MENU
Politica

Terre rare, la Cina si impegna a continuare con le forniture

Lo ha precisato il portavoce del ministero cinese del Commercio, anche se l’accordo di tregua commerciale con gli Stati Uniti non dovesse essere prorogato oltre gennaio. Pechino e Bruxelles hanno concordato sulla possibilità di facilitare le forniture di terre rare attraverso un canale preferenziale volto a rendere più agevole il flusso delle esportazioni verso l’Europa.


15/10/2026 18:28

di Giusy Iorlano - Class Editori

news
He Yadong, portavoce del ministero del Commercio cinese

La Cina intende continuare a esportare terre rare verso l’Europa anche se l’accordo di tregua commerciale con gli Stati Uniti non dovesse essere prorogato oltre gennaio. È il messaggio lanciato da Pechino mentre resta incerto il futuro dell’intesa con Washington e l’Unione europea cerca di mettere al sicuro le forniture di materie prime fondamentali per l’industria.

He Yadong, portavoce del ministero cinese del Commercio, ha dichiarato a Cnbc che la Cina è disponibile a continuare ad approvare le licenze per l’esportazione di terre rare verso i Paesi europei. Una presa di posizione che distingue il rapporto commerciale con Bruxelles dal confronto con gli Stati Uniti, sul quale pesa la scadenza della tregua prevista per gennaio.

La questione nasce dalle restrizioni introdotte da Pechino nell’ottobre 2025, quando la Cina ha ampliato i controlli sulle esportazioni di terre rare, estendendoli anche a prodotti contenenti almeno lo 0,1% di materiali provenienti dal Paese.

La stretta era arrivata in risposta a una misura statunitense che aveva esteso le restrizioni commerciali alle società controllate da aziende cinesi già inserite nella lista nera americana, con un impatto potenziale su circa 20mila entità.

Alla fine di ottobre 2025, il presidente cinese Xi Jinping e quello americano Donald Trump avevano concordato di sospendere per un anno le rispettive misure. Successivamente, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva annunciato un’estensione di due mesi della tregua, portandone la scadenza a gennaio.

La scorsa settimana il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefcovic, ha incontrato a Pechino il ministro cinese del Commercio, Wang Wentao. Al centro dei colloqui, anche la possibilità di facilitare le forniture di terre rare attraverso un meccanismo definito «green channel», un canale preferenziale volto a rendere più agevole il flusso delle esportazioni verso l’Europa.

La disponibilità cinese, tuttavia, si accompagna a una richiesta: Pechino si aspetta che l’Unione europea sostenga le importazioni cinesi in alcuni comparti che rientrano nei settori a duplice uso, civile e militare.

I vertici della Commissione europea sono attesi a Bruxelles per esaminare gli sviluppi dei negoziati con la Cina e valutare i dettagli dell’intesa sulle forniture. Per l’Europa, le terre rare rappresentano una risorsa strategica per numerose filiere industriali, dall’elettronica all’automotive, fino alle tecnologie energetiche e ai comparti della difesa. La dipendenza dalle forniture cinesi rende, quindi, particolarmente importante la continuità delle autorizzazioni all’esportazione.

La disponibilità annunciata da Pechino costituisce un segnale distensivo, ma non equivale a una rimozione generalizzata delle restrizioni. Il sistema delle licenze resta infatti uno strumento attraverso cui le autorità cinesi possono controllare i flussi commerciali. (qui il testo dell'articolo pubblicato su milanofinanza)


Chiudi finestra
Accedi