Dopo il successo del lancio sul mercato tedesco, la cinese Geely Auto in sole 48 ore ha completato le presentazioni in altri quattro paesi europei chiave ossia Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Ora, insieme a alla presenza in Francia, Ungheria, Regno Unito e Italia, dove è responsabile Marco Santucci, Geely Auto copre importanti regioni dell'Europa centrale e occidentale.
Con la commercializzazione dei suoi due nuovi modelli ad alta efficienza energetica, la Geely E5 e la Starray EM-i, il marchio cinese ha ampliato la rete nei 20 mercati europei principali, frutto di una strategia di globalizzazione del brand, che da “ingresso nel mercato” punta a “localizzazione profonda”.
Geely si sta lanciando con iniziative rapide, ad alta densità, come l'evento a Cuijk, nei Paesi Bassi, strategicamente al confine con il Belgio, una mossa volta a consolidare la presenza in tutto il Benelux.
In Germania, ha avviato l'attività nel Nord Reno-Westfalia, il land più popoloso del Paese, con il più alto potenziale di mercato automobilistico. A supporto dell'espansione, il management ha istituito un Centro regionale ricambi ad Amsterdam, creando una rete logistica composta dal magazzino centrale europeo e dai magazzini satellite nazionali: questo sistema offre una copertura di assistenza completa per Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Germania e Francia.
Parallelamente, in ogni mercato, sono stati introdotti programmi di garanzia localizzati e un servizio di assistenza stradale 24 ore su 24, 7 giorni su 7: tutto questo, per costruire un ecosistema di servizi integrato. In futuro, Geely Auto continuerà a rafforzare la localizzazione dell'intera catena del valore in Europa, ottimizzando ulteriormente la propria rete di vendita e assistenza in tutto il continente.
L'anno scorso la produzione di veicoli elettrici di Geely è stata di 1,24 milioni di unità, il 150% in più del 2024, e i modelli di punta della serie, Geely E5 e Starray EM-i, sono stati lanciati in oltre 40 paesi.
L'ingresso accelerato di questi modelli nei principali mercati europei è stato supportato dagli investimenti in centri di ricerca e sviluppo e di progettazione in Germania, Svezia, Regno Unito e Italia, che hanno consentito ai team europei di servire gli utenti tenendo conto delle esigenze locali di mobilità. Entrambi i modelli hanno ottenuto la valutazione di cinque stelle Euro NCAP per la sicurezza, soddisfacendo gli standard Ue in materia di sicurezza strutturale, integrità della batteria ed emissioni ambientali.
La crescita di Geely Auto in Europa è il risultato di vent'anni di sviluppo industriale, iniziato nel 2006, successivamente implementato con l'acquisto di Volvo e Lotus. È, inoltre, diventata il primo membro asiatico dell'International Automotive Task Force (IATF), acquisendo un ruolo di primo piano nella definizione degli standard automobilistici globali.
Ora l'obiettivo del costruttore è introdurre un maggior numero di prodotti nev su misura per le esigenze europee, grazie ai suoi centri di ricerca e sviluppo, con la localizzazione finale in Europa dell'intera catena del valore, cioè ricerca e sviluppo, produzione, fornitura e vendita.
In questa direzione alcuni giorni fa è stata costituita Geely Tech Europe, unificando i centri di ricerca e sviluppo (R&D) già presenti in Europa, a Göteborg (Svezia) e Francoforte (Germania), sotto la guida di Giovanni Lanfranchi, gia manager di lungo corso alla Ibm e dal 2003 in forza a Geely.
Geely Tech Europe lavorerà a stretto contatto con il Geely Research Institute in Cina per sviluppare piattaforme globali, destinate a trovare applicazione su tutti i marchi del gruppo, da Zeekr a Lynk & Co, da Volvo a Smart.
L’obiettivo è ridurre a meno di sei mesi il gap tra il lancio di un’auto in Cina e quello nel resto del mondo. Per "supportare gli aggressivi obiettivi di vendita del gruppo", si legge in una nota stampa, Geely Technology Europe punta - entro il 2027 - a raddoppiare i progetti delle nuove famiglie di modelli previste per l’Europa.
Secondo il costruttore cinese questa è anche la miglior risposta alla crisi che sta investendo il mercato europeo, dove i marchi storici continuano a registrare cali di vendite nei modelli tradizionali, come sta succedendo anche a Volvo.
Il costruttore svdese ha accusato un calo a doppia cifra (-11%) delle vendite globali nel primo trimestre, con flessioni in tutte le aree geografiche, mentre i modelli elettrici puri e ibridi plug-in rimangono il principale motore di crescita.
Le vendite globali sono scese dell'11% a 153.316 unità nel trimestre, con una punta (-17%) in Cina, mentre le consegne di modelli Bev sono cresciute globalmente del 12% nel trimestre, rappresentando il 23,7% di tutte le auto vendute, mentre mentre la quota di modelli ibridi plug-in si è attestata al 23,6%. (riproduzione riservata)