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Industria

Technoprobe, nel mercato cinese delle probe-card per AI punta a 100 milioni

La società della famiglia Crippa specializzata nella vendita di soluzioni per il testi dei chip in particolare quelli per lo sviluppo di applicazione per l'AI ha completato l'avvio di una jv con il socio cinese, in minoranza. E si aspetta un fatturato di 30 milioni di euro già nel 2027, mentre il titolo vola alla borsa di Milano


18/08/2026 16:24

di Francesca Gerosa - Class Editori

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Roberto Alessandro Crippa, vicepresidente di Technoprobe

Technoprobe ha annunciato venerdì 14 a mercato chiuso il completamento degli adempimenti necessari alla costituzione della partnership strategica in Cina. In un anno il titolo ha messo a segno un +388% beneficiano soprattutto la famiglia Crippa, che controlla Technoprobe.

Il partner locale ha investito 35 milioni di dollari per una quota del 30% di Nexprobe Semiconductor, controllata cinese del produttore italiano di soluzioni per il testing dei chip, che manterrà quindi il 70%. L'accordo prevede, inoltre, diritti limitati di veto a tutela dell'investimento del partner e un obbligo di lock-up.

L'operazione era già stata annunciata a marzo e rientra nella strategia di ingresso di Technoprobe nel mercato cinese, con focus sul segmento delle probe card per applicazioni AI, attraverso un modello local-for-local, con capacità produttiva dedicata e il trasferimento di tecnologia proprietaria (più avanzata rispetto a quella disponibile sul mercato cinese, ma senza includere le soluzioni top di gamma del gruppo) con investimenti incrementali relativamente contenuti.

Il management del gruppo aveva indicato  che il solo mercato cinese delle probe card per AI potrebbe valere diverse centinaia di milioni di euro. Nelle sue stime Equita ha assunto un primo contributo dalla Cina di circa 30 milioni di euro nel 2027, in crescita a 80 milioni nel 2028 e verso 100 milioni nel 2029/2030. 

Al contempo la scorsa settimana l'azionista statunitense Teradyne, che detiene una partecipazione pari al 10% del capitale di Technoprobe, ha incrementato i propri diritti di voto dal 5,99% all'11,59%. "L'aumento dei diritti di voto di Teradyne era atteso. Confermiamo la nostra raccomandazione buy e il nostro target price a 40 euro sull'azione", precisa Banca Akros. Anche Equita ha ribadito il rating buy con un target price a 40 euro. (qui il testo dell'articolo pubblicato da milanofinanza)


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