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Industria

Byd e Xpeng in trattative con Stellantis e Vw per produrre in Europa

Dopo le indiscrezioni delle ultime settimane, sono arrivate le conferme da parte dei dirigenti dei due gruppi auto cinesi, entrambi interessati a rilevare capacità produttiva nel Vecchio Continente, acquisendo alcune fabbriche sotto utilizzate in Germania e in Italia. Qui si parla di Cassino e Mirafiori


14/05/2026 10:58

di Andrea Boeris - Class Editori

settimanale
Stella Le, responsabile Europa di Byd

Due dei maggiori gruppi automobilistici cinesi, Byd e Xpeng, hanno confermato, per bocca dei loro massimi dirigenti, di essere in trattative con Stellantis e Vw, rispettivamente, per acquisire loro stabilimenti in Europa.

Per conto di Byd ha parlato Stella Li, executive vice president del gruppo e responsabile delle attività internazionali, a margine del Future of the Car del Financial Times che si è tenuto a Londra.

«Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende. Cerchiamo impianti disponibili in Europa perché vogliamo sfruttare la capacità produttiva inutilizzata», ha dichiarato Li, sottolineando l'interesse del gruppo per soluzioni industriali già operative piuttosto che per nuovi investimenti greenfield.

In particolare nel mirino del costruttore cinese ci sarebbero impianti in Europa quasi inattivi o a ridotto utilizzo della capacità produttiva e, guardando all'Italia, Byd dovrebbe quindi aver messo gli occhi addosso a due realtà come quelle di Cassino e Mirafiori: la prima fabbrica sconta il rinvio al 2028 dei nuovi modelli Alfa Romeo inizialmente previsti solo elettrici ed è quasi ferma, mentre lo stabilimento di Torino si sta riprendendo grazie alla Fiat 500 ibrida, ma produce un solo modello ed è quindi sottoutilizzato.

Li ha anche dichiarato che Byd alla ricerca di marchi storici europei, citando il marchio di lusso Maserati di Stellantis come «molto interessante». Stellantis, interpellata sulla questione, ha risposto con l'ormai solita affermazione e cioè ch «nell'ambito della normale conduzione degli affari, Stellantis intrattiene discussioni con una serie di operatori del settore».

Secondo quanto emerso, non ci sarebbero vere e proprie trattative già in corso, ma Byd sarebbe interessata a entrare in siti produttivi già esistenti per accelerare la propria crescita nel mercato europeo, dove le vendite del marchio stanno registrando un forte incremento grazie alla crescente domanda di veicoli elettrici e alla maggiore sensibilità ai costi energetici.

In Europa, Byd sta accelerando l'espansione anche attraverso il rafforzamento della rete commerciale e il reclutamento di manager provenienti dai concorrenti, con particolare attenzione al marchio premium Denza.

Stellantis ha recentemente annunciato una maggiore collaborazione anche con Leapmotor, prevedendo la produzione di veicoli elettrici in alcuni stabilimenti in Spagna destinati al partner cinese. E lo stesso ceo Antonio Filosa , sempre nell'ambito dell'evento di settore del Financial Times, ha spiegato che «le partnership faranno parte della strategia del gruppo».

Proprio la disponibilità di capacità produttiva in eccesso in Europa è la chiave dell'interesse di Byd, che però preferirebbe, secondo quanto dichiarato da Li, operare gli impianti in autonomia piuttosto che attraverso joint venture, optando quindi per una strategia di controllo diretto delle operazioni industriali. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi da milanofinanza)

Per conto di XPeng, Elvis Cheng, managing director di Xpeng per il Nord-Est Europa, ha detto, intervenendo allo stesso summit, Future of the Car, organizzato dal Financial Times che «stiamo discutendo con Volkswagen per capire se esista la possibilità di trovare una sede qui in Europa», ha dichiarato il manager. Il dialogo si inserisce in un rapporto già consolidato tra le due aziende. Nel 2023 Volkswagen aveva investito 700 milioni di dollari in Xpeng acquisendo una quota del 5% e avviando una partnership per lo sviluppo congiunto di modelli elettrici destinati al mercato cinese.

Anche per il gruppo tedesco la possibile operazione rappresenterebbe anche una risposta al problema della sovraccapacità produttiva in Europa. Volkswagen sta portando avanti un ampio piano di ristrutturazione che prevede la riduzione della capacità produttiva di circa 750 mila veicoli l’anno e il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro in Germania entro il 2030. Il costruttore punta inoltre a eliminare altri 500 mila veicoli di capacità annua in Europa, concentrandosi soprattutto sugli stabilimenti meno utilizzati.

Negli ultimi mesi il ceo del gruppo, Oliver Blume, aveva già aperto all’ipotesi di utilizzare gli impianti europei per partner cinesi o per produrre modelli oggi assemblati in Cina. «Stiamo valutando se esistano opportunità per i nostri partner cinesi in Europa di utilizzare parte della capacità in eccesso», aveva spiegato a fine aprile.

Attualmente Xpeng produce i veicoli destinati al mercato europeo presso lo stabilimento austriaco di Magna Steyr, ma secondo Cheng la capacità disponibile starebbe rapidamente esaurendosi. Il manager ha anche lasciato intendere che alcune fabbriche europee tradizionali potrebbero non essere adatte alle future esigenze tecnologiche del gruppo cinese. «Non tutte le fabbriche soddisfano i requisiti dei nostri prodotti più recenti o futuri», ha spiegato, aggiungendo che gli impianti Volkswagen sarebbero «un po’ datati».

Per questo motivo Xpeng starebbe valutando anche la costruzione di una nuova fabbrica in Europa, seguendo una strategia simile a quella adottata da altri gruppi cinesi dell’auto elettrica come Byd, che ha costruito già uno stabilimento in Ungheria, e Chery, impegnati a rafforzare la presenza industriale nel continente per aggirare dazi e tensioni commerciali.

Oltre alle auto elettriche, Xpeng punta a espandere in Europa anche le attività più futuristiche del gruppo. L’azienda sta infatti sviluppando auto volanti e robot umanoidi, tecnologie che potrebbero arrivare sul mercato europeo già dal prossimo anno. (qui il testo dell'articolo pubblicato oggi da milanofinanza)


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