MENU
Politica

Inflazione al palo anche in gennaio, in Cina prevale la deflazione

Su base annua, l'indice dei prezzi al consumo è salito in gennaio dello 0,2%, secondo i dati pubblicati oggi dall'Ufficio Nazionale di Statistica mentre il consenso degli economisti si aspettava almeno il doppio. Cala l'indice dei prezzi alla produzione ma meno del previsto


11/02/2026 15:34

di Alberto Chimenti - Class Editori

settimanale

L'inflazione cinese è aumentata meno del previsto a gennaio, mentre la discesa dei prezzi alla produzione è proseguita, segnalando pressioni deflazionistiche continue in assenza di stimoli più forti.

In gennaio, l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% a livello annuale, secondo i dati pubblicati oggi dall'Ufficio Nazionale di Statistica cinese, sotto le previsioni degli economisti che si aspettavano un aumento dello 0,4% a/a. A dicembre, l'incremento era stato dello 0,8% a/a, il livello più alto da quasi tre anni.

Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,2%, anche in questo caso al di sotto delle stime degli economisti al +0,3% m/m. L'indice dei prezzi al consumo core, che esclude quelli volatili di cibo ed energia, è aumentato dello 0,8% su base annua, in rallentamento rispetto all'1,2% di dicembre.

L'indice dei prezzi alla produzione è invece diminuito dell'1,4% rispetto a un anno fa, meglio delle aspettative di un calo dell'1,5%, mostrando un moderato miglioramento rispetto al -1,9% di dicembre. Su base mensile, l'inflazione dei prezzi alla produzione è aumentata dello 0,4%, registrando un miglioramento per il quarto mese consecutivo, in parte trainata dall'impennata dei prezzi globali dell'oro negli ultimi mesi.

Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management, osserva che i dati sono stati distorti dal calendario del Capodanno lunare, che quest'anno cade a metà febbraio, mentre l'anno scorso è stato a gennaio. «Questa discrepanza rende difficile l'interpretazione dei dati macro», ha puntualizzato l'esperto.

Zavier Wong, analista di mercato di eToro, condivide il punto di vista sulle distorsioni legate alle festività, sottolineando che «lo scorso gennaio i prezzi erano più influenzati dalle festività, mentre quest'anno non è così. Ha molto più senso considerare gennaio e febbraio come un unico dato aggregato piuttosto che analizzarli singolarmente».

La Cina fatica a scrollarsi di dosso le pressioni deflazionistiche dalla fine della pandemia, appesantita da un prolungato calo del settore immobiliare e da prospettive incerte per il mercato del lavoro. Le autorità hanno cercato di contenere le guerre di prezzo tra i settori, dove la sovraccapacità ha generato un eccesso di offerta e costretto le aziende a ridurre i prezzi.

I policymaker preferiscono che gli investimenti restino il principale motore di crescita, valutando eventuali misure di stimolo al consumo come un "aiuto una tantum" che aumenterebbe il loro debito, afferma Chetan Ahya, capo economista Asia di Morgan Stanley. (riproduzione riservata)


Chiudi finestra
Accedi