MENU
Politica

I dazi europei anti-Cina sarebbero più dannosi che utili

Lo sostengono i ricercatori dell'Ifo, un think tank tedesco che hanno analizzato i costi economici delle misure protezionistiche, Secondo questi analisti l'aumento dei costi indebolisce, in particolare, la posizione competitiva delle aziende orientate all'esportazione rispetto ai loro concorrenti esteri


29/09/2026 14:06

di Mauro Romano - Class Editori

news
Lisandra Flach, director dell'Ifo

I dazi aggiuntivi dell'Ue sulle importazioni cinesi possono eliminare solo in parte le dipendenze critiche e la pressione concorrenziale sleale esercitata dalla Cina, secondo Lisandra Flach e Andreas Baur, ricercatori dell'Ifo, il think tank tedesco con sede a Monaco.

"A seconda di come vengono strutturati, i dazi comportano costi economici considerevoli e spesso anche conseguenze indesiderate. La loro adeguatezza dipende in larga misura dall'obiettivo che intendono perseguire", afferma Flach, direttrice dell'Ifo Center for International Economics.

"Soprattutto, però, non possono sostituire le misure volte a rafforzare la competitività e la capacità innovativa di un Paese. Una riduzione della pressione concorrenziale potrebbe addirittura indebolire ulteriormente gli incentivi all'innovazione nei settori protetti".

I costi dei dazi compensativi imposti sulle importazioni sovvenzionate non gravano soltanto sulle famiglie, ma anche sulle imprese che utilizzano input cinesi. "L'aumento dei costi indebolisce, in particolare, la posizione competitiva delle aziende orientate all'esportazione rispetto ai loro concorrenti esteri", afferma Baur, vicedirettore dell'Ifo Center for International Economics.

Inoltre, tali dazi non si applicano ai mercati al di fuori dell'Ue. Si tratta di un problema serio per l'industria europea, che vende circa un quarto della propria produzione al di fuori dell'Ue, mentre per alcuni settori la quota è persino molto più elevata.

L'Ue non dovrebbe quindi gestire da sola i rapporti con la Cina, ma piuttosto cercare di coinvolgere selettivamente alcuni alleati. Insieme, il loro potere negoziale nei confronti di Pechino sarebbe significativamente maggiore. Sarebbe importante garantire che le misure adottate dall'Ue non finiscano per danneggiare proprio quei partner di cui avrebbe bisogno per un approccio coordinato.

Tra queste figurano, per esempio, i requisiti di "Buy European", che escludono i partner con accordi commerciali con l'Ue, o i dazi protettivi generalizzati che non distinguono in base al Paese di origine. Se tali misure diventassero un precedente a livello internazionale, alla fine sarebbe l'industria europea orientata all'esportazione a rimetterci. (riproduzione riservata)


Chiudi finestra
Accedi