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Cresce l'appeal della Cina tra gli studenti, piace il mix di tradizione e futuro

Lo attesta una ricerca Ipsos-Doxa commissionata da Fondazione Intercultura effettuata mettendo a confronto un campione rappresentativo di 500 studenti italiani tra i 14 e i 19 anni con 114 ex partecipanti ai programmi di mobilità annuali in Cina. L'interesse per il Dragone è salito dal 29% del 2017 al 45% del 2026


01/10/2026 13:25

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

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Elisa Zambito Marsala, responsabile Education di Intesa Sanpaolo

L'attrattività della Cina come destinazione per un periodo di studio sta crescendo negli ultimi anni in modo significativo tra i giovani, mentre si riduce l'appeal degli Stati Uniti. Il dato emerge da una ricerca che Fondazione Intercultura ets ha affidato a Ipsos-Doxa per comprendere la percezione e l'attrattività della Cina, mettendo a confronto un campione rappresentativo di 500 studenti italiani tra i 14 e i 19 anni con 114 ex partecipanti ai programmi di mobilità annuali in Cina con Intercultura.

Secondo la ricerca l'interesse per la Cina è salito dal 29% del 2017 al 45% del 2026, mentre gli Stati Uniti assorbono una quota di interesse più contenuta rispetto al passato dal 72% rispetto all'84% precedente.

L'interesse verso la Cina è trainato da un forte dualismo tra futuro e tradizione. Gli studenti italiani sono attratti principalmente dall'innovazione tecnologica (45%) e dallo stile di vita (41%), riconoscendo al Paese il vantaggio esclusivo di offrire l'accesso a mercati e tecnologie emergenti (44%).

Parallelamente, cresce il desiderio di imparare il cinese, che si attesta come la seconda lingua non occidentale più desiderata (37%) dopo il giapponese. Tra il nucleo dei ragazzi "molto interessati" alla Cina (il 28% del totale, composto prevalentemente da ragazze di 14-15 anni dei licei), l'interesse ad apprendere la lingua schizza addirittura al 63%. Nel complesso, anche il sentiment generale verso il Paese è migliorato nettamente, con l'opinione positiva degli studenti che passa dal 54% del 2017 all'88% odierno.

Parallelamente, se la curiosità verso una cultura differente è la vera spinta per scegliere un'esperienza di studio in Cina (64%), l'indagine evidenzia un radicale cambio di paradigma su come superare le barriere oggettive per la partecipazione ad esperienze di studio, prime fra tutte la complessità della lingua (71%) e la lontananza geografica (67%).

Rispetto allo studio del 2017, quando gli intervistati dichiaravano che per partecipare ad un'esperienza in Cina si doveva contare quasi esclusivamente sulle doti caratteriali personali (forte motivazione, intraprendenza, ecc.), oggi il 95% degli intervistati ritiene fondamentale poter contare su una rete di sostegno strutturata.

Diventa quindi cruciale il sostegno di esperti di mobilità, della famiglia, delle testimonianze dei coetanei che hanno già partecipato ad esperienze in Cina e, non da ultimo, delle istituzioni scolastiche. La scuola stessa si conferma una "porta d'accesso" importante alla cultura cinese: il 21% degli studenti dichiara di esservi entrato in contatto grazie ai libri di testo o ad attività promosse dai propri insegnanti.

"Preparare i giovani alle sfide di un mondo sempre più globale significa offrire loro occasioni concrete di crescita, confronto e apertura verso culture e mercati internazionali", ha commentato in proposito Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, commentando i risultati della ricerca.

"I risultati di questa ricerca confermano il valore delle esperienze di mobilità studentesca nello sviluppo di competenze linguistiche, interculturali e relazionali sempre più richieste nei percorsi di studio e nel lavoro", prosegue Zambito Marsala, precisando che "per Intesa Sanpaolo sostenere programmi come quelli di Fondazione Intercultura significa investire nel capitale umano del Paese, promuovendo opportunità educative capaci di ampliare gli orizzonti dei ragazzi, rafforzarne l'autonomia e accompagnarli nella costruzione di una cittadinanza più aperta, consapevole e globale". (riproduzione riservata)




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