Il 15° Piano Quinquennale per lo sviluppo economico e sociale della Cina (15° Fyp), pubblicato di recente, è estremamente importante, poiché, dal punto di vista aziendale, funge da tabella di marcia per il contesto imprenditoriale cinese nei prossimi cinque anni.
Non solo, questo piano arriva in un momento di crescente preoccupazione per il futuro delle relazioni economiche con la Cina, con una fiducia in calo delle imprese europee nel paese e un crescente deficit commerciale dell'UE, che ha raggiunto i 400 miliardi di euro nel 2025.
Il piano riflette in gran parte la continuità con il Piano precedente (14° Fyp), anche in settori che incidono direttamente sulle imprese a capitale estero (Fies). Ribadisce l'impegno a incoraggiare gli investimenti esteri e il reinvestimento, ad ampliare l'accesso al mercato, specialmente nel settore dei servizi, e a garantire il trattamento nazionale per le Fies, insieme a un ulteriore accorciamento della lista negativa, quella cioè che include i settori ancora chiusi alle imprese estere.
Si tratta di elementi positivi, in particolare l'invito a "rivedere e rettificare i documenti e i regolamenti che non sono conformi alla Legge sugli Investimenti Esteri", aspetto che non compariva nel 14° Fyp e che suggerisce il riconoscimento della necessità di ulteriori sforzi per garantire un'attuazione coerente e condizioni di parità.
Allo stesso tempo, il piano riconosce diverse sfide strutturali di fondo dell'economia cinese. I riferimenti alla "concorrenza involutiva" e l'enfasi sul rilancio dei consumi interni indicano la consapevolezza di persistenti squilibri tra offerta e domanda. Misure efficaci in queste aree potrebbero contribuire ad alleviare le pressioni interne e, col tempo, favorire un modello di crescita più equilibrato, con una minore dipendenza dalla domanda estera.
Sono benvenuti anche gli obiettivi ambientali delineati nel piano. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 del 17%, il rafforzamento dei meccanismi di certificazione della sostenibilità, l'espansione della produzione di carburanti sostenibili e il miglioramento dei sistemi di riciclaggio rappresentano potenziali aree di cooperazione rafforzata con le aziende europee, in particolare in settori in cui queste vantano competenze consolidate.
Tuttavia, questi elementi sono accompagnati da una continua enfasi sull'autosufficienza. Questa maggiore attenzione non dovrebbe sorprendere, specialmente in un contesto globale più volatile. Tuttavia, resta una preoccupazione per le Fies, in particolare nei settori in cui la Cina si sta avvicinando alla leadership tecnologica.
L'evoluzione dall'approccio più orientato agli obiettivi associato a "Made in China 2025" al concetto più ampio di "Nuove Forze Produttive di Alta Qualità" suggerisce un ampliamento del raggio d'azione per lo sviluppo sostenuto dallo Stato in tutti i settori strategici.
Sebbene i membri della Camera di Commercio Europea rimangano impegnati nel mercato cinese, l'esperienza negativa (determinata dalla perdita di quote di mercato e dalla concorrenza insostenibile) che molti hanno avuto nei settori del Made in China 2025 nel corso dell'ultimo decennio significa che le aziende affronteranno i prossimi cinque anni con cautela.
La Camera continuerà a fornire raccomandazioni alle autorità cinesi con l'obiettivo di garantire che la promessa del 15° piano di un trattamento nazionale per le Fies non venga compromessa dagli obiettivi di autosufficienza.
Infine, il 15° Fyp pone una forte enfasi sull'IA, coprendone lo sviluppo, la governance e l'applicazione. Di particolare rilevanza per le imprese è il potenziale utilizzo crescente dell'IA in settori quali la regolamentazione del mercato e la supervisione della sicurezza sul lavoro. Sebbene le implicazioni non siano ancora chiare, ciò suggerisce che l'IA potrebbe diventare più radicata nell'ambiente normativo.
Il piano fornisce dettagli limitati su come le Fies possano partecipare o beneficiare dello sviluppo dell'IA in Cina. Include un riferimento al miglioramento dell'accesso ai dati pubblici, questione sollevata nell’ European Business in China Position Paper 2025/2026 , ma non specifica come questo verrà implementato nella pratica.
Come lo sviluppo dell'IA influenzerà il contesto imprenditoriale cinese è forse la maggiore incognita all'inizio del periodo del 15° Fyp. Quello che è chiaro, tuttavia, è che indipendentemente dal fatto che le imprese scelgano o meno di utilizzare l'IA, probabilmente vi saranno sempre più esposte attraverso il suo utilizzo da parte del governo, una tendenza che dovrà essere monitorata nei prossimi anni.
Nel complesso, il 15° Fyp segnala continuità nell'indirizzo politico, riconoscendo al contempo un ambiente esterno più complesso e difficile. La sua efficacia dipenderà da come gli impegni dichiarati, in particolare per quanto riguarda l'accesso al mercato, la concorrenza leale e la coerenza normativa, verranno tradotti in pratica. I progressi in queste aree sarebbero importanti non solo per migliorare il contesto operativo per le imprese straniere in Cina, ma anche per sostenere relazioni economiche più equilibrate e stabili con i partner chiave. (riproduzione riservata)
*vicepresidente nazionale della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina, managing partner di D’Andrea & Partners Legal Counsel