uno Spazio Italia di circa 100 metri quadrati, con dieci postazioni business riservate agli studi italiani. Il programma prevede seminari, incontri B2B con operatori cinesi selezionati, visite presso aziende locali e un evento conclusivo di networking. Per ciascuno studio partecipante l'ufficio ICE di Shanghai predisporrà inoltre un'agenda personalizzata di incontri con potenziali interlocutori cinesi. 

La missione è significativa perché estende la promozione italiana oltre il tradizionale prodotto Made in Italy: ciò che viene proposto al mercato cinese è in questo caso il know-how progettuale italiano, dall'architettura agli interni fino al product e fashion design. (riproduzione riservata)

 



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