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Industria

VW rilancia sulla Cina, entro l'anno le sue auto avranno comandi vocali

Lo ha annunciato Thomas Ulbrich, cto di Volkswagen China, indicando che l'obiettivo è quello di rendere l'auto "come una sorta di compagna". L'assistente AI di bordo si avvarrà di tecnologie sviluppate dai colossi cinesi Tencent, Alibaba e Baidu. Intanto però il gruppo tedesco riduce la produzione a livello globale a partire dall'Europa


21/04/2026 17:44

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
Oliver Blume, ceo di Volkswagen

A partire dalla seconda metà di quest'anno, tutti i veicoli del marchio Volkswagen destinati al mercato cinese saranno dotati di agenti di intelligenza artificiale che consentiranno agli utenti di controllare le funzioni dell'auto tramite comandi vocali.

Lo ha annunciato Thomas Ulbrich, cto di Volkswagen China, durante un'intervista a Cnbc, indicando che l'obiettivo è quello di rendere l'auto "come una sorta di compagna".

L'assistente AI di bordo si avvarrà di tecnologie sviluppate dai colossi cinesi Tencent, Alibaba e Baidu, per creare uno strumento dotato di "personalità" in grado di anticipare le esigenze del conducente, ha precisato il manager.

Negli ultimi anni, Volkswagen ha investito massicciamente nel mercato cinese, acquisendo partecipazioni in case automobilistiche locali come Xpeng e nel produttore di chip per il settore automobilistico Horizon Robotics. Grazie a queste partnership, l'azienda tedesca non si avvale dei chip Nvidia nelle sue auto destinate al mercato cinese.

Contemporaneamente all'annuncio parte della campagna strategica delle quote di mercato nel maggior mercato mondiale dell'auto, Vw si prepara a un taglio significativo della capacità produttiva globale, fino a un milione di veicoli entro il 2028., decisione drastica ma probabilmente inevitabile, perché riflette il cambiamento ormai strutturale del mercato dell'auto soprattutto in Europa e le crescenti pressioni su costi e domanda.

A indicarlo in una conversazione con Manager Magazin è stato lo stesso amministratore delegato Oliver Blume, secondo cui "la sovraccapacità non è sostenibile nel lungo periodo" e i modelli previsionali basati sui volumi del passato "non sono più realistici" nell'attuale contesto competitivo.

Negli ultimi anni il gruppo ha già eliminato circa un milione di unità di capacità produttiva in Cina. Ora il piano prevede un'ulteriore riduzione di pari entità in Europa, concentrata sugli impianti dei marchi Volkswagen e Audi entro il 2028: un milione in meno anche nel Vecchio Continenti per i due brand. L'obiettivo è portare la capacità complessiva dai precedenti oltre 12 milioni a circa 9 milioni di veicoli annui, livello ritenuto più sostenibile rispetto alla domanda globale.

Alla base della revisione strategica c'è il calo strutturale delle vendite globali: dopo la pandemia di Covid-19, il mercato si è stabilizzato intorno ai 9 milioni di auto l'anno, contro gli 11 milioni del 2019. A pesare sono anche fattori esogeni: i dazi commerciali statunitensi introdotti durante la presidenza di Donald Trump, la crescente pressione competitiva in Cina, la debolezza del mercato europeo e le recenti tensioni legate alla guerra in Medio Oriente. "Stiamo facendo progressi senza precedenti nella riduzione dei costi, ma continuiamo a essere gravati da capacità in eccesso", ha sottolineato Blume.

Il ridimensionamento industriale avrà effetti anche sull'occupazione. Alla fine del 2024 Volkswagen ha raggiunto un accordo con il consiglio di fabbrica per tagliare 35 mila posti in Germania. In totale il gruppo, che al suo interno include anche Porsche, potrebbe arrivare a una riduzione di circa 50 mila posti entro il 2030. Ma il riequilibrio della capacità produttiva e il conseguente taglio di lavoratori diventa in questa una leva fondamentale per difendere margini e sostenibilità finanziaria.

Nel frattempo però il colosso tedesco valuta nuove opzioni strategiche negli Stati Uniti, dove sta sviluppando il marchio Scout. Il gruppo non esclude partnership industriali per ridurre i rischi del progetto, mentre resta sul tavolo anche l'ipotesi di una futura quotazione. Negli Usa è in costruzione un nuovo stabilimento in Carolina del Sud, snodo chiave per il rilancio sul mercato nordamericano. (riproduzione riservata)


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