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Dalla Cina all’Europa, Madrid apre la corsa dei robotaxi nella Ue

WeRide (Cina) ha comunicato che entro la fine dell’anno avvierà nella capitale spagnola un servizio pilota commerciale di auto a guida autonoma in collaborazione con Uber (Usa) e con l’operatore di mobilità AVOMO (Spagna). Si tratterà del primo progetto aperto al pubblico nel Paese


03/06/2026 16:41

di Mauro Romano - Class Editori

settimanale
I robotaxi di WeRide

La mobilità del futuro ha già preso forma nelle grandi metropoli cinesi e si prepara ora a sbarcare in Europa. I robotaxi, veicoli a guida autonoma capaci di trasportare passeggeri senza l’intervento umano al volante, stanno infatti passando dalla fase sperimentale a quella commerciale, segnando una delle più importanti trasformazioni del trasporto urbano degli ultimi decenni.

L’annuncio arrivato da WeRide, una delle principali aziende cinesi specializzate nella guida autonoma, rappresenta un ulteriore passo in questa direzione. La società ha comunicato che entro la fine dell’anno avvierà a Madrid un servizio pilota commerciale di robotaxi in collaborazione con Uber e con l’operatore spagnolo di mobilità AVOMO. Si tratterà del primo progetto aperto al pubblico in Spagna e di uno dei più significativi esperimenti europei nel settore della mobilità autonoma.

Il modello operativo è chiaro: WeRide fornirà la tecnologia di guida autonoma e i veicoli, Uber metterà a disposizione la propria piattaforma di prenotazione e la vasta base di utenti, mentre AVOMO gestirà le operazioni locali e il rispetto delle normative vigenti. Una volta attivo il servizio, i cittadini madrileni potranno richiedere un robotaxi direttamente attraverso l’applicazione di Uber, esattamente come oggi prenotano una corsa tradizionale.

Nella fase iniziale saranno presenti a bordo operatori di sicurezza qualificati, una misura prevista dalla legislazione spagnola e adottata in molti progetti analoghi nel mondo. L’obiettivo dichiarato è tuttavia quello di arrivare progressivamente a servizi completamente autonomi nelle principali aree urbane.

La scelta di Madrid dipende dal fatto che la capitale spagnola combina una forte domanda di mobilità, una popolazione urbana numerosa e un quadro normativo relativamente aperto all’innovazione tecnologica. Caratteristiche che la rendono un laboratorio ideale per testare una tecnologia destinata a cambiare il modo in cui ci spostiamo nelle città.

Se in Europa il fenomeno è ancora agli inizi, in Cina i robotaxi sono ormai una realtà consolidata. WeRide, Baidu Apollo Go e Pony.ai operano già flotte di veicoli autonomi in numerose città, da Pechino a Guangzhou, da Shenzhen a Wuhan. In alcune aree urbane migliaia di utenti utilizzano quotidianamente questi servizi, contribuendo ad accumulare dati preziosi per migliorare sicurezza, efficienza e affidabilità dei sistemi di guida automatizzata.

Il vantaggio cinese nasce da una combinazione di fattori: ingenti investimenti pubblici e privati, un ecosistema tecnologico particolarmente avanzato e una regolamentazione che, pur mantenendo elevati standard di sicurezza, favorisce la sperimentazione su larga scala. Questo ha consentito alle aziende del settore di sviluppare rapidamente tecnologie sempre più mature e competitive.

L’arrivo dei robotaxi in Europa rappresenta dunque un passaggio strategico per l’intera industria. Non si tratta soltanto di introdurre nuovi veicoli sulle strade, ma di ridefinire il concetto stesso di mobilità urbana. Riduzione dei costi operativi, maggiore disponibilità del servizio, diminuzione degli errori umani e integrazione con i sistemi di trasporto pubblico sono alcuni dei vantaggi indicati dai sostenitori della guida autonoma.

Restano naturalmente aperte questioni importanti, dalla sicurezza informatica alla responsabilità in caso di incidente, fino all’impatto occupazionale sul settore del trasporto professionale. Tuttavia la direzione appare ormai tracciata. Dopo aver conquistato le città cinesi, i robotaxi si preparano a percorrere le strade europee. Madrid sarà il primo grande banco di prova di una rivoluzione che potrebbe trasformare per sempre il modo di muoversi nelle metropoli del continente. (riproduzione riservata)


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