Intelligenza artificiale ma non solo: l'argomento è stato al centro delle iniziative promosse recentemente nella città di Guangzhou, una delle principali della Greater Bay Area, dalla Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC), per rafforzare il dialogo economico tra Italia e Cina e valorizzare il contributo del Made in Italy in un contesto sempre più orientato all’innovazione.
Il momento centrale dell'iniziativa è stata, il 28 marzo scorso, la GBA Business Conference 2026, intitolata “AI Innovation and Human Creativity”, che ha riunito diversi partecipanti tra istituzioni, accademici e leader d’impresa italiani e cinesi. Nel panel – “From Disruption to the New Framework: Redesigning the China–Italy Business Playbook in the Age of AI” – si sono confrontati Giovanni Tria, già Ministro dell’Economia e delle Finanze, con Fan Gang, professore dell’Università di Pechino, con la moderazione di Mattia Marino (The European House Ambrosetti).
L’Intelligenza Artificiale Generativa ha ormai superato la dimensione puramente teorica: è diventata una componente sempre più integrata nei processi economici globali, è stato sottolineato. Per le imprese italiane attive sui mercati internazionali, e in particolare in Cina, la sfida non è più se la GenAI influenzerà il proprio settore, ma come governarne l’impatto con consapevolezza e visione strategica. Chi saprà superare la fase sperimentale per approdare a un’adozione strutturata, responsabile e strategica contribuirà a definire il prossimo capitolo di crescita, innovazione e vantaggio competitivo.
Giovanni Emanuele Corazza professore dell’Università di Bologna, ha introdotto il concetto di cyber-creativity come elemento chiave per il futuro della collaborazione tra Italia e Cina. L’intervento ha sottolineato come l’intelligenza artificiale non debba essere vista come sostitutiva, ma piuttosto come uno strumento capace di amplificare la creatività umana. In un contesto definito “post-informazionale”, competenze come creatività, adattabilità e spirito imprenditoriale emergono come fattori determinanti per la competitività di lungo periodo.
Un secondo panel, dedicato alle Pmi italiane ed europee attive nella Greater Bay Area, ha visto la partecipazione di Franco Fornari (Wang Jing & GH Law Firm), Simone Ciampi (Exprivia Asia) e Fabian Blake (European Union Chamber of Commerce in China), con la moderazione di Liam Ziqi Jia (EU SME Centre). Il confronto ha offerto spunti concreti su temi quali trasformazione digitale, contesto normativo e strategie di ingresso nel mercato, evidenziando al contempo la necessità di politiche di supporto mirate per favorire l’adozione delle tecnologie AI da parte delle piccole e medie imprese.
Dal confronto è emerso un messaggio semplice ma cruciale: l’effetto moltiplicatore della GenAI non si realizzerà automaticamente. Dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di integrare tecnologia, strategia e sviluppo del capitale umano in modo coordinato e orientato al futuro.
Per la Camera di Commercio Italiana in Cina, tutto ciò si traduce in una nuova sfida che consiste in un programma concreto di supporto agli associati: aggiornamenti tempestivi sulle evoluzioni normative, linee guida operative su governance dei dati e conformità all’intelligenza artificiale, accesso selezionato a partner tecnologici e centri di ricerca locali, oltre a iniziative mirate come conferenze, tavole rotonde, missioni imprenditoriali ed eventi di networking.
In questo modo, la Camera può contribuire a costruire una vera e propria comunità di pratica italo-cinese attorno all’innovazione digitale, rafforzando il posizionamento strategico delle imprese italiane e sostenendone la competitività in un contesto di mercato altamente avanzato e in rapida evoluzione.
Ad aprire i lavori sono stati gli interventi istituzionali dell’Ambasciatore d’Italia nella Rpc, Massimo Ambrosetti, del Presidente della CCIC Lorenzo Riccardi, del Vice Presidente di CCPIT Guangzhou Liu Zewu e del Vice Presidente della European Union Chamber of Commerce in China Gianni Di Giovanni.
Nel corso degli interventi è emersa con forza la solidità dei rapporti economico-commerciali tra i due Paesi, insieme alla consapevolezza che l’intelligenza artificiale rappresenti oggi un fattore trasformativo cruciale. In particolare, Guangzhou è stata indicata come uno dei motori principali della Greater Bay Area, capace di trainare l’integrazione tra economia digitale ed economia reale grazie a importanti investimenti e programmi dedicati all’AI.
Francesco Pensabene, Italian Trade Commissioner per Cina e Mongolia, ha offerto una panoramica aggiornata sulle tendenze del commercio estero cinese, evidenziando nuove prospettive per gli scambi bilaterali in uno scenario globale in rapido mutamento.
Tra le iniziative organizzate dalla Camera di commercio a Guangzhou una giornata è stata dedicata alla visita da parte di una trentina di rappresentanti di aziende italiane in Cina di due realtà d’eccellenza nei rispettivi settori: EHang, tra i principali player cinesi nella mobilità aerea avanzata e nella cosiddetta “low-altitude economy”, ed EssilorLuxottica, leader globale nel settore dell’eyewear e della cura della vista. La giornata ha rappresentato un’occasione concreta di confronto diretto con modelli industriali innovativi e con strategie di sviluppo tecnologico di primo piano. (riproduzione riservata)